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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliL’archeologia vista come strumento di dialogo tra popoli, occasione di condivisione del sapere e ponte tra passato e futuro. È questo il significato del XVII Convegno di Archeologia dedicato al contributo delle missioni archeologiche italiane in Turchia, inaugurato a Hierapolis, in Anatolia, dal ministro della Cultura italiano Alessandro Giuli e dal suo omologo turco Mehmet Nuri Ersoy e tenutosi il 13 e 14 ottobre.
L’iniziativa, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia ad Ankara, ha acceso i riflettori sul lavoro delle quindici missioni italo-turche impegnate nello studio, nella conoscenza e nella tutela del patrimonio archeologico anatolico. Un’attività scientifica che, oltre a contribuire alla ricostruzione della storia antica, rappresenta un’importante occasione di collaborazione internazionale e di rafforzamento dei rapporti tra i due Paesi.
«Italia e Turchia condividono una storia millenaria che è una responsabilità viva verso il futuro», ha dichiarato Giuli, sottolineando come la cooperazione archeologica sia una forma concreta di diplomazia culturale. Una collaborazione che si realizza quotidianamente attraverso la condivisione dei metodi di ricerca, il rispetto delle competenze, la salvaguardia dei siti e la trasmissione delle conoscenze alle nuove generazioni.
Il convegno si inserisce nel più ampio quadro delle relazioni bilaterali tra Italia e Turchia, in attuazione degli impegni assunti durante il Vertice intergovernativo dell’aprile 2025. La tutela del patrimonio storico e archeologico si conferma così uno degli ambiti in cui la cooperazione tra i due Paesi può tradursi in progetti concreti e duraturi.
A margine della cerimonia inaugurale, a Pamukkale, Giuli ha incontrato il ministro Ersoy per fare il punto sui risultati raggiunti e definire nuove prospettive di collaborazione. Tra i temi affrontati, il successo della mostra «Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico», attualmente ospitata al Parco Archeologico del Colosseo, a Roma. L’esposizione testimonia il valore di un patrimonio condiviso, capace di raccontare le relazioni e gli scambi che hanno caratterizzato il Mediterraneo antico.
Particolare rilievo assumono anche le nuove iniziative concordate dai due ministri. Tra queste figura l’avvio di un gemellaggio tra i parchi archeologici di Pompei ed Efeso, due luoghi simbolo della civiltà antica, che potranno diventare protagonisti di un più stretto scambio di esperienze e competenze. Previsto inoltre un intervento congiunto per valorizzare il sito archeologico di Elaiussa Sebaste, in Cilicia, con il coinvolgimento dell’Istituto Centrale di Archeologia.
Dalla ricerca sul campo alla conservazione dei monumenti, passando per la divulgazione e la formazione, la collaborazione archeologica si conferma dunque un terreno privilegiato per costruire relazioni solide tra Italia e Turchia. Un impegno che guarda oltre la riscoperta del passato e punta a trasformare la memoria storica in una risorsa condivisa per le generazioni future.
Vittorio Bertello
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