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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliA Madrid la nuova stagione dell’arte contemporanea comincia camminando. Dal 10 al 13 settembre torna infatti Apertura Madrid Gallery Weekend, giunto alla sua diciassettesima edizione, e per quattro giorni la capitale spagnola si trasforma in una grande mappa dell’arte contemporanea. L'appuntamento diffuso, come succede per eventi analoghi in altre capitali europee, come ad esempio il concomitante berlinese, mette in relazione gallerie, artisti, curatori e pubblico e invita a scoprire la città attraverso i suoi quartieri e i suoi spazi espositivi. Promosso da Arte Madrid, l’associazione senza scopo di lucro fondata nel 2000 che oggi riunisce 60 gallerie e rappresenta il lavoro di oltre 500 artisti nazionali e internazionali, Apertura nasce per rendere visibile il ruolo delle gallerie all’interno dell’ecosistema culturale contemporaneo. Luoghi di ricerca, produzione, accompagnamento e mediazione, le gallerie diventano durante questi quattro giorni altrettanti punti di accesso a una scena artistica estremamente articolata, capace di dialogare tanto con il pubblico specializzato quanto con chi si avvicina all’arte contemporanea per semplice curiosità.
La particolarità dell’edizione 2026 sta anche nella sua dimensione urbana. Il programma è organizzato in otto itinerari che attraversano alcune delle aree più significative di Madrid - dal Centro a Salesas, da Lavapiés a Letras, da Salamanca a Chamberí, fino ad altri distretti della città - offrendo la possibilità di costruire un vero e proprio percorso personale tra le mostre. Una modalità di fruizione che restituisce bene lo spirito della rassegna in cui è città stessa a diventare il contenitore dell’evento.
Nel percorso del Centro, per esempio, si concentra una parte particolarmente ricca della proposta. Da Blanca Berlín, María Oriza presenta «Entre lo visible y lo latente», mentre «Instantes de Luz» riunisce dodici vincitori del Premio Nacional de Fotografía, tra cui Carlos Pérez Siquier, Cristina García Rodero, Isabel Muñoz, Joan Colom, Ouka Leele e Ramón Masats. Madera 33 propone invece «Ese doble movimiento de la distancia y la fuga», con Ana Navas, Nora Aurrekoetxea ed Esther Gatón. Da El Apartamento il pubblico potrà incontrare due ricerche molto diverse, quelle di José Bedia e Brenda Cabrera, mentre Espacio Valverde presenta il lavoro di Sandra Val e Arma Gallery quello di Juana González.
La varietà continua nelle altre gallerie del percorso: Ehrhardt Flórez presenta «gran ojo» di David Bestué, Elba Benítez dedica la propria mostra ad Alejandro Cesarco e La Cometa riunisce i lavori di Gabriela Pinilla e María Primo. The Ryder Projects propone «Todavía» di Miguel Benlloch, Pedro Cera «Piedras sobre agua» di Nico Munuera, mentre Prats Nogueras Blanchard porta a Madrid «Feral Agency», con opere di Agnieszka Kurant, Hito Steyerl e Haegue Yang. Da Travesía Cuatro, invece, il programma si concentra su La Chola Poblete e Vivian Suter.
Aperto Madrid Gallery Weekend. Courtesy of Aperto Madrid Gallery Weekend
Uno degli elementi più interessanti del programma è la possibilità di incontrare direttamente gli artisti e partecipare a visite guidate, conversazioni, presentazioni editoriali e momenti di approfondimento. María Oriza sarà protagonista di una visita il 10 settembre da Blanca Berlín; a Espacio Valverde Sandra Val dialogherà con la scrittrice Claudia Rodríguez-Ponga; da Elvira González Juan Asensio accompagnerà il pubblico alla scoperta della propria mostra. Travesía Cuatro ospiterà invece una conversazione tra La Chola Poblete e la curatrice Seba Calfuqueo (questi tre incontri il 12 settembre).
Anche negli altri quartieri la programmazione conferma l’ampiezza della proposta. A Salesas, tra le numerose gallerie coinvolte, Memoria presenta «Zurita. El último proyecto», dedicato a Raúl Zurita e al collettivo Delight Lab, mentre Rafael Pérez Hernando propone le «Blue and Black Puncture Paintings» di Simon Callery insieme a un lavoro di Susana Solano. Lavapiés offre un itinerario particolarmente denso, con spazi come Maisterra, The Goma, 2 Mira Archiv, Espacio Mínimo, Galería Silvestre, Juan Silió e 1 Mira Madrid. A Salamanca il percorso coinvolge, tra gli altri, Opera Gallery, Fernando Pradilla, Parra & Romero e Guillermo de Osma, mentre Chamberí riunisce gallerie come carlier | gebauer, Cayón, Freijo Gallery e NF/Nieves Fernández. Questa articolazione geografica è uno degli aspetti che rendono Apertura particolarmente interessante anche dal punto di vista culturale. L’iniziativa evidenzia una rete già esistente e la invita, per qualche giorno, a funzionare come un unico grande «organismo». Il visitatore può così passare da una galleria all’altra, attraversare quartieri diversi, incontrare linguaggi e generazioni differenti e comporre una propria lettura della scena contemporanea madrilena.
A completare il percorso ci sono anche alcune istituzioni culturali consigliate, tra cui il centro sociale e culturale La Casa Encendida e il Museo Lázaro Galdiano, che ospita la collezione omonima, in origine privata, costituita con un interesse universale verso tutte le arti e le tecniche, oltre a un programma di attività ed esposizioni parallele. L’esperienza può essere organizzata anche attraverso l’applicazione mobile di Apertura, che mette a disposizione mappe e informazioni utili per orientarsi tra le diverse tappe.
Lavinia Trivulzio
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