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Paris Internationale sceglie il Canal Saint-Martin: sede, gallerie e novità dell’edizione 2026

Dopo l’esperienza milanese, la fiera fondata nel 2015 torna nella capitale francese con una forte componente italiana e la vocazione sperimentale che da sempre la caratterizza

Camilla Sordi

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Cambio di sede, aperture internazionali e una fedeltà incrollabile alla propria matrice indipendente: dal 19 al 24 ottobre 2026, Paris Internationale festeggia la sua dodicesima edizione insediandosi al civico 187–189 di Quai de Valmy, nel cuore del Canal Saint-Martin, a nord-ovest del centro. Nata nel 2015 dall'iniziativa di un collettivo di galleristi come alternativa non-profit ai modelli fieristici tradizionali, la rassegna riunisce 56 gallerie e 5 spazi no-profit provenienti da 19 paesi, registrando 15 nuovi ingressi che rinnovano l'impianto espositivo.

Dato il suo carattere itinerante, prima d'ogni informazione riguardo il contenuto, di Paris Internationale genera interesse il luogo dove si svolgerà. Quest'anno di tratta, come spesso accade, di un palazzo parzialmente dismesso, che la fiera riattiva nel tempo del suo intervento. Nel caso di Quai de Valmy si tratta di una superficie di 3.500 metri quadrati articolata in due volumi distinti: una torre su strada di cinque piani e un edificio corte di tre livelli, collegati da un passaggio interno e scanditi da quattro cortili calati nella luce naturale. Il progetto d'allestimento e l'architettura dell'esposizione sono stati affidati allo studio basilese Christ & Gantenbein, che prosegue così una collaborazione a lungo termine intesa a definire l'identità visiva e la fruizione dei volumi della fiera.

Sul fronte delle partecipazioni, la selezione mantiene una forte vocazione transgenerazionale con un focus spiccato sulle realtà emergenti. Accanto a presenze storiche e ritorni internazionali come Gaga (Città del Messico), greengrassi (Londra), Gregor Staiger (Zurigo/Milano) e Deborah Schamoni (Monaco), spicca una nutrita rappresentanza dell'ambiente galleristico italiano: tra gli stand figurano infatti Ciaccia Levi (Parigi/Torino), Clima (Milano), Fonti (Napoli), Gian Marco Casini (Livorno), Martina Simeti (Milano), Tiziana Di Caro (Napoli), Vistamare (Milano/Pescara) e zaza’ (Milano/Napoli). Non a caso, Paris Internationale l'anno scorso ha scelto proprio Milano per la sua prima edizione fuori dai confini francesi. 

Nella sua versione parigina, l'edizione 2026 estende il proprio raggio d'azione attraverso una serie di Special Projects concepiti in dialogo diretto con l'architettura industriale di Quai de Valmy. Tra le collaborazioni istituzionali più rilevanti debutta il focus NEXT : KOREA GALLERIES, realizzato in sinergia con il Korea Arts Management Service (KAMS), che porta a Parigi sette gallerie emergenti di Seul (tra cui APOproject, CAPTION e WWNN) all'interno della collettiva Second Nature. In parallelo, l'AlUla Contemporary Art Museum e AFALULA presentano una monumentale installazione video multicanale firmata dall'artista Ayman Zedani (In the Bellies of the Rock), affiancata dai progetti site-specific di Agata Ingarden (con Berthold Pott), Anne Bourse (con Crèvecoeur) e Georgia Sagri (con The Breeder).

A completare la proposta è il palinsesto di eventi pubblici ad accesso gratuito, da sempre elemento centrale della manifestazione. Il ciclo di Talks curato in collaborazione con la Fondation Pernod Ricard e le storiche Daily Dérives - visite guidate condotte da artisti, curatori e collezionisti - affiancheranno le presentazioni editoriali e i progetti speciali promossi dall'École des Arts Décoratifs (ENSAD) e dal brand On con Sky High Goods. Dopo la prima trasferta milanese dello scorso aprile a Palazzo Galbani, Paris Internationale riconferma a Parigi la validità di un formato agile, guidato direttamente dai galleristi e aperto alla sperimentazione.

© Records Collection

© Records Collection

Le gallerie partecipanti

Adams and Ollman (Portland), After 8 Books (Paris), blank projects (Cape Town), Bombon projects (Barcelona/Madrid), Callirrhoë (Athens), Champ Lacombe (Biarritz/London), Ciaccia Levi (Paris/Turin), Cibrián (San Sebastián), Clima (Milan), Climate Control (San Francisco), Cooper Cole (Toronto), Corpus (Cambridge), Deborah Schamoni (Munich), Derouillon (Paris), Don (Shanghai), Drei (Cologne), El Apartamento (Havana/Madrid), Femtensesse (Oslo), Fonti (Naples), Gaga (Mexico City), General Expenses (Mexico City), Gian Marco Casini (Livorno), Goswell Road (Paris), greengrassi (London), Gregor Staiger (Zurich/Milan), Gunia Nowik (Warsaw), Héritage (Paris), House of Chappaz (Barcelona), Ilenia (London), Karin Guenther (Hamburg), Kendall Koppe (Glasgow), Linseed (Shanghai), Llano (Mexico City), Magician Space (Beijing), Martina Simeti (Milan), Molitor (Berlin), Mountains (Berlin), Peana (Mexico City), Pequod (Mexico City), Piedras (Buenos Aires), Photography Exhibit! (Zurich), Piktogram (Warsaw), Pony (Montreuil), Proyectos Multipropósito (Mexico City), Radio Athènes (Athens), Shmorévaz (Paris), sissi club (Marseille), Sophie Tappeiner (Vienna), Sperling (Munich), Sweetwater (Berlin), Temnikova & Kasela (Tallinn), The Breeder (Athens), Tiziana Di Caro (Naples), Tomio Koyama (Tokyo), Ulrik (New York), Vanguard (Shanghai), Villa Magdalena (Madrid/San Sebastián), Vistamare (Milan/Pescara), zaza’ (Milan/Naples).

© Records Collection

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Camilla Sordi, 19 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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