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Un’immagine degli scavi nell’area archeologica emersa a Ponso

Foto Soprintendenza Abap per le Provincie di Padova, Treviso e Belluno

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Un’immagine degli scavi nell’area archeologica emersa a Ponso

Foto Soprintendenza Abap per le Provincie di Padova, Treviso e Belluno

Nel Padovano affiorano le vestigia dei «Venetkens»

Sono stati scoperti a Ponso elementi lapidei con iscrizioni in caratteri latini e delle antiche popolazioni venete rinvenuti durante le operazioni di bonifica condotti da Veneto Strade. Nel sito anche tracce di edifici religiosi

Cecilia Paccagnella

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Passeggiare tra le strade italiane ha un vantaggio: poter ammirare e godere delle bellezze di un «museo a cielo aperto», a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ma le sorprese non si celano solamente dietro l’angolo, bensì anche sotto terra.

A pochi mesi fa risale il ritrovamento delle rovine della Basilica di Vitruvio a Fano, ad esempio, mentre è notizia del 19 maggio, il rinvenimento nel comune di Ponso, in provincia di Padova, di elementi lapidei recanti iscrizioni in caratteri latini ma soprattutto venetici («Venetkens» o veneti antichi), una popolazione indoeuropea che si stanziò nel Nord-Est dopo la metà del II millennio a.C.

Nel cantiere dei lavori condotti da Veneto Strade S.p.a per la realizzazione di un nuovo tratto di strada regionale che collegherà Borgo Veneto a Carceri è stato richiesto l’intervento della Soprintendenza Abap per le Province di Padova, Treviso e Belluno quando, durante le operazioni di bonifica bellica, gli operai si sono imbattuti in sospette tracce archeologiche.

Dalle prime indagini è emerso che l’area potrebbe avere avuto una funzione cultuale in età preromana, per poi mutare in età romana, perché, come si legge sul sito internet della Soprintendenza, «i dati finora acquisiti suggeriscono una continuità di frequentazione del luogo con trasformazioni nel tempo, piuttosto che un semplice abbandono». Tutto è rimasto sorprendentemente intatto a causa di una alluvione dell’Adige, che 2mila anni fa scorreva in quelle zone, il cui fango ha permesso la conservazione di ciò che venne ricoperto.

Attualmente sottoposti alla procedura di «verifica preventiva dell’interesse archeologico», i cippi si presume risalgano al V-IV secolo a.C., ma alcuni sono stati trovati all’interno di un lastricato pavimentale successivo, databile al I secolo d.C. Le iscrizioni sono riscontrabili su tre facce e, dalle prime analisi, sembrano avere carattere votivo: proseguendo con gli scavi si è infatti arrivati, a livello di fondazione, a ampie strutture a pianta rettangolare riconducibili a edifici religiosi, uno dei quali circondato da una fila di colonne (periptero).

Elementi lapidei recanti iscrizioni in caratteri latini e, in misura nettamente maggiore, venetici. Foto Soprintendenza Abap per le Provincie di Padova, Treviso e Belluno

Cecilia Paccagnella, 20 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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Nel Padovano affiorano le vestigia dei «Venetkens» | Cecilia Paccagnella

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