Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Una ricostruzione moderna di «Bomba», la prima macchina che il matematico britannico Alan Turing ideò per accelerare la decifrazione dei codici segreti usati dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Si può considerare l’antenato dell’attuale branca dell’intelligenza artificiale impiegata nella decrittazione di vari documenti

Foto tratta da Wikimedia Commons. Foto Tom Yates | Creative Commons 3.0

Image

Una ricostruzione moderna di «Bomba», la prima macchina che il matematico britannico Alan Turing ideò per accelerare la decifrazione dei codici segreti usati dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Si può considerare l’antenato dell’attuale branca dell’intelligenza artificiale impiegata nella decrittazione di vari documenti

Foto tratta da Wikimedia Commons. Foto Tom Yates | Creative Commons 3.0

Con le sue decifrazioni, l’IA riscrive il lavoro degli storici: dagli archivi segreti ai manoscritti medievali

Dalla decrittazione di messaggi militari di Napoleone Bonaparte alla trascrizione di milioni di pagine antiche, in Francia l’intelligenza artificiale sta cambiando il modo di studiare il passato. Non soltanto velocizzando il lavoro, ma aprendo nuove strade alla ricerca storica

Una lettera militare del 1809 di Napoleone Bonaparte, scritta in codice per proteggere informazioni strategiche durante le guerre napoleoniche, è rimasta indecifrata per oltre due secoli. A risolvere l’enigma è stato Carter Church, ingegnere specializzato in intelligenza artificiale di 27 anni, che ha impiegato circa sei ore grazie a un modello sviluppato da OpenAI, la società che ha creato ChatGpt. Il documento, conservato in un archivio universitario digitale, conteneva informazioni sulle posizioni delle truppe francesi e alleate.

Senza strumenti digitali, il lavoro avrebbe potuto richiedere settimane. «Ciò che l’IA porta soprattutto è la perseveranza», ha spiegato Church alle agenzie di stampa internazionali. La capacità di analizzare ripetutamente sequenze di simboli, individuare regolarità e verificare ipotesi rende infatti queste tecnologie uno strumento promettente per affrontare documenti che per secoli hanno resistito agli studiosi.

In Francia, il progetto «Back in time», coordinato dall’Institut National de Recherche en Sciences et Technologies du Numérique, riunisce storici, crittografi ed esperti di intelligenza artificiale per sviluppare strumenti capaci di trascrivere e decifrare antiche corrispondenze diplomatiche e militari. Negli archivi europei si trovano migliaia di messaggi cifrati con triangoli, cerchi e simboli inventati, concepiti per impedire al nemico di comprendere le comunicazioni intercettate: parte di questo patrimonio resta tuttora inesplorata.

L’intelligenza artificiale contribuisce anche a rendere leggibili testi materialmente inaccessibili. È il caso dei papiri di Ercolano, carbonizzati dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

La trasformazione più significativa riguarda però anche la quantità di fonti che gli studiosi possono esaminare. Il Progetto Midrash, promosso dall’École Pratique des Hautes Études di Parigi, utilizza l’IA per trascrivere milioni di pagine di manoscritti ebraici. L’obiettivo è arrivare a dieci milioni di pagine, creando grandi archivi digitali consultabili attraverso parole, nomi e riferimenti. In questo modo diventa possibile collegare persone, luoghi, testi e idee distribuiti in documenti conservati in biblioteche diverse.

Un approccio analogo è stato applicato agli archivi di Notre-Dame di Parigi. Nell’ambito del progetto e-Ndp, un sistema di intelligenza artificiale è stato addestrato per trascrivere 14.600 pagine in latino tratte dai registri medievali del capitolo della cattedrale. Il riconoscimento dei caratteri raggiunge percentuali comprese tra l’88 e il 94%, a seconda dei volumi. Le trascrizioni hanno permesso di far emergere nuove informazioni sulla vita quotidiana della cattedrale, sui lavori, sul personale e sull’assistenza ai bambini abbandonati.

Svolgere manualmente un lavoro simile avrebbe richiesto decine di anni. Ma, sottolineano i ricercatori, il vantaggio non consiste soltanto nel risparmio di tempo. La possibilità di interrogare enormi quantità di documenti rende realizzabili ricerche prima impraticabili. A condizione, naturalmente, che i risultati automatici siano verificati e interpretati con rigore scientifico.

Gaspare Melchiorri, 20 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Gaspare Melchiorri

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

La testa marmorea di fanciulla, rara testimonianza della presenza dell’arte greca in Etruria, è stata eletta miglior scoperta archeologica del 2025 dalla giuria della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Decisivo anche il sostegno del pubblico

Le ricerche geofisiche condotte quest’anno rivelano ambienti meglio conservati del previsto e aprono nuove prospettive sulla storia della residenza romana, celebre per i suoi affreschi e mosaici. La villa resta sepolta e non è visitabile

Sono diventati celebri sui social e oggi conquistano anche le pagine di un volume illustrato. Si intitola «Gatti di Pompei» ed è pubblicato da Giunti Editore in collaborazione con il Parco Archeologico: ripercorre attraverso fotografie e storie la quotidianità della colonia felina che abita l’antica città romana

Gli scavi dell’Università Ca’ Foscari hanno individuato il complesso episcopale paleocristiano della città romana. Resta da rintracciare il battistero, che potrebbe trovarsi nella parte dell’isolato romano non ancora indagata. Il 17 ottobre è in programma una visita accompagnata

Con le sue decifrazioni, l’IA riscrive il lavoro degli storici: dagli archivi segreti ai manoscritti medievali | Gaspare Melchiorri

Con le sue decifrazioni, l’IA riscrive il lavoro degli storici: dagli archivi segreti ai manoscritti medievali | Gaspare Melchiorri