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Daria Berro
Leggi i suoi articoliLa polizia argentina è sulle tracce di un dipinto di Fra Galgario saccheggiato dai nazisti e ricomparso lo scorso mese dopo oltre 80 anni nella foto di un annuncio immobiliare relativo a una villetta in vendita a Mar del Plata, a sud di Buenos Aires. Il settecentesco «Ritratto della contessa Colleoni» di Giuseppe Vittore Ghislandi, detto Fra Galgario, era appartenuto al mercante d’arte ebreo Jacques Goudstikker, morto durante la fuga dai Paesi Bassi dopo l’invasione della Germania. La sua galleria di Amsterdam, che conteneva oltre 1.300 opere, fu saccheggiata dai nazisti. L’ultima traccia del Fra Galgario conduceva in Svizzera, dove nel 1946 risultava in possesso di Friedrich Kadgien, un alto funzionario nazista scappato dalla Germania dopo la guerra. Il dipinto figura nell’elenco delle opere d’arte scomparse compilato dalla Rijksdienst voor het Cultureel Erfgoed (Rce), l’agenzia olandese per il patrimonio culturale e nel Lost Art Database.
A svelare la presenza di quello che sembrerebbe il «Ritratto della contessa Colleoni» su una parete del soggiorno della casa al mare dei Kadgien è stato il quotidiano olandese «Algemeen Dagblad» (AD). Caso vuole che proprio mentre il corrispondente dell’«AD» Peter Schouten si trovava nella proprietà di Mar del Plata per chiedere un’intervista alla figlia di Kadgien, Patricia, abbia scoperto che l’edificio era in vendita. Quando un collega ha poi consultato l’annuncio sul sito web dell’agenzia immobiliare Robles Casas & Campos, ha notato in una foto il dipinto appeso alla parete.
Il 26 agosto la polizia ha fatto irruzione nella casa di Mar del Plata, ma stando a quanto riferito dai media argentini, l’olio su tela era scomparso, sostituito da un arazzo. Non c’era traccia nemmeno di un secondo dipinto della collezione Goudstikker che potrebbe essere finito nelle mani di Kadgien: una natura morta del Seicento del pittore olandese Abraham Mignon. L’opera era stata individuata da un ricercatore olandese in una foto pubblicata su Facebook da una delle sorelle Kadgien.
Ieri, 1 settembre, la polizia ha perquisito nuovamente l'abitazione della figlia di Friedrich Kadgien. Qualche ora prima un giudice aveva disposto gli arresti domiciliari di 72 ore per Patricia Kadgien e suo marito per aver ostacolato le indagini occultando il dipinto. Contemporaneamente, la polizia ha effettuato perquisizioni anche in altri tre luoghi, ma con un nulla di fatto. Tuttavia, come riporta Schouten su «Algemeen Dagblad», lunedì sera Carlos Murias, l'avvocato della famiglia Kadgien, ha dichiarato a un giornale locale che la famiglia «metterà a disposizione il dipinto a un tribunale civile», affinché questo possa proseguire il caso. L’opera non risulta ancora consegnata.
Annelies Kool e Perry Schrier, due esperti dell’Rce, sono propensi a credere che il dipinto appeso nel salotto dei Kadgien sia autentico: «Pur non avendo esaminato fisicamente il dipinto e non potendo ispezionare il retro della tela (eventuali segni o etichette potrebbero aiutare a confermarne la provenienza), hanno dichiarato, è assai probabile che si tratti proprio del ritratto della contessa Colleoni realizzato da Ghislandi (1655-1743) nel Settecento. Le dimensioni [119,5x89 cm, Ndr] sembrano corrispondere».
Marei von Saher, 81 anni, nuora di Goudstikker, ha dichiarato all’«Algemeen Dagblad» di non aver mai gettato la spugna: «L’obiettivo della mia famiglia è quello di recuperare tutte le opere d’arte rubate dalla collezione Goudstikker per ripristinare il lascito di Jacques». Gli eredi di Goudstikker nel 2006 hanno ottenuto dal governo olandese la restituzione di 202 opere.
Il «Ritratto della contessa Colleoni» come compare nella scheda del Lost Art Database
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