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Kimi Antonelli ha compiuto un gesto artistico

Deriso sui social come un mucchio di tazzine e scambiata per un'immagine creata dall'IA, l'anti-trofeo di vedovamazzei chiude il suo percorso concettuale trasformandosi nel piatto di pasta del vincitore

Davide Landoni

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Il gesto dissacrante di un diciottenne bolognese, da una manciata di ore sceso dal gradino più alto del podio di Monza, ha un senso pienamente artistico. Probabilmente a sua insaputa? Poco importa. Il giorno successivo all'epica rimonta con cui Kimi Antonelli ha trionfato nel Gran Premio d'Italia 2026 di Formula 1, il pilota ha postato sui propri canali social una foto in cui appare sorridente mentre affonda la forchetta in un'abbondante porzione di spaghetti al pomodoro, adagiati direttamente nella cavità superiore del trofeo appena conquistato. Grande manifestazione d'italianità? Una provocazione a chi aveva preso in giro il trofeo nei giorni precedenti? Semplice leggerezza e divertimento? Marketing? Chissà. A noi, nel dubbio, piace leggerla come l'ultimo, definitivo capitolo dell'opera d'arte che teneva tra le mani, chiudendone perfettamente il ciclo concettuale.

Per comprendere la portata di questo gesto occorre fare un passo indietro, fino ai laboratori brianzoli dove ha preso forma FRAGILE, la scultura-premio ideata dal duo artistico vedovamazzei su commissione di Pirelli e Pirelli HangarBicocca. Chiamati a confrontarsi con l'estetica istituzionale della Formula 1, gli artisti hanno operato un radicale rovesciamento semantico, riscoprendo l'origine classica della «coppa» come recipiente di condivisione e comunione festosa. La genesi formale dell'opera nasce così da un assemblaggio quotidiano di tazze, ciotole e bicchieri impilati in un equilibrio instabile e asimmetrico, seguendo quell'ironia del quotidiano che da sempre è cifra stilistica del duo. Il prototipo originario, tenuto insieme con nastro adesivo, è stato poi tradotto attraverso quarantacinque giorni di ingegnerizzazione matematica, stampe 3D in superplastica tecnologica e una galvanizzazione a specchio identica a quella delle scocche delle auto.

«Ci sono quindi diversi scatti concettuali all’interno dell’opera, che oscilla tra la tradizione e una sua lettura ironica», hanno raccontato in un'intervista gli artisti. C'è l'idea di spettacolarizzare l'oggetto quotidiano e allo stesso tempo di dissacrare un trofeo, di recuperare la tradizione antica della condivisione e di ammantarla con materiali e tecniche iper-tecnologiche. Se il trofeo appare così inusuale, volutamente grottesco, è perché gli artisti l'hanno così pensato. Anche l'apparente precarietà della composizione non è casuale: «la vera essenza della Formula 1 sta nell'equilibrio tra velocità, rischio e la capacità di gestirlo. L’opera, che abbiamo intitolato FRAGILE, doveva raccontare questo».

Eppure, prima ancora che il motore della prima monoposto si accendesse, l'immagine della torre di stoviglie ha scatenato una rivolta estetica. La diffusione delle prime fotografie ufficiali ha trasformato milioni di appassionati in critici d'arte, e l'opera in un meme. Il lavoro è stato accusato di assomigliare alla pila di piatti ammucchiata nel lavello dopo una cena o a un servizio da tè dimenticato, provocando la reazione divertita degli artisti, secondo i quali l'importante era aver violato «l'iconografia sacra del premio sportivo introducendo l'irriverenza nel tempio della velocità». Si è anche innescata una sorta di performance collettiva in cui gli utenti hanno iniziato a ricreare il trofeo nelle proprie cucine sovrapponendo tazzine da caffè e contenitori di plastica.

In questa tempesta di scetticismo e parodie si è inserito il giovane pilota bolognese. Intervistato alla vigilia, Antonelli aveva ammesso con sincerità di aver creduto inizialmente che la foto della coppa fosse una bufala generata dall'intelligenza artificiale. Poi però, approfondendo il significato della ricerca di vedovamazzei sulla precarietà della corsa e della vittoria, ne aveva colto la bellezza. Ma oggi il pilota è riuscito ad andare anche oltre. La foto che lo immortala mentre arrotola gli spaghetti sfiorando la patina a specchio dell'opera non è solo un'immagine iconica, simbolo di una gara leggendaria, che ha visto trionfare un italiano a Monza dopo 60 anni, ma un'azione artistica che chiude il cerchio concettuale di FRAGILE.

L'oggetto quotidiano, prima reso astratto per diventare scultura e poi contestato per la sua bizzarria, è tornato a essere esattamente ciò per cui era stato pensato, un recipiente per celebrare un'impresa come nell'antichità, se non un vero e proprio, comune, piatto dove mangiare. Il tetto d'ironia che vedovamazzei aveva posto sulla manifestazione è stato addirittura superato dal suo più grande protagonista, che forse inconsciamente ha compiuto un atto artistico che sublima le intenzioni della coppia creatrice. Che, scommettiamo, avranno molto apprezzato la trovata.

Davide Landoni, 07 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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Kimi Antonelli ha compiuto un gesto artistico | Davide Landoni

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