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Flavia Foradini
Leggi i suoi articoliLa prima mostra del nuovo Wien Museum è dedicata, dall’1 febbraio al 28 aprile, a uno dei maggiori architetti austriaci tra Sei e Settecento e fondamentale genius loci di Vienna, dove la sua Karlskirche è considerata il gioiello del Barocco nazionale. Johann Bernhard Fischer von Erlach (1656-1723) lasciò ai posteri una lunga serie di edifici sia sacri sia profani, ma fondamentale fu anche il suo apporto teorico, che presentò al mondo nel 1721 col titolo Progetto di un’architettura storica, un’opera che lo fece conoscere in tutta Europa.
L’occasione del tricentenario della sua morte nel 2023 aveva indotto il Wien Museum a concepire in collaborazione con il Salzburg Museum una ricognizione della sua produzione architettonica, sospesa fra tradizione e innovazione. I lavori di restauro e ampliamento della principale sede viennese del museo fino a inizio dicembre 2023 hanno dato a Salisburgo la precedenza nel cartellone espositivo e ora il Wien Museum può dare spazio alla mostra che, ci dice il curatore Andreas Nierhaus, solo nella capitale è davvero esaustiva rispetto a tutta la carriera di Fischer von Erlach: «Il percorso si snoda in nove capitoli, prendendo le mosse dai suo inizi artistici, che affondano le radici in un lungo soggiorno a partire dal 1670 a Roma, dove studiò i monumenti e le opere dell’antichità, in particolare le creazioni di Bernini. Fu proprio a Roma che divenne architetto: la sua prima aspirazione era stata in realtà la scultura», spiega Nierhaus.
Il percorso di «Fischer von Erlach. Progetto di un’architettura storica» prosegue poi attraverso gli incarichi da parte della nobiltà viennese e dell’arcivescovo di Salisburgo, fino ai lavori per la corte imperiale: «Il naturale compimento di questo viaggio dentro all’universo di Fischer von Erlach è proprio sulla piazza dove in diretta contiguità con il Wien Museum sorge la Chiesa di San Carlo».
Tra i punti forti della selezione di materiali e documenti in mostra figurano numerosi disegni, dipinti, incisioni, modelli, sculture e libri da collezioni private mai esposti prima, nonché una serie di disegni di Fischer von Erlach prestati dalla Biblioteca Nazionale di Zagabria: «In questa copiosità non si erano più visti dal 1956», prosegue il curatore. Un ulteriore fulcro della mostra è la documentazione fotografica di Werner Feiersinger degli edifici ancora esistenti, che regalano all’osservatore nuovi sguardi e nuove prospettive. «Atlanti. Palazzo di città del principe Eugenio di Savoia»
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