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Ginevra Borromeo
Leggi i suoi articoliCon la scomparsa di Maria Pia Ucelli di Nemi Majno, avvenuta all'età di 104 anni, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano perde una delle figure che più profondamente ne hanno custodito la memoria storica. Ultima figlia del fondatore Guido Ucelli, Maria Pia ha rappresentato per decenni il legame vivente con la nascita dell'istituzione inaugurata nel 1953, contribuendo a conservarne valori, storia e identità. I funerali saranno celebrati il 7 agosto nella Basilica di Sant'Ambrogio.
Nata a Milano il 5 maggio 1922, apparteneva a una famiglia che ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo dell'industria e della cultura italiana del Novecento. Il padre Guido Ucelli, amministratore delegato della Società Riva, è ricordato per il recupero delle navi romane del lago di Nemi tra il 1928 e il 1932 e soprattutto per aver concepito il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia dedicato a Leonardo da Vinci, destinato a diventare una delle principali istituzioni europee dedicate alla divulgazione scientifica e tecnologica. La madre, Carla Tosi, proveniente dalla famiglia dell'industriale Franco Tosi, affiancò all'attività imprenditoriale un costante impegno nel welfare aziendale e nell'assistenza ai lavoratori.
Durante la Seconda guerra mondiale, Maria Pia partecipò insieme ai genitori alla Resistenza, sostenendo le Fiamme Verdi cattoliche e contribuendo alla rete clandestina che favoriva l'espatrio in Svizzera di ebrei perseguitati e oppositori del regime. Per questa attività fu arrestata nel luglio del 1944 insieme ai familiari. Concluso il conflitto, si laureò in Lettere all'Università Cattolica del Sacro Cuore nel 1945. Nello stesso anno sposò Gianluigi Majno, con il quale ebbe cinque figli, affiancando alla vita familiare un costante impegno sociale.
Dal 1969 e per quasi trent'anni lavorò presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, dove fu responsabile dello schedario dei minori. In questo ruolo contribuì ai percorsi di adozione e affidamento di bambini orfani, abbandonati o figli di detenuti. Parallelamente presiedette la sezione milanese del Children's International Summer Villages, organizzazione affiliata all'UNESCO impegnata nella promozione del dialogo interculturale e della pace attraverso programmi internazionali dedicati ai giovani.
Accanto a questo lungo percorso civile, Maria Pia Ucelli di Nemi Majno non interruppe mai il rapporto con il Museo della Scienza. Fino agli ultimi anni continuò a rappresentarne una presenza costante, offrendo una testimonianza diretta della figura del padre e della visione culturale che portò alla nascita del museo milanese nel secondo dopoguerra. In un'epoca in cui la memoria delle istituzioni rischia spesso di dissolversi con il passare delle generazioni, la sua figura ha costituito un ponte tra la stagione dei fondatori e il presente. In occasione del suo centesimo compleanno aveva sintetizzato la propria esistenza con una frase essenziale: «Una lunga vita bella, intensa e serena». Una definizione che restituisce il profilo di una donna la cui biografia attraversa alcuni dei principali snodi del Novecento italiano, dalla Resistenza alla ricostruzione, dall'impegno sociale alla valorizzazione del patrimonio culturale e scientifico del Paese.
Ginevra Borromeo
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