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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliMatera punta sul proprio patrimonio storico, culturale e architettonico per costruire nuove prospettive di sviluppo urbano. È questo l’obiettivo del Piano Città degli immobili pubblici, l’accordo istituzionale sottoscritto dall’Agenzia del Demanio, dal Comune di Matera, dalla Regione Basilicata, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc). Il documento, firmato nella cornice storica di Palazzo Lanfranchi, individua un primo insieme di undici immobili pubblici da recuperare e valorizzare, mettendo in relazione tutela del patrimonio, nuove funzioni culturali e servizi per la comunità.
Tra gli interventi più significativi figura il recupero dell’ex Complesso Conventuale di Sant’Agostino, destinato a diventare un nuovo polo culturale dedicato alla consultazione pubblica del patrimonio documentale, alla fruizione degli ambienti ipogei e alla valorizzazione dei giardini terrazzati, che potranno ospitare iniziative espositive, didattiche e culturali.
Un’altra operazione strategica riguarda il Compendio Rione Sassi, dove proseguirà il trasferimento in concessione gratuita al Comune degli immobili statali ancora inutilizzati. L’obiettivo è restituire questi spazi alla città, favorendo nuove forme di residenzialità, ricettività diffusa e servizi. Nel cuore dei Sassi, l’ex Complesso di Santa Lucia e Agata alla Civita sarà invece trasformato in una «Casa Unesco»: un luogo destinato ad accogliere studiosi e ricercatori impegnati nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio mondiale, con spazi residenziali e ambienti per lo studio.
Il Piano guarda anche al potenziamento dell’offerta museale e archeologica. Per il Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola si prospetta un ampliamento attraverso l’acquisizione dell’ex Scuola Media Alessandro Volta, edificio vicino al museo che potrebbe ospitare laboratori, aule didattiche e spazi per esposizioni temporanee. Anche la Palazzina Fio potrà contribuire a integrare il percorso museale, accogliendo ulteriori uffici del Ministero della Cultura e il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri. Un ruolo importante è previsto anche per il Laboratorio di Restauro nella zona Paip, destinato a diventare un centro per il ricovero temporaneo e il primo intervento conservativo sui beni culturali mobili in caso di calamità.
La strategia coinvolge inoltre immobili comunali e regionali, tra cui l’ex Convitto E. Duni, individuato come possibile sede di progetti di social housing, formazione e aggregazione, e l’ex Genio Civile, la cui ala est potrà ospitare una biblioteca pubblica.
Innovazione e sostenibilità accompagneranno l’intero programma. Il Centro Interdipartimentale Scienza delle Città del Cnr, attraverso le competenze sviluppate a Matera nel campo della Urban Intelligence, contribuirà alla conoscenza e alla gestione degli edifici mediante tecnologie Hbim (Historical Building Information Modeling, l'applicazione delle metodologie contemporanee al patrimonio edilizio esistente, storico, artistico e monumentale). Il Cmcc affiancherà invece il Piano nelle strategie di mitigazione dei rischi climatici e di adattamento degli immobili pubblici.
La sfida è ricucire il rapporto tra Sassi, centro storico e quartieri periferici, coniugando conservazione e nuove funzioni. Un progetto che considera il patrimonio pubblico non soltanto come testimonianza del passato, ma come risorsa attiva per la cultura, la ricerca, la qualità della vita e il futuro della città.
Roberto Mercuzio
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