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Ramak Fazel, «Milan Unit», 1994-2009, Roma, MaXXI

© Ramak Fazel

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Ramak Fazel, «Milan Unit», 1994-2009, Roma, MaXXI

© Ramak Fazel

All’Accademia di Brera un incontro sulla fotografia fra opera e documento

Il seminario, che avrà luogo venerdì 30 gennaio, propone un confronto tra prospettive artistiche, archivistiche e storiche, assumendo l’ottava arte non solo come oggetto estetico ma come dispositivo culturale e politico

Alessia De Michelis

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Alla fotografia come pratica complessa, stratificata e mai neutra è dedicata una giornata di studio che interroga archivi, opere e processi di costruzione della memoria, mettendo al centro anche le genealogie femminili rimaste a lungo ai margini della storia ufficiale. Il seminario «La fotografia fra opera e documento. Archivi, photography complex e storia delle donne», che si svolgerà all’Accademia di Belle Arti di Brera venerdì 30 gennaio, propone un confronto tra prospettive artistiche, archivistiche e storiche, assumendo la fotografia non solo come oggetto estetico ma come dispositivo culturale e politico.

La sessione mattutina prende invece avvio dal concetto di photography complex, elaborato da James L. Hevia, che definisce la fotografia come un sistema di soggetti, pratiche, istituzioni e materiali. A partire da questa cornice teorica, l’incontro «Ripensare la fotografia attraverso “Milan Unit” di Ramak Fazel» mette in discussione le norme archivistiche e catalografiche correnti. L’opera «Milan Unit» (1994-2009), recentemente acquisita dal MaXXI, trasforma l’archivio dello studio del fotografo in dispositivo critico ed espositivo, confondendo i confini tra documento, opera e ambiente di lavoro. Alla discussione partecipano Simona Antonacci, Annalisa Rossi e Alessandro Coco.

Nel pomeriggio l’attenzione si sposta sugli archivi del movimento delle donne, con una tavola rotonda dedicata al ruolo dei centri di documentazione nella trasmissione della memoria del femminismo italiano a partire dagli anni Settanta. Gli interventi di Elena Musiani, Giovanna Olivieri, Adriana Perrotta Rabissi, Raffaella Poletti e Maria Rosaria Moccia riflettono sulle condizioni che hanno reso possibile costruire una memoria di un movimento nato anche dalla rottura con il passato. In dialogo con il pensiero di Carla Lonzi e con l’idea del «passato oscuro del mondo», la discussione affronta l’archivio come spazio di rielaborazione critica del presente, più che come recupero lineare di una tradizione perduta.

L’iniziativa si inserisce nel progetto Prin 2022 Pnrr Fotografiste: Women in Photography from Italian Archives, 1839-1939, promosso dalla Scuola Imt Alti Studi Lucca e dall’Accademia di Belle Arti di Brera, e finanziato dall’Unione Europea-Next Generation EU, con l’obiettivo di restituire visibilità alle donne nella storia della fotografia.Inizio modulo

Alessia De Michelis, 22 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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