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Uno dei roghi che in estate imperversano in Grecia

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Uno dei roghi che in estate imperversano in Grecia

Come proteggere il patrimonio archeologico dagli incendi estivi? In Grecia si ricorre alla tecnologia

Le autorità elleniche fanno ricorso all’installazione di moderni sistemi di rilevamento del fuoco, i cui dati vengono trasmessi in tempo reale ai vigili del fuoco. Entro la fine di agosto  anche l’Acropoli di Atene ne verrà provvista

Roberto Mercuzio

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La Grecia punta sulla tecnologia per proteggere il proprio patrimonio archeologico dalla crescente minaccia degli incendi estivi. Il ministero ellenico della Cultura ha annunciato l’installazione di moderni sistemi di rilevamento del fuoco nei principali siti storici del Paese, dove ogni anno milioni di visitatori ammirano monumenti e testimonianze di una civiltà millenaria.

Il nuovo sistema è stato sperimentato il 31 luglio a Fichtia, nel Peloponneso, ai piedi dell’antica Mycenae. Durante il test, un principio d’incendio è stato individuato immediatamente, facendo scattare in automatico l’allarme. Un risultato che conferma l’obiettivo principale del progetto: ridurre al minimo il tempo tra l’insorgere delle fiamme e l’intervento dei soccorritori.

La tecnologia combina le immagini provenienti da telecamere ottiche e termiche. I dati vengono trasmessi in tempo reale ai vigili del fuoco, che possono così valutare rapidamente la situazione e decidere quali interventi adottare. Entro la fine di agosto sono previste nuove installazioni, tra gli altri, all’Acropoli di Atene, al palazzo di Nestore, a Nicopoli, vicino a Preveza, e a Festo, nell’isola di Creta. Nel mese di settembre il sistema dovrebbe arrivare anche a Cnosso, Delfi, Tatoi, sul Monte Athos, a Dodona, Samotracia e Taso. Una volta completato il programma, saranno 22 i siti archeologici dotati della nuova rete di sorveglianza.

L’iniziativa nasce in un contesto segnato da incendi sempre più frequenti e distruttivi. Durante il periodo di massima emergenza, in Grecia possono svilupparsi fino a una quarantina di roghi al giorno, alimentati anche da forti venti e combattuti con squadre di terra, aerei ed elicotteri. Anche l’estate 2026 è stata caratterizzata da numerosi episodi gravi, nonostante il Paese sia rimasto in parte al riparo dall’ondata di calore che ha colpito altre zone d’Europa.

I numeri mostrano la dimensione del fenomeno. Dall’inizio dell’anno sono state arrestate 305 persone per reati collegati agli incendi: 272 per episodi attribuiti a negligenza e 33 con l’accusa di incendio doloso. Il 16 agosto due persone sono morte a Salamina, l’isola situata a poca distanza da Atene. Nei primi giorni di agosto, inoltre, un incendio durato cinque giorni ha devastato oltre 11 mila ettari di pinete, macchia mediterranea e terreni agricoli a nord-ovest della capitale.

Per la Grecia, dunque, la prevenzione diventa sempre più importante quanto la capacità di spegnere le fiamme. Proteggere i siti archeologici significa infatti difendere non soltanto monumenti e reperti, ma una parte essenziale della storia e dell’identità del Paese. La nuova rete di rilevamento rappresenta un ulteriore strumento per intervenire prima che un piccolo focolaio possa trasformarsi in una minaccia devastante.

Roberto Mercuzio, 21 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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