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Solo due italiani nella lista delle 100 persone più influenti dell’arte internazionale

Per la prima volta il settimanale americano dedica una TIME100 al sistema delle arti visive. Nella lista entrano artisti come Maurizio Cattelan, Hito Steyerl, Jenny Holzer, Refik Anadol, JR e Simone Leigh, ma il dato più interessante è strutturale: metà dei cento selezionati non sono artisti. Galleristi, curatori, direttori di museo, advisor, filantropi e operatori compongono insieme agli autori una mappa del potere nell’arte contemporanea. In copertina Amy Sherald, prima pittrice vivente a comparire da sola sul «Time» dopo Robert Rauschenberg nel 1976.

Ginevra Borromeo

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Chi sono oggi le persone realmente influenti nel sistema dell’arte? Time prova a rispondere con TIME100 Art, nuova declinazione della sua ormai consolidata formula dedicata alle personalità capaci di incidere sui diversi settori della società contemporanea. Pubblicata il 17 settembre, è la prima lista del settimanale americano interamente dedicata alle arti visive e comprende cento figure selezionate non soltanto tra gli artisti, ma nell’intero ecosistema che contribuisce alla produzione, alla circolazione e alla legittimazione dell’arte.

Time sceglie di rappresentare il sistema che rende possibile la loro affermazione: la metà delle persone incluse nella TIME100 Art, spiega il direttore del settimanale Sam Jacobs nella presentazione del progetto, non sono artisti. Accanto a chi produce le opere compaiono dunque filantropi e organizzazioni non profit che ne sostengono la realizzazione, galleristi e advisor che costruiscono carriere e mercati, curatori e direttori di museo che determinano programmi, acquisizioni e riconoscimento istituzionale. È una distinzione tutt’altro che secondaria. Nell’arte contemporanea l’influenza non coincide necessariamente con la produzione artistica e neppure con il successo commerciale. Si distribuisce lungo una catena nella quale convivono creazione, rappresentanza, