Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Alessandra Quarto dal 2023 è la direttrice del Museo Poldi Pezzoli a Milano

Image

Alessandra Quarto dal 2023 è la direttrice del Museo Poldi Pezzoli a Milano

Grand Tour nel Museo Poldi Pezzoli con una nuova guida

Pubblicata da Allemandi, la nuova edizione aggiornata è stata anche ripensata secondo gli attuali modelli museologici. E mentre si attende la mostra organizzata in collaborazione col Metropolitan Museum di New York, costruita intorno a un capolavoro di Panini, la direttrice Alessandra Quarto annuncia il riallestimento del Salone Dorato, dove sono riuniti i capolavori rinascimentali della collezione: Bellini, Mantegna, Piero della Francesca, Botticelli e la «Dama» del Pollaiolo, diventata il simbolo del museo

A oltre 15 anni dall’ultima edizione, esce in questi giorni, sempre da Allemandi Editore, la nuova guida del Museo Poldi Pezzoli, non solo aggiornata alle molte novità che nel frattempo hanno modificato il volto di tante sue sezioni, arricchite nelle collezioni, ampliate negli spazi e rinnovate negli allestimenti, ma completamente ripensata secondo gli attuali modelli museologici, che pongono l’accessibilità (non solo fisica ma anche cognitiva) al centro della visita.

La nuova guida (in due edizioni, italiana e inglese) comprende oltre 150 schede con immagini delle sue opere più importanti, dalle arti decorative, così identitarie per il Poldi Pezzoli, ai dipinti di grandi maestri come Piero della Francesca, Pollaiolo, Botticelli, Mantegna, Bellini, Canaletto, Guardi, Tiepolo: tutti i tesori più preziosi raccolti da Gian Giacomo Poldi Pezzoli (Milano, 1822-79), ma anche gli oggetti che più incuriosiscono il pubblico, come per esempio i «Tricky glass», i «bicchieri a sorpresa».

Delle novità introdotte nella nuova guida parliamo, a tre anni dal suo insediamento, con il direttore del Poldi Pezzoli, Alessandra Quarto, che l’ha fortemente voluta: «La nuova guida, ci spiega, fa parte del progetto culturale che stiamo portando avanti dal 2023: si propone infatti come parte integrante dell’esperienza-museo. Perché è questo che deve essere un museo: un’esperienza da vivere. L’abbiamo concepita come un invito a esplorarlo e come uno strumento di supporto per il visitatore e l’abbiamo scritta con un linguaggio chiaro e accessibile a tutti, senza per questo rinunciare alla qualità dei contenuti. Per gli studiosi, invece, e per chiunque desideri approfondire la materia, in questi tre anni abbiamo pubblicato sul sito del museo il catalogo di tutte le opere, ognuna corredata da una scheda scientifica dettagliata.

Come è strutturata la nuova guida rispetto alla precedente?
Innanzitutto ora è divisa per sezioni: i vetri, i tappeti, i dipinti e così via. Prima i pezzi erano ordinati secondo le provenienze geografiche, mischiando pittura, scultura, arti decorative. Ma per sapere che un certo autore (o una certa scuola o manifattura) è, poniamo, tedesco, bisogna già avere una certa conoscenza della materia. Ora, invece, chi è interessato a una tipologia di oggetti trova immediatamente ciò che desidera. E all’interno di ogni sezione le opere sono ordinate con criterio cronologico. In questo modo è facile anche mettere a confronto opere di autori che hanno operato negli stessi anni. Abbiamo poi commissionato un’apposita campagna fotografica per avere immagini di altissima qualità, che ci permettessero di evidenziare anche i dettagli e di pubblicarne alcune su doppia pagina. Volevamo comunicare l’idea che il museo sia sì un’esperienza «da vivere» ma anche una magnifica esperienza visiva.   

