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Il palinsesto include mostre, appuntamenti, un festival e altri momenti in cui il pubblico, dal 7 febbraio, potrà tornare a visitare l’opera di Franco Maria Ricci
- Alessia De Michelis
- 23 gennaio 2026
- 00’minuti di lettura
Una veduta dall’alto del Corridoio della Piramide all’interno del Labirinto della Masone, Fontanellato (Pr)
Photo: Davide Lovatti
Nel 2026 del Labirinto della Masone anche l’arte del fumetto
Il palinsesto include mostre, appuntamenti, un festival e altri momenti in cui il pubblico, dal 7 febbraio, potrà tornare a visitare l’opera di Franco Maria Ricci
- Alessia De Michelis
- 23 gennaio 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliDal 7 febbraio il Labirinto della Masone riapre al pubblico dopo la pausa invernale, inaugurando una nuova stagione che intreccia mostre, incontri, musica e progetti editoriali in uno dei luoghi più singolari del panorama culturale europeo. A Fontanellato, alle porte di Parma, il dedalo di bambù più grande del mondo torna a proporsi come spazio vivo, attraversabile e in costante dialogo con le arti.
Cuore simbolico e fisico del complesso è il labirinto progettato da Franco Maria Ricci insieme agli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto: oltre otto ettari e più di 300mila piante di bambù che conducono alla costruzione centrale, dove trova spazio una collezione permanente di circa 500 opere dal XVI al XX secolo. Sculture, dipinti, Vanitas e nature morte si susseguono in un allestimento per associazioni, riflesso del gusto libero e anticanonico del suo ideatore. Figura cardine dell’editoria e della grafica italiana, Ricci (Parma, 1937) abbandonò una carriera da geologo per dedicarsi alla ricerca del «bello», fondando nel 1965 la Franco Maria Ricci Editore e dando vita a progetti iconici come la rivista «Fmr». Fu proprio la passione condivisa per la letteratura a ispirare, nel 1977, la promessa fatta a Jorge Luis Borges di costruire il più grande labirinto del mondo: un sogno realizzato nel 2015 e oggi aperto a un pubblico internazionale.
La programmazione 2026 si apre con «Knock Knock Knock. Guardiani di ferro dalla collezione Cesati» (fino all’8 marzo), dedicata al tema del varco attraverso 65 picchiotti antichi, in dialogo con le fotografie di Massimo Listri e Roberto Bigano. Dal 28 marzo al 28 giugno seguirà «Erté. Lo stile è tutto», ampia rilettura dell’opera del maestro dell’Art Déco, accompagnata dai salotti serali di «Ora D’Arte», quattro momenti distribuiti tra il 20 febbraio e il 20 marzo dedicati allo sfavillante clima culturale degli anni Venti.
Tra gli appuntamenti più attesi, dal 3 al 5 luglio torna il Lost Music Festival, esperienza immersiva tra musica elettronica, luce e installazioni. In autunno, infine, il fumetto sarà protagonista con una mostra di Milo Manara dedicata al tema del labirinto e alla figura di Borges, affiancata da attività didattiche e da una nuova graphic novel su Franco Maria Ricci.
Completano l’esperienza spazi di accoglienza, ristorazione e due suite affacciate sul dedalo: un invito a perdersi, e ritrovarsi, nel segno dell’arte.