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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliIl 20 agosto è stato pubblicato sul sito del Bkm-Beauftragter der Bundesregierung für Kultur und Medien (il Commissario del governo federale tedesco per la cultura e i media, noto anche come Ministro di Stato per la cultura) il «Bauhaus-Manifest 2026», un appello in difesa dell’eredità del movimento nato a Weimar nel 1919, oggi al centro di un acceso scontro politico e culturale.
Il manifesto, promosso dal ministro Wolfram Weimer, arriva alla vigilia delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt (6 settembre), dove l’AfD-Alternative für Deutschland è tra le forze favorite. Al centro della polemica c’è il ruolo attribuito al Bauhaus nella costruzione dell’identità culturale del Land. Nel programma elettorale dell’AfD la scuola fondata da Walter Gropius viene infatti criticata come «un’aberrazione della modernità».
Il Bauhaus, che dopo Weimar operò a Dessau e infine a Berlino, rappresentò uno dei principali laboratori dell’avanguardia europea. La scuola fu chiusa nel 1933 sotto la pressione del regime nazista, che la considerava incompatibile con il nuovo ordine politico e culturale. Molti dei suoi protagonisti emigrarono successivamente all’estero, contribuendo alla diffusione internazionale delle sue idee.
A quasi un secolo dalla sua fondazione, la Staatliches Bauhaus è ora nel mirino del partito favorito in Sassonia-Anhalt (lo stato federale in cui si trova Dessau), che minaccia di tagliare i finanziamenti pubblici alla Stiftung Bauhaus Dessau, incaricata di gestire l’eredità del progetto e dell’edificio firmato da Gropius classificato Patrimonio Unesco nel 1996 insieme al sito di Weimar.
Nel programma del partito, la critica riguarda però qualcosa di più ampio della conservazione di un edificio o di un’istituzione culturale, e si concentra più che altro sul ruolo che il Bauhaus riveste nel racconto che la Sassonia-Anhalt fa di sé stessa: «Il governo regionale porta avanti, con il titolo “moderndenken”, una campagna d’immagine che cerca di ricavare dal Bauhaus l’identità del Land Sassonia-Anhalt. Proprio la scuola di architettura del Bauhaus, invece, si è sempre adoperata per evitare qualsiasi segno di radicamento nazionale. La campagna “moderndenken” porta così all’estremo la politica dell’assenza di identità». E a questa, contrappone «deutschdenken», «che sottolinea come la Sassonia-Anhalt abbia dato contributi essenziali allo sviluppo della nazione tedesca» attraverso figure come Martin Lutero, Otto von Bismarck e Friedrich Nietzsche.
«Oggi, esattamente cento anni dopo, vogliamo difendere il Bauhaus dagli attacchi populisti», si legge nel manifesto firmato da associazioni e istituzioni del mondo della cultura, del design, dell’artigianato e dell’architettura, nonché da diverse chiese. «Abbiamo bisogno dell’impulso socio-politico dei visionari del Bauhaus, soprattutto in un’epoca in cui gli estremismi politici si rafforzano e promuovono la regressione anziché il progresso». Il testo sottolinea il valore del movimento come esempio di fiducia nell’impatto sociale dell’innovazione culturale e ne elogia «il coraggio di abbracciare visioni audaci, la fiducia nella libertà di pensiero artistico e la convinzione che solo una società aperta possa mobilitare la forza necessaria per il rinnovamento culturale».
Cecilia Paccagnella
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