Oltre ad aver aggiornato le informazioni all’attuale realtà del museo, avete introdotto nuove opere rispetto alle guide precedenti?
Sì, ci sono ben 18 nuove opere. Penso all’«Interno del Pantheon» di Giovanni Paolo Panini, donato di recente da Giovanna Zanuso, intorno al quale abbiamo costruito la mostra «Meraviglie del Grand Tour» (con il Metropolitan Museum of Art di New York e con l’opera video «Tutti gli DÈI» di Ferzan Ozpetek; dal 30 gennaio al 4 maggio, Ndr) ma penso anche a un’opera come il «Ritratto di Martin Lutero» di Lucas Cranach il Vecchio che prima, curiosamente, non figurava, oppure al ventaglio del Grand Tour con il Vesuvio in eruzione giunto in museo con la donazione Borgomaneri. Fra gli altri, ci sono poi il «Dittico di Norimberga», prezioso orologio solare della collezione donata dalla famiglia Portaluppi, e il gruppo scultoreo dell’«Astianatte» di Lorenzo Bartolini, appena restaurato o, ancora, il «Ritratto di Gian Giacomo Poldi Pezzoli bambino» di Giuseppe Molteni, che non c’erano. Senza dimenticare la «Dama» del Pollaiolo che dopo il restauro ha nuovamente i suoi colori. Chiudiamo la guida ricordando la vicenda della «Dote per il Poldi Pezzoli», un’iniziativa attivata tra il 1984 e il 1986 dal sindaco di allora, Carlo Tognoli, con l’allora direttrice Alessandra Mottola Molfino, per ricordare come a Milano molte grandi famiglie siano state (e continuino a essere) vicine al museo, riconoscendosi nel progetto generoso di Gian Giacomo.

Avete raccontato anche la sua vicenda di collezionismo e di mecenatismo?
Sì certo: non c’era ma, specie dopo gli studi fatti nel 2022 in occasione del bicentenario della nascita, abbiamo voluto inserire la sua biografia, con la storia della famiglia e il suo progetto di casa-museo, da lui donata alla città di Milano, ponendolo all’interno del panorama europeo di quel periodo storico.

Il 30 gennaio, all’interno dell’Olimpiade della Cultura, si apre la mostra «Meraviglie del Grand Tour». Ci può anticipare qualcosa dei progetti successivi? 
In autunno avremo una mostra su Fra’ Galgario (Vittore Ghislandi detto Fra’ Galgario, Bergamo, 1655-1743, Ndr), autore non più presentato in una mostra dal 2003. Il Poldi Pezzoli ne conserva autentici capolavori, come «L’allegrezza» e il «Ritratto di cavaliere dell’Ordine costantiniano»: come accade sempre da noi, si tratta di una mostra che è, anche, un omaggio alla nostra collezione.

Avete in programma dei restauri?
Sì il nostro prossimo restauro, che partirà a breve e che sarà donato da Carlo Orsi, riguarderà lo stipo in avorio e pietre dure del XVIII secolo della Sala Nera. Ma per il 2026 abbiamo in calendario una grande sorpresa per i visitatori.

Quale?
Siete voi i primi a saperlo. Riallestiremo il Salone Dorato al piano nobile, dove Gian Giacomo riunì i capolavori rinascimentali della sua collezione: Bellini, Mantegna, Piero della Francesca, Botticelli e la «Dama» del Pollaiolo, diventata il simbolo del museo. È l’ultima sala che ci resta da riallestire (per noi, un «dulcis in fundo») e lo faremo rispettando la visione di Gian Giacomo: lasceremo ovviamente tutti i suoi capolavori più amati ma ci saranno anche i suoi arazzi e tutto ciò che volle esporre in questo che era il salone d’onore della sua casa museo.  

 


 

 

La copertina della nuova guida del Museo Poldi Pezzoli, edita da Allemandi (208 pp., 210 ill. 210, € 20,00)

Ada Masoero, 20 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Alla Galleria Mazzoleni di Milano una personale che trasforma spazio, luce e misura in strumenti di pensiero, tra illusione percettiva e mondo platonico

La fiera belga amplia lo sguardo: dall’antiquariato al contemporaneo, passando dall’arte moderna e dal design, con l’obiettivo di formare un pubblico nuovo e trasversale, parola dell’antiquario e «ambasciatore» Tobias Desmet

Molto apprezzata la proposta del biglietto integrato che permette di visitare più poli museali. «I numeri dei visitatori non sono né l’unico né il prioritario nostro riferimento, precisa la presidente di FBM Francesca Bazoli, ma essi attestano che la qualità della nostra azione viene compresa dal pubblico»

In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 il Museo del Novecento rende omaggio all’autore del manifesto delle Olimpiadi di Roma del 1960

Grand Tour nel Museo Poldi Pezzoli con una nuova guida | Ada Masoero

Grand Tour nel Museo Poldi Pezzoli con una nuova guida | Ada Masoero