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L’Urna di CHianciano, danneggiata dall’alluvione (particolare)

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L’Urna di CHianciano, danneggiata dall’alluvione (particolare)

L’Alluvione fiorentina del 1966 sul fronte archeologico. Due mostre raccontano il salvataggio del patrimonio e la rinascita delle istituzioni

A sessant’anni da questa grave tragedia, il Museo Archeologico Nazionale e l’Istituto degli Innocenti celebrano la memoria di quei giorni con due esposizioni parallele. Fotografie, reperti, documenti e testimonianze raccontano i danni provocati dalla piena, il lavoro dei soccorritori e la rinascita delle due istituzioni

Roberto Mercuzio

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Sessant’anni dopo l’alluvione che il 4 novembre 1966 sconvolse Firenze, due importanti istituzioni culturali affacciate su piazza Santissima Annunziata, il Museo Archeologico Nazionale e l’Istituto degli Innocenti, ripercorrono quei giorni drammatici con un progetto espositivo «gemello», «Curare il passato e proteggere il futuro». Due mostre parallele, differenti per contenuti e dimensioni, ricostruiscono attraverso fotografie d’archivio, filmati, testimonianze e documenti le conseguenze della piena e l’imponente lavoro di recupero che seguì la catastrofe.

Al Museo Archeologico Nazionale la mostra «Salvati dal fango. Il recupero dell’archeologia a Firenze», visitabile fino al 7 marzo 2027, si concentra sui tre ambienti maggiormente colpiti: il Museo Topografico dell’Etruria, l’Ufficio Fotografico e il Laboratorio di Restauro. Le immagini e i reperti esposti raccontano la straordinaria mobilitazione di funzionari, restauratori, studiosi e volontari, impegnati per mesi a recuperare anche i frammenti più piccoli sepolti nel fango, ricomponendo oggetti e ricostruendo contesti archeologici.

Tra le testimonianze più significative figurano alcuni reperti salvati e restaurati dopo l’alluvione, come la Mater Matuta, il Cinerario con Vanth di Chianciano, la Pisside eburnea di Marsiliana d’Albegna e il Sarcofago in terracotta della Tomba dei Velinii di Tuscania. Accanto ai preziosi manufatti trovano spazio anche oggetti di uso quotidiano ancora segnati dal fango, memoria concreta della devastazione.

Proprio l’emergenza del 1966 favorì la nascita del Centro di Restauro Archeologico della Toscana, dotato di attrezzature e competenze che ne avrebbero fatto un punto di riferimento internazionale. Tra i suoi interventi più celebri figura il restauro dei Bronzi di Riace. Un’esperienza che continua oggi nel Laboratorio di Restauro «Erminia Caudana», inaugurato nel museo nel 2024.

Fino al 31 dicembre 2026, il Museo degli Innocenti ospita invece «L’alluvione del 1966 in piazza Santissima Annunziata: gli Innocenti e l’Archeologico tra acqua, fango e salvataggi». Il percorso, allestito nelle Sale del Priore della Galleria degli Affreschi, documenta l’ingresso dell’acqua nell’Istituto e i danni provocati agli ambienti interni ed esterni. Due proiezioni accompagnano il visitatore attraverso le immagini delle sale archeologiche sommerse e quelle della piazza invasa dall’acqua. Particolarmente toccante la testimonianza di don Attilio Piccini, cappellano dell’Istituto, preoccupato soprattutto di garantire cibo e protezione ai circa 300 bambini ospitati nella struttura.

In esposizione anche registri, documenti, strumenti di lavoro e cassette lignee utilizzate per raccogliere e setacciare i reperti archeologici. All’Istituto degli Innocenti l’alluvione rese infatti necessari importanti interventi di restauro della struttura monumentale e il riallestimento della Galleria d’arte, trasferita cautelativamente al terzo piano.

Le due esposizioni, curate da Daniele Federico Maras e Claudia Noferi per il Museo Archeologico e da Arabella Natalini per gli Innocenti, non si limitano a ricordare una tragedia cittadina. Raccontano soprattutto una storia di solidarietà, competenza e resilienza, nella quale la tutela del patrimonio diventa un impegno che prosegue ben oltre l’emergenza.

Il 4 novembre, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, l’ingresso alle due mostre sarà gratuito. In entrambe le sedi le esposizioni sono comprese nel biglietto d’ingresso ai rispettivi musei. Per la mostra agli Innocenti l’accesso sarà dal Bookshop di piazza Santissima Annunziata 13.

Il Museo Archeologico di Firenze alluvionato

La Mater Matuta di Chianciano danneggiata

Roberto Mercuzio, 03 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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L’Alluvione fiorentina del 1966 sul fronte archeologico. Due mostre raccontano il salvataggio del patrimonio e la rinascita delle istituzioni | Roberto Mercuzio

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