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Veduta aerea della città di Matera, vista da ovest

Foto tratta da Wikipedia. Foto Carsten Steger

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Veduta aerea della città di Matera, vista da ovest

Foto tratta da Wikipedia. Foto Carsten Steger

Matera, il nuovo progetto di rigenerazione urbana parte dal patrimonio culturale

Dal recupero dei complessi storici dei Sassi al potenziamento dei musei e dei luoghi della ricerca: il Piano Città degli immobili pubblici mette in rete undici edifici per valorizzare l’identità culturale della città e promuovere uno sviluppo sostenibile e innovativo

Roberto Mercuzio

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Matera punta sul proprio patrimonio storico, culturale e architettonico per costruire nuove prospettive di sviluppo urbano. È questo l’obiettivo del Piano Città degli immobili pubblici, l’accordo istituzionale sottoscritto dall’Agenzia del Demanio, dal Comune di Matera, dalla Regione Basilicata, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc). Il documento, firmato nella cornice storica di Palazzo Lanfranchi, individua un primo insieme di undici immobili pubblici da recuperare e valorizzare, mettendo in relazione tutela del patrimonio, nuove funzioni culturali e servizi per la comunità.

Tra gli interventi più significativi figura il recupero dell’ex Complesso Conventuale di Sant’Agostino, destinato a diventare un nuovo polo culturale dedicato alla consultazione pubblica del patrimonio documentale, alla fruizione degli ambienti ipogei e alla valorizzazione dei giardini terrazzati, che potranno ospitare iniziative espositive, didattiche e culturali.

Un’altra operazione strategica riguarda il Compendio Rione Sassi, dove proseguirà il trasferimento in concessione gratuita al Comune degli immobili statali ancora inutilizzati. L’obiettivo è restituire questi spazi alla città, favorendo nuove forme di residenzialità, ricettività diffusa e servizi. Nel cuore dei Sassi, l’ex Complesso di Santa Lucia e Agata alla Civita sarà invece trasformato in una «Casa Unesco»: un luogo destinato ad accogliere studiosi e ricercatori impegnati nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio mondiale, con spazi residenziali e ambienti per lo studio.

Il Piano guarda anche al potenziamento dell’offerta museale e archeologica. Per il Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola si prospetta un ampliamento attraverso l’acquisizione dell’ex Scuola Media Alessandro Volta, edificio vicino al museo che potrebbe ospitare laboratori, aule didattiche e spazi per esposizioni temporanee. Anche la Palazzina Fio potrà contribuire a integrare il percorso museale, accogliendo ulteriori uffici del Ministero della Cultura e il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri. Un ruolo importante è previsto anche per il Laboratorio di Restauro nella zona Paip, destinato a diventare un centro per il ricovero temporaneo e il primo intervento conservativo sui beni culturali mobili in caso di calamità.

La strategia coinvolge inoltre immobili comunali e regionali, tra cui l’ex Convitto E. Duni, individuato come possibile sede di progetti di social housing, formazione e aggregazione, e l’ex Genio Civile, la cui ala est potrà ospitare una biblioteca pubblica.

Innovazione e sostenibilità accompagneranno l’intero programma. Il Centro Interdipartimentale Scienza delle Città del Cnr, attraverso le competenze sviluppate a Matera nel campo della Urban Intelligence, contribuirà alla conoscenza e alla gestione degli edifici mediante tecnologie Hbim (Historical Building Information Modeling, l'applicazione delle metodologie contemporanee al patrimonio edilizio esistente, storico, artistico e monumentale). Il Cmcc affiancherà invece il Piano nelle strategie di mitigazione dei rischi climatici e di adattamento degli immobili pubblici.

La sfida è ricucire il rapporto tra Sassi, centro storico e quartieri periferici, coniugando conservazione e nuove funzioni. Un progetto che considera il patrimonio pubblico non soltanto come testimonianza del passato, ma come risorsa attiva per la cultura, la ricerca, la qualità della vita e il futuro della città.

Roberto Mercuzio, 30 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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