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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliAll’Utzon Center di Aalborg, in Danimarca, è in corso fino al 18 ottobre la mostra «I’m not a robot», un’esplorazione sul ruolo che i robot avranno nell’architettura del XXI secolo. Tra le presenze più discusse spicca Ai-Da, artista umanoide che per l’occasione presenta una visione architettonica del futuro: un edificio pensato come spazio di co-living e di esplorazione spaziale condiviso tra umani e umanoidi.
«Ai-Da presenta un concept per un’area residenziale condivisa chiamata “Ai-Da: Space Pod”, un’anticipazione di un futuro in cui l’Intelligenza Artificiale diventa parte integrante dell’architettura, ha dichiarato il gallerista e creatore Aidan Meller. Grazie a sistemi intelligenti, un edificio sarà in grado di percepire e rispondere ai suoi occupanti, regolando luce, temperatura e interfacce digitali in base alle esigenze e agli stati d’animo. Come robot umanoide, Ai-Da funge da specchio di questo sviluppo, dimostrando come la tecnologia possa anche essere incarnata e interattiva».
Il progetto, definito dalla stessa Ai-Da come una riflessione su nuove forme di collaborazione tra intelligenze diverse, si configura come una struttura a moduli dai bordi morbidi, avvolta da ampie superfici vetrate curve. Un’estetica retro-futuristica che guarda all’ottimismo spaziale degli anni Cinquanta e Sessanta, rielaborato attraverso processi di Intelligenza Artificiale.
Nelle parole della stessa Ai-Da: «Mentre l’umanità guarda oltre la Terra, dobbiamo anche considerare come prenderci cura del mondo che già condividiamo. Le conversazioni sullo spazio sono cruciali, soprattutto quando si tratta di costruire relazioni positive tra esseri umani e tecnologia. Ecco perché sono lieto che il mio concept design di casa-studio per la Luna o Marte sia esposto all’Utzon Centre: uno spazio dove nuove idee possono emergere, essere esplorate e discusse insieme».
Ai-Da è un progetto artistico sperimentale avviato nel 2019 dal gallerista britannico Aidan Meller. Dotata di un corpo umanoide, di telecamere al posto degli occhi e di un braccio robotico per disegnare e dipingere, l’artista ha già fatto parlare di sé nel mondo dell’arte contemporanea. Secondo Meller, il lavoro architettonico nasce da un dialogo continuo tra Ai-Da e un team di assistenti, in un processo che rispecchia le dinamiche collaborative tipiche della pratica artistica umana.
Il progetto Ai-Da si propone come una meditazione sulla condizione umana in un’epoca di crescente integrazione dell’IA. Non a caso, l’artista, il cui nome omaggia la matematica Ada Lovelace, è diventata una figura iconica: nel 2022 ha parlato al Parlamento britannico sul futuro dell’Intelligenza Artificiale e nel 2024 una sua opera è stata la prima creazione robotica venduta da Sotheby’s per un milione di dollari.
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