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Tracey Emin and Nicholas Cullinan, dunhill x Frieze Masters Talks 2025. Photo Credit: Ben Broomfield and Patrick Straub

Courtesy of Frieze

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Tracey Emin and Nicholas Cullinan, dunhill x Frieze Masters Talks 2025. Photo Credit: Ben Broomfield and Patrick Straub

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Frieze London e Frieze Masters annunciano il programma culturale dell'edizione 2026

Cinque incontri dedicati al dialogo tra arte e storia, una nuova commissione di Gray Wielebinski, il ritorno dell'Artists' Film Programme con l'ICA e iniziative dedicate al non profit durante la Frieze Week

Camilla Sordi

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Frieze London e Frieze Masters si avvarranno di un ricco programma culturale che accompagnerà dal 14 al 18 ottobre i molti visitatori di Regent's Park. Accanto alle oltre duecento gallerie internazionali attese negli stand, la manifestazione propone un articolato calendario di commissioni artistiche, incontri pubblici, proiezioni cinematografiche e iniziative dedicate alle organizzazioni non profit, rafforzando una dimensione che negli ultimi anni è diventata sempre più centrale nell'identità della fiera. L'obiettivo è costruire un programma capace di dialogare con il tessuto culturale londinese, coinvolgendo musei, istituzioni e spazi indipendenti e trasformando la settimana di Frieze in un momento di produzione culturale oltre che di mercato.

Tra gli appuntamenti principali torna Breaking the Mould, il ciclo di incontri organizzato da Frieze Masters insieme a dunhill e curato per il secondo anno consecutivo da Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi.
Il programma parte dall'idea che il rapporto con il passato non sia qualcosa di statico ma una materia continuamente riscritta dagli artisti contemporanei. Le conversazioni affrontano infatti il modo in cui materiali, linguaggi e modelli storici vengono reinterpretati attraverso pratiche artistiche, curatoriali e architettoniche. L'inaugurazione, il 14 ottobre, vede protagonista Es Devlin, artista e designer nota per le scenografie realizzate per musei, teatri e grandi produzioni musicali internazionali. In dialogo con Tim Marlow, direttore del Design Museum di Londra, rifletterà sul tema «Other Worlds», dedicato alla costruzione di nuovi immaginari attraverso arte, architettura e progettazione dello spazio.

Il giorno successivo sarà la volta di Grayson Perry, tra gli artisti britannici più influenti degli ultimi decenni, che discuterà con la storica dell'arte Iris Moon del ruolo della porcellana nella cultura contemporanea. La conversazione metterà in luce come un materiale tradizionalmente associato all'artigianato possa diventare uno strumento per affrontare questioni identitarie, politiche e sociali. Sempre il 15 ottobre gli artisti Paul Pfeiffer e Danh Vō saranno protagonisti dell'incontro «Broken: The Power of the Fragment», dedicato al valore del frammento nella pratica artistica contemporanea. Entrambi hanno costruito gran parte della propria ricerca sulla rilettura di immagini, oggetti e documenti storici, trasformando elementi incompleti o decontestualizzati in nuove narrazioni. Il programma prosegue con un confronto sul tema dell'espansione del canone storico-artistico. Lo scrittore Peter Parkere la storica dell'arte Sheila Barker discuteranno infatti di come la ricerca contemporanea stia contribuendo a riscrivere una storia dell'arte più inclusiva, capace di accogliere figure, culture e prospettive rimaste a lungo ai margini. L'ultimo appuntamento sarà dedicato invece al ruolo dell'architettura museale. L'architetto Kulapat Yantrasast, autore di numerosi progetti per musei internazionali, e Lina Ghotmeh, tra le progettiste più interessanti della nuova generazione europea, discuteranno insieme a Luke Syson di come cambiano gli allestimenti museali e del loro impatto sul modo in cui il pubblico interpreta le opere. Tutti gli incontri saranno registrati e successivamente pubblicati come podcast, rendendo il programma accessibile anche oltre i giorni della fiera.

