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Lenore Chinn, «The Family», 1991

Photo: Don Ross. Courtesy San Francisco Museum of Modern Art

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Lenore Chinn, «The Family», 1991

Photo: Don Ross. Courtesy San Francisco Museum of Modern Art

85 nuove opere per il San Francisco Museum of Modern Art

Dall’arte multimediale contemporanea alle avanguardie, per passare da fotografia a ceramica, «le nostre recenti acquisizioni mettono in luce artisti le cui opere meritano un maggiore riconoscimento e promuovono l’obiettivo del museo di raccontare una storia più ampia e inclusiva sull’arte del nostro tempo», ha dichiarato il direttore Christopher Bedford

Alessia De Michelis

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Dall’arte multimediale contemporanea alle avanguardie, per passare da fotografia a ceramica: 85 opere fanno il loro ingresso al Sfmoma-San Francisco Museum of Modern Art.

«Che si tratti di fotografie o dipinti, ceramiche o fibre, design o media digitali, queste aggiunte alla collezione del Sfmoma dimostrano l’importanza dell’arte per comprendere meglio il nostro mondo e noi stessi, ha commentato il direttore Christopher Bedford. Le nostre recenti acquisizioni mettono in luce artisti le cui opere meritano un maggiore riconoscimento e promuovono l’obiettivo del museo di raccontare una storia più ampia e inclusiva sull’arte del nostro tempo».

Tra gli autori figurano Ruth Asawa, Michael Armitage, Lenore Chinn, George Longfish, Jaune Quick-to-See Smith, Sylvia Sleigh e Kay WalkingStick, oltre a 30 stampe vintage di Nan Goldin e fotografie di Eugène Atget, Pia Paulina Guilmoth, Dorothea Lange, Gabriel Orozco e Wendel White. Sul piano tridimensionale si stagliano sculture di Firelei Báez, Sheila Hicks, Tau Lewis e Yoshimoto Nara, opere polimateriche firmate da Laura Anderson, Arthur Espenet Carpenter, David Gilhooly, Harrison McIntosh, Gertrud e Otto Natzler, Merry Renk e June Schwarcz, oltre a oggetti di designi di Robell Awake, Garry Knox Bennet, Chris Cornelius, Grete Jalk, Minjae Kim, Paulo e Nadezhda Mendes da Rocha e Leon Ransmeier.

Un’installazione sonora di Raven Chacon e opere video di Gerald Clarke e Cannupa Hanska Luger, insieme a quattro opere di Samia Halaby formeranno invece un piccolo nucleo di arte digitale che, a partire dal 24 gennaio, saranno esposte nell’atro Evelyn and Walter Hass al primo piano.

Alessia De Michelis, 22 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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