Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Rendering delle Blavatnik Contemporary Galleries al Courtauld Institute di Londra. Da sinistra: Peter Doig, «Alpinist», 2022; Claudette Johnson, «Blues Dance», 2023; Rachel Johns, «Struck», 2025

© Secchi Smith

Image

Rendering delle Blavatnik Contemporary Galleries al Courtauld Institute di Londra. Da sinistra: Peter Doig, «Alpinist», 2022; Claudette Johnson, «Blues Dance», 2023; Rachel Johns, «Struck», 2025

© Secchi Smith

Anche due nuovi spazi espositivi per il rinnovato Courtauld Institute

Le Blavatnik Contemporary Galleries apriranno nel 2029 all’interno del ristrutturato campus di Somerset House grazie a una donazione di 10 milioni di sterline della Blavatnik Family Foundation

Il Courtauld Institute of Art di Londra si prepara a rafforzare in modo decisivo la propria presenza nel panorama dell’arte contemporanea con la creazione delle Blavatnik Contemporary Galleries, due nuovi spazi espositivi che apriranno nel 2029 all’interno del rinnovato campus di Somerset House. Le gallerie sorgeranno al piano superiore dell’ala nord e restituiranno alla fruizione pubblica un ambiente settecentesco originariamente concepito come sala espositiva della Royal Society, accessibile tramite un ingresso dedicato che valorizzerà anche la storica scalinata dell’East Wing.

Il progetto rientra nella più ampia trasformazione dell’edificio Grade I listed di Somerset House e si inserisce nel nuovo Courtauld Campus, un polo integrato per didattica, ricerca, conservazione ed esposizione, sostenuto dalla Reuben Foundation e da altri mecenati. Il masterplan, firmato da Witherford Watson Mann in collaborazione con Purcell e Lawson Ward Studios, mira a riunire sotto un unico tetto la Gallery, l’Institute e i laboratori di conservazione, rafforzando il ruolo del Courtauld come centro globale per le arti visive.

Le nuove gallerie offriranno uno spazio dedicato a mostre temporanee, commissioni ed eventi, promuovendo la collaborazione diretta con gli artisti e sostenendo pratiche sperimentali e prospettive innovative sull’arte contemporanea. Un ruolo centrale sarà affidato anche agli studenti del Master in Curatela, coinvolti attivamente nello sviluppo del programma come occasione di apprendimento collettivo e sul campo.

«Le nuove gallerie offriranno agli artisti la possibilità di presentare opere d’arte eccezionali, ha dichiarato la curatrice senior di Arte Contemporanea: Mostre e Progetti, Elena Crippa. Questi nuovi spazi ci aiuteranno a collegare arte e idee passate e presenti, a coinvolgere gli studenti e a portare gli artisti viventi al centro delle nostre attività».

L’iniziativa è resa possibile da un nuovo dono di 10 milioni di sterline (oltre 11,5 milioni di euro) della Blavatnik Family Foundation, che porta il sostegno complessivo dell’ente al Courtauld a 20 milioni di sterline. Un contributo che si inserisce in una relazione di lungo corso, già culminata con l’apertura delle Blavatnik Fine Rooms nel 2021 e ora estesa anche alla realizzazione della Blavatnik Reading Room nella biblioteca rinnovata.

«La mia famiglia e io siamo stati molto orgogliosi della nostra collaborazione con il Courtauld negli ultimi dieci anni, racconta Sir Leonard Blavatnik. È stato un privilegio svolgere un ruolo di primo piano nel plasmare il futuro dell’Istituto. Ci congratuliamo con tutti i soggetti coinvolti e ci auguriamo di poter continuare a collaborare a lungo e con impegno».

Negli ultimi anni il Courtauld ha già ampliato significativamente la propria offerta contemporanea, con mostre dedicate a Peter Doig e Claudette Johnson, una commissione di Cecily Brown, l’avvio di un programma annuale per la John Browne Entrance Hall con opere di Rachel Jones e, in programma, la prima personale europea del pittore Salman Toor dal 2 ottobre di quest’anno. Le Blavatnik Contemporary Galleries rappresentano il prossimo, ambizioso capitolo di questa evoluzione.

Alessia De Michelis, 27 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

All’Utzon Center il progetto di una casa-studio futuristica dell’umanoide che aveva fatto notizia nel 2024 per un’opera venduta da Sotheby’s si staglia tra le presenze alla mostra «I’m not a robot»

Il palinsesto include mostre, appuntamenti, un festival e altri momenti in cui il pubblico, dal 7 febbraio, potrà tornare a visitare l’opera di Franco Maria Ricci

Dall’arte multimediale contemporanea alle avanguardie, per passare da fotografia a ceramica, «le nostre recenti acquisizioni mettono in luce artisti le cui opere meritano un maggiore riconoscimento e promuovono l’obiettivo del museo di raccontare una storia più ampia e inclusiva sull’arte del nostro tempo», ha dichiarato il direttore Christopher Bedford

Il seminario, che avrà luogo venerdì 30 gennaio, propone un confronto tra prospettive artistiche, archivistiche e storiche, assumendo l’ottava arte non solo come oggetto estetico ma come dispositivo culturale e politico

Anche due nuovi spazi espositivi per il rinnovato Courtauld Institute | Alessia De Michelis

Anche due nuovi spazi espositivi per il rinnovato Courtauld Institute | Alessia De Michelis