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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliÈ iniziata l’11 maggio scorso una nuova, importante fase di restauro della chiesa di Saint-Côme-et-Saint-Damien a Saint-Côme-de-Fresné, nel dipartimento francese del Calvados. L’intervento, che dovrebbe concludersi entro la fine di ottobre, punta a mettere in sicurezza e conservare uno degli edifici storici più significativi della regione, che fu anche protagonista durante il D-Day, il «giorno più lungo», quello dello Sbarco in Normandia.
I lavori interessano soprattutto la struttura lignea del tetto, la copertura della navata e della cappella meridionale, oltre ai controsoffitti. Durante il cantiere sono emerse anche alcune murature indebolite, che hanno richiesto interventi di consolidamento. Si tratta dunque di un’opera di manutenzione complessa, necessaria per garantire la stabilità dell’edificio e conservarlo per le generazioni future.
Il progetto ha un costo complessivo di 270.066 euro, Iva compresa. Di questi, 241.128 euro sono destinati ai lavori e 28.938 euro alla direzione dei lavori. «Siamo ben guidati in questa operazione dall’architetto Guillaume de Beaurepaire», afferma il sindaco Bernard Kermoal.
La spesa è sostenuta grazie alla collaborazione di diversi enti e realtà locali. Lo Stato francese, attraverso la Dotation d’Équipement des Territoires Ruraux (Detr), ha stanziato 72mila euro. Il Dipartimento contribuisce con altri 40mila euro nell’ambito del programma dedicato alla tutela del piccolo patrimonio. Un ruolo particolarmente importante è svolto dall’associazione Le Blanc Moutier, che ha messo a disposizione 55mila euro. Per il Municipio resta una quota di poco superiore ai 103mila euro.
La chiesa racconta una storia lunga diversi secoli. La navata e le pareti settentrionale e occidentale risalgono al XII secolo, mentre il campanile venne costruito nel XV secolo. Nel XVIII secolo l’edificio fu oggetto di ulteriori importanti trasformazioni, che ne hanno definito l’aspetto attuale. In tempi più recenti, il 6 giugno 1944 fu in parte incendiata dai colpi della flotta alleata; nonostante questo, le campane della chiesa suonarono non appena le truppe iniziarono a sbarcare sul suolo francese.
Non è la prima volta che la chiesa necessita di interventi urgenti. Nel 2016-17 fu chiusa per motivi di sicurezza. In quell’occasione vennero stabilizzati i pilastri, anche attraverso l’iniezione di malta a base di calce, consentendo successivamente la riapertura dell’edificio.
L’attuale cantiere rappresenta però soltanto una tappa di un programma più ampio. Il Comune intende infatti effettuare un’indagine sulle infiltrazioni d’acqua dovute alla risalita capillare, prima di intervenire sulle parti lignee, sui basamenti, sui pavimenti e sulla sacrestia.
Al giorno d’oggi le celebrazioni nella chiesa sono rare, ma il legame con la comunità non si è spezzato. La messa della prima domenica di agosto viene celebrata all’aperto e l’associazione Le Blanc Moutier, insieme all’Amministrazione comunale, punta a trovare nuove occasioni per valorizzare il luogo. «Abbiamo tante idee per farla vivere», spiegano la presidente dell’associazione, Régine Spriet, e la responsabile della comunicazione, Marion Everink.
Restaurare Saint-Côme-de-Fresné significa quindi non soltanto salvaguardare un edificio medievale, ma anche mantenere vivo un pezzo della memoria e dell’identità della comunità locale.
Le lapidi che ricordano la parziale distruzioine della chiesa da parte dell'attacco alleato nel D-Day e le campane che in quel giorno si misero a suonare non appena le truppe alleate sbarcarono. Foto tratta da Wikipedia. Foto ChBougui | CC BY SA 4.0
Vittorio Bertello
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