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La Sala Manfredi nel Castello Svevo di Trani-Direzione regionale Musei nazionali della Puglia, uno degli ambienti interessati dal progetto Dotdotdot.

Foto Edoardo Delille

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La Sala Manfredi nel Castello Svevo di Trani-Direzione regionale Musei nazionali della Puglia, uno degli ambienti interessati dal progetto Dotdotdot.

Foto Edoardo Delille

Al Castello Svevo di Trani un nuovo percorso multimediale ed esperienziale

Il progetto, del valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro, è stato finanziato con fondi Pnrr e risorse della Legge speciale 190/2014 e si avvale di tre installazioni permanenti, dedicate rispettivamente all’architettura del Castello, al bestiario medievale e al rapporto che lega il monumento al mare

Vittorio Bertello

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Si è inaugurato il 19 giugno un nuovo percorso multimediale ed esperienziale per il Castello Svevo di Trani, progetto di valorizzazione culturale che segna una nuova fase nella fruizione e nella narrazione di uno dei monumenti più rappresentativi della Puglia. L’intervento si inserisce in una più ampia e articolata strategia di conservazione, riordino, catalogazione, digitalizzazione e riqualificazione del patrimonio storico-artistico del sito, ideata e coordinata dall’attuale dirigente della Direzione regionale Musei nazionali della Puglia, nonché soprintendente ad interim della Soprintendenza Abap (Archeologia, Belle Arti e Paesaggio) per le province di Foggia e Barletta-Andria-Trani Anita Guarnieri, ed è strutturato prevalentemente su tre nuove soluzioni allestitive realizzate dallo studio di design milanese Dotdotdot. Alla presentazione hanno preso parte il sindaco di Trani Marco Galiano, l’ex sindaco Amedeo Bottaro e Anita Guarnieri.

Il progetto, del valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro, è stato finanziato sulla linea di intervento Pnrr «Miglioramento condizioni e standard di offerta e fruizione attraverso il patrimonio digitale», nell’ambito del Programma Operativo Nazionale «Cultura e Sviluppo» Fesr 2014-20, nonché mediante le risorse della Legge speciale 190/2014 dedicate agli «Interventi di manutenzione straordinaria, adeguamento normativo degli impianti e progettazione degli allestimenti» e ha consentito, anche attraverso calibrati interventi di restauro, di restituire profondità narrativa a un luogo già straordinario per architettura e collezioni.

Particolare interesse riveste il lavoro dello studio Dotdotdot, specializzato nella progettazione di ambienti narrativi, esperienze interattive e storico-museali, incaricato di sviluppare le soluzioni multimediali e digitali sulla base del progetto scientifico e delle linee guida elaborate da Anita Guarnieri. In costante dialogo anche con la Soprintendenza Abap Bat-Fg, sono state realizzate in particolare tre installazioni permanenti, dedicate rispettivamente all’architettura millenaria del Castello, al bestiario medievale e al profondo rapporto che lega il monumento al mare. Ciascuna installazione trova collocazione all’interno di una specifica sala espositiva.

Il Castello Svevo di Trani, una delle mete turistiche più visitate della Puglia che sorge direttamente sul mare, ospita al proprio interno numerosi reperti medievali in parte esposti nelle sale, in parte ancora incastonati nelle pareti o conservati nei depositi. Le tre installazioni valorizzano tali peculiarità parlando linguaggi differenti e raggiungendo diverse profondità di coinvolgimento: la prima si configura come un archivio tattile, la seconda connette il patrimonio artistico del castello con il territorio circostante tramite la creatività dello spettatore, mentre la terza installazione attinge alle emozioni dei visitatori. In tutte e tre, la tecnologia non è protagonista ma strumento, progettata per essere accessibile a pubblici diversi per età e competenze.

Per i turisti è prevista una visita accompagnata dal personale della Drmn (Direzione Regionale Musei Nazionali) Puglia, della Sabap Bat-Fg e di Dotdotdot partendo dal bastione a Nord-est, dove il pubblico può vivere un’esperienza accessibile attraverso il tatto, l’esplorazione visiva e l’ascolto, ispirata al modellino ligneo settecentesco del castello. Mentre una sua riproduzione tattile permette un contatto diretto con la morfologia del monumento, un tavolo interattivo «touch» consente una sua esplorazione tridimensionale che spazia attraverso le sale e le epoche storiche. I visitatori possono inoltre accedere a un archivio virtuale di 50 reperti e, interagendo con sei riproduzioni realizzate con stampante 3D, possono attivare una proiezione sulla volta del torrione guidata dalla voce dell’attore e doppiatore Fabrizio Vidale.

La Sala Manfredi, invece, ospita il bestiario medievale: reperti zoomorfi in pietra (frammenti di drago, leone, felino, aquila, grifone e altri), esposti su un sistema di supporti appositamente progettati, sono accompagnati da una proiezione sulla parete di fondo dedicata agli «animali fantastici». L’installazione è pensata per offrire più livelli di coinvolgimento: narrativo e storico per un pubblico adulto, ludico e creativo per i più giovani, permettendo ai visitatori di progettare il proprio animale fantastico. Attraverso una filastrocca da comporre utilizzando parole che indicano caratteristiche fisiche o caratteriali degli animali, si può dar vita alla propria creatura, che viene illustrata, proiettata sulla parete e poi, se lo si desidera, scaricata con un Qr code. Le illustrazioni originali realizzate per il progetto rimandano agli stessi animali lapidei presenti in altri contesti architettonici di Trani e del territorio pugliese, facendo dialogare il patrimonio iconografico del castello con la cattedrale, le altre chiese romaniche e i palazzi cittadini e connettendo, quindi, il monumento con il paesaggio che lo circonda.

La terza installazione, infine, ha sede nelle cosiddette «scuderie», dove si possono ammirare vari reperti, tra cui palle di cannone, abbeveratoi e pozzi. Si tratta di uno spazio espositivo leggermente ipogeo in cui un «mare generativo» si anima sulla parete introducendo un cambio di registro nel percorso espositivo. Le onde generate interamente con codice, ovvero senza l’utilizzo di riprese video, si animano sulla parete attraverso un loop di circa tre minuti, con sound design spazializzato appositamente composto. L’evoluzione narrativa si articola in un crescendo: la rappresentazione marina passa da una fase di quiete a una tempesta simulata, durante la quale il suono si intensifica e l’acqua sembra interagire con lo spazio architettonico circostante. Il ciclo si conclude con la ricostruzione digitale della facciata esterna del castello, con le sue arcate rivolte verso il Mediterraneo, che viene progressivamente avvolta dal mare prima di tornare alla calma iniziale.

Nella Sala Federico II un sistema di rampe, che diventa elemento espositivo ospitando alcuni reperti della collezione, dialoga con lo spazio architettonico e consente nuovi affacci verso il mare. La realizzazione di una nuova passerella metallica con accesso dal cortile centrale e l’apertura della Porta a mare consentono l’accesso all’inedito ballatoio sul fronte nord, creando un suggestivo cannocchiale visivo capace di evocare la memoria di antichi approdi e di godere un’ulteriore vista prospettica della famosa cattedrale di Trani.

Vittorio Bertello, 19 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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