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Claude Monet, «Iris», 1924-25

© Damien Perronnet, Blok Design Group & Art Digital Studio, Sotheby’s

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Claude Monet, «Iris», 1924-25

© Damien Perronnet, Blok Design Group & Art Digital Studio, Sotheby’s

Gli ultimi, inediti fiori di Claude Monet rispuntano a Parigi: valgono 30 milioni di euro

Il 22 ottobre, Sotheby's porta in asta 28 opere mai viste dal pubblico. Tra i top lot spicca «Iris» di Monet, sulla carta l'opera più preziosa mai proposta in vendita in Francia

Camilla Sordi

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Il tempo ritrovato si può scovare nelle trame impressioniste di capolavori lontani, così remoti da non essere mai stati visti dopo la loro creazione. Con questo fascino da riscoperta Sotheby’s, a Parigi, si prepara a portare in asta la collezione Schlumberger, un insieme di capolavori rimasti celati al pubblico per oltre mezzo secolo e stimati complessivamente oltre 40 milioni di euro. Non a caso, l'appuntamento del 22 ottobre prende il nome di Le Temps Retrouvé, strizzando l'occhio all'ultimo episodio della saga proustiana. La vita da riannodare, in questo caso, è quella di Jeanne Schlumberger (1889-1983), membro di un'importante famiglia d'industriali, che con un'inesausta attività collezionistica ha riempito la sua dimora parigina di rue Las-Cases. A supportarla nell'impresa la mercante d'arte Katia Granoff (1895-1989), con cui la collezionista instaurò un duraturo rapporto di collaborazione. Il momento chiave del sodalizio risale in particolare al 1958, quando Schlumberger sostenne finanziariamente l'acquisizione, da parte di Granoff, dello studio di Michel Monet, figlio ed erede del pittore. All'epoca i lavori dell'ultimo periodo di Claude Monet trovavano uno scarso riscontro di mercato in Francia; l'intuito delle due collezioniste permise invece di riconoscerne la forza pre-astratta e modernista, posizionando diverse opere chiave nei principali musei statunitensi. Difatti, prima che il Musée Marmottan Monet acquisisse l'eredità dell'artista nel 1966, l'opera tarda del maestro di Giverny figurava a Parigi in sole tre sedi: l'Orangerie, la Galerie Katia Granoff e la collezione Schlumberger.

Proprio una di queste tele rappresenta ora il vertice artistico ed economico della vendita. Si tratta del monumentale «Iris» (1924-25), dipinto di 160 per 180 centimetri appartenente al ciclo di circa venti composizioni realizzate da Monet tra il 1914 e il 1925 sul tema dei giardini di Giverny. Conservata nelle sue condizioni originali, senza interventi di alcun tipo, la tela presenta la stima più alta mai attribuita a un'opera d'arte in un'asta francese, pari a 22-30 milioni di euro. Per intenderci, l'unico esemplare di dimensioni analoghe è custodito al Musée Marmottan Monet. Dalla medesima provenienza diretta - dal figlio Michel alla galleria Granoff fino alle pareti Schlumberger - giunge una seconda opera di Claude Monet, «Saule pleureur» (1918-19), legata al nucleo di dieci tele incentrate sul tema del salice piangente e stimata 8-12 milioni di euro. Il dialogo con la pittura di Monet continua con due composizioni che ne completano la traiettoria: «La Maison à Travers les Roses» (1925-26 circa), stimata 2-3 milioni di euro, e la veduta giovanile «La Seine à Vernon, Arbres» (1894), valutata 1,2-1,8 milioni di euro. Entrambe le tele condividono con le opere maggiori una condizione conservativa eccezionale, essendo rimaste lontane dallo sguardo del pubblico fin dal momento della loro esecuzione.

Claude Monet, Saule pleureur © Eléa Lefèvre, Blok Design Group & Art Digital Studio, Sotheby’s

Gustave Moreau, Rêve d'Orient © Louis Blancard, Blok Design Group & Art Digital Studio, Sotheby’s

Ma la collezione Schlumberger travalica la dimensione impressionista per tracciare una parziale genealogia dell'avanguardia europea. Il capitolo dedicato a Paul Cézanne, per esempio, regala una delle testimonianze storiche più rilevanti dell'intera vendita: tre frammenti costitutivi di «Paysage romantique aux pêcheurs», il grande ciclo di dipinti murali che il pittore eseguì tra il 1862 e il 1864 sulle pareti del piano terra del Jas de Bouffan, la dimora di famiglia in Provenza. Nel 1899, a seguito della vendita della proprietà, l'affresco fu staccato, riportato su tela e smembrato in otto sezioni. I tre tasselli passati dalla galleria di Katia Granoff alla dimora di rue Las-Cases - e oggi dichiarati Trésors nationaux dallo Stato francese per il loro inestimabile valore storico-artistico - comprendono «La Ferme» (1862-64), che con i suoi 149 per 180 centimetri si attesta come la più grande composizione di Cézanne mai comparsa sul mercato d'asta (600-800 mila euro). Con la medesima provenienza figurano poi «Arbres au Bord de la Rivière» e «Ciel Entre les Arbres», proposti ciascuno con una stima di 400-600 mila euro.

Il percorso di vendita si estende poi al Simbolismo e alla scultura di fine secolo. Tra le carte spicca l'acquerello «Rêve d’Orient» (1881) di Gustave Moreau, acquistato da Jeanne Schlumberger nel 1971 e stimato 600-800 mila euro, in cui la materia cromatica sfumata e preziosa si unisce con le tecniche della miniatura e dello smalto. Dalla tensione mistica di Moreau si passa alla carnalità drammatica della bronzistica con «La Valse» di Camille Claudel. Modellata tra il 1889 e il 1893 nel periodo di massima contiguità artistica ed sentimentale con Auguste Rodin, la scultura fu fusa nel 1905 dal celebre editore Eugène Blot nella tiratura numerata 1/4; l'opera, che cattura l'estasi e l'instabilità del movimento amoroso, viene presentata in asta con una valutazione di 400-600 mila euro.

La stagione dei grandi maestri francesi trova un ulteriore snodo in «La Cueillette des Prunes» (1899 circa) di Pierre Bonnard, con stima 600-800 mila euro. L'opera costituiva originariamente lo scomparto centrale di un trittico decorativo di grandi dimensioni i cui pannelli laterali, La Cueillette des pommes e Enfants jouant avec une chèvre, sono oggi conservati nelle collezioni del Pola Museum of Art di Kanagawa. Un'ennesima gemma mai più esposta dal 1956 che, affiancata ai lavori in catalogo firmati da Gustave Courbet, Eugène Delacroix e Chaïm Soutine, restituisce la cifra di una raccolta dove ogni singola acquisizione non ha risposto alle mode del momento, ma a una precisa e personale visione della storia dell'arte.

Paul Cézanne, La Ferme © Louis Blancard, Blok Design Group & Art Digital Studio, Sotheby’s

Pierre Bonnard, La Cueillette des prunes © Blok Design Group & Art Digital Studio, Sotheby’s

Camilla Sordi, 17 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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