Arturo Galansino e Anthony Gormley. Courtesy of Frieze

La commissione artistica dell'edizione 2026 è affidata a Gray Wielebinski, artista statunitense la cui ricerca si concentra sui rapporti tra potere, controllo, identità e costruzione dei miti contemporanei. Il progetto, intitolato «Production», nasce dalla collaborazione con Dean's Bottom, realtà che lavora con artisti e ricercatori esplorando il potenziale culturale dell'olfatto come linguaggio artistico. L’opera prende forma in uno degli spazi meno visibili della fiera: i servizi igienici. Qui l’artista installa tavolette deodoranti per orinatoi e diffusori profumati per wc realizzati appositamente per il progetto e inseriti all'interno di strutture metalliche che ricordano gabbie o dispositivi di protezione. L'intervento mira ad utilizzare l'odore come elemento narrativo. I bagni pubblici diventano infatti luoghi in cui convivono vulnerabilità, anonimato, desiderio e controllo sociale, temi ricorrenti nella pratica dell'artista. Il visitatore entra così in contatto con l'opera non attraverso la vista ma mediante una percezione quasi inconsapevole, trasformando un gesto quotidiano in un'esperienza artistica. Il progetto rappresenta inoltre un'evoluzione della ricerca che Wielebinski aveva sviluppato nel 2023 con «Exhibition», installazione realizzata negli spazi di Selfridges (una delle più celebri catene di grandi magazzini di lusso del Regno Unito che da anni porta avanti un programma di commissioni artistiche e progetti culturali) dedicata ai meccanismi di sorveglianza e alle dinamiche di esclusione negli spazi pubblici.

Edward George e Matthew Harle. Courtesy of Frieze

Per il secondo anno consecutivo Frieze rinnova la collaborazione con l'Institute of Contemporary Arts (ICA), una delle istituzioni londinesi più importanti per la ricerca artistica contemporanea. Durante tutta la Frieze Week il pubblico potrà assistere a una selezione di film e opere video realizzate da artisti emergenti o ancora poco conosciuti, prodotti negli ultimi cinque anni e scelti tra le candidature presentate dalle gallerie partecipanti. L'iniziativa rappresenta un'importante occasione di visibilità per artisti che utilizzano il linguaggio dell'immagine in movimento, spesso meno presente negli spazi commerciali delle fiere rispetto alla pittura o alla scultura. La selezione sarà affidata a una commissione composta da Steven Cairns, responsabile della programmazione artistica dell'ICA, dalla curatrice Nicole Yip, dalla studiosa di cinema May Adadol Ingawanij e da Claire Jackson, senior curator del Tramway di Glasgow. Le opere saranno proiettate ininterrottamente nelle sale dell'ICA durante l'intera settimana della fiera e, parallelamente, rese disponibili online, permettendo la fruizione anche a un pubblico internazionale.
Inoltre, all'interno di Frieze London torna anche la Reading Room, uno spazio dedicato a organizzazioni non profit britanniche e internazionali impegnate nella produzione culturale, nell'editoria d'artista e nella promozione dell'arte contemporanea. A differenza degli stand commerciali, quelli della Reading Room sono sovvenzionati direttamente da Frieze, che sostiene così realtà spesso fondamentali per la ricerca artistica ma prive delle risorse economiche delle grandi gallerie. Le quattro organizzazioni invitate quest'anno rappresentano approcci molto differenti.

Nottingham Contemporary, una delle maggiori istituzioni britanniche dedicate all'arte contemporanea, presenterà il proprio programma che comprende mostre, performance, cinema e attività educative. Gasworks, con sede nel sud di Londra, illustrerà il lavoro svolto con artisti emergenti provenienti da tutto il mondo attraverso mostre e residenze internazionali. Black Curatorial, agenzia curatoriale fondata per valorizzare il sapere e la produzione culturale nera, porterà invece una riflessione sulle pratiche curatoriali contemporanee e sulla rappresentazione delle comunità afrodiscendenti nelle istituzioni artistiche. Completa il gruppo Hospital Rooms, organizzazione benefica che da anni commissiona opere di artisti contemporanei per trasformare gli ambienti degli ospedali psichiatrici britannici, promuovendo il benessere attraverso la qualità dello spazio visivo. Accanto alla Reading Room torna anche Allied Editions, progetto collettivo che riunisce sette delle principali istituzioni non profit londinesi, Camden Art Centre, Chisenhale Gallery, ICA, South London Gallery, Serpentine Galleries, Studio Voltaire e Whitechapel Gallery. Gli artisti coinvolti realizzano edizioni in tiratura limitata donate alle istituzioni partecipanti. La vendita delle opere costituisce una forma concreta di sostegno economico ai programmi espositivi, educativi e di ricerca delle organizzazioni coinvolte, trasformando il collezionismo in uno strumento di finanziamento per il sistema culturale cittadino.


Infine, la programmazione non si esaurisce negli spazi della fiera. Anche quest'anno Frieze organizza tre giornate dedicate alla scoperta delle gallerie londinesi. Il Bloomsbury Afternoon (9 ottobre), l'East End Day (11 ottobre) e il West End Day (17 ottobre) offriranno percorsi coordinati tra decine di gallerie, con inaugurazioni, visite e aperture straordinarie. L'iniziativa chiaramente vuole «distribuire» il pubblico nei diversi distretti artistici della capitale britannica, valorizzando un ecosistema che durante la Frieze Week coinvolge non soltanto le fiere, ma anche musei, fondazioni, spazi indipendenti e gallerie private.

Camilla Sordi, 06 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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