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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliA Mallare, nella Val Bormida savonese, si è concluso il progetto di manutenzione straordinaria delle pareti e delle volte decorate del Santuario di Santa Maria dell’Eremita, uno dei luoghi più cari alla comunità locale. L’intervento è stato possibile grazie al contributo di Fai-Fondo Ambiente Italiano e di Intesa Sanpaolo nell’ambito del programma «I Luoghi del Cuore», al cofinanziamento di privati e alla mobilitazione di numerosi volontari. Al progetto ha contribuito anche la Fondazione De Mari di Savona.
La cerimonia di inaugurazione del restauro è in programma il 22 agosto, a partire dalle ore 15, alla presenza di Emanuele Costamagna, delegato regionale Fai «I Luoghi del Cuore» per la Liguria, Claudia Maritano, titolare della ditta che ha eseguito i lavori, e Flavio Astiggiano, sindaco di Mallare.
Il progetto presentato al Bando 2025 riguardava gli ultimi due lotti necessari al completamento del restauro della chiesa, per un valore complessivo di 52mila euro. Il contributo di 6mila euro assegnato da Fai e Intesa Sanpaolo assume così un valore che va oltre l'importo economico: rappresenta il riconoscimento dell'impegno costante dell’Associazione per il restauro, la valorizzazione e la promozione di Mallare e dell'intera comunità.
I lavori hanno interessato in particolare l’avancorpo rettangolare centrale, un ambiente settecentesco impreziosito da stucchi tardobarocchi e neoclassici, decorazioni in foglia d'oro zecchino e motivi a finto marmo. L’intervento ha puntato sul recupero e sul consolidamento delle superfici originali, con tecniche rispettose dell'autenticità dei materiali. Le superfici dorate sono state sottoposte a una delicata pulitura a umido con solventi specifici, mentre le lacune negli intonaci e negli stucchi sono state reintegrate con materiali compatibili.
La fase conclusiva ha visto il recupero delle cromie attraverso colori a calce e pigmenti preparati direttamente in cantiere. Per le decorazioni a finto marmo è stato utilizzato l'acquarello, secondo criteri di riconoscibilità e reversibilità. Dove mancava la doratura originale, invece, non è stata applicata nuova foglia d'oro: in accordo con l'Ente di Tutela si è scelto l'oro micaceo, protetto da una patinatura a cera.
Il Santuario custodisce una storia secolare. La tradizione fa risalire l'origine del luogo a un'apparizione mariana a una pastorella sordomuta, che avrebbe riacquistato voce e udito. Le fonti ricordano inoltre l'edificio già nel 1215, quando vi si incontrarono i rappresentanti di Alba e Albenga per una storica riconciliazione. Nel corso dei secoli la struttura è stata ampliata e trasformata: dall’antica «Rotonda» alla chiesa gotica, fino agli interventi barocchi e neoclassici.
Oggi il restauro restituisce nuova luce a questo patrimonio, confermando il valore della partecipazione civica nella tutela dei beni culturali. Come sottolineato dal Fai, il Santuario dell’Eremita rappresenta pienamente lo spirito de «I Luoghi del Cuore»: un bene sostenuto nel tempo da una comunità che lo ha scelto, difeso e valorizzato.
Roberto Mercuzio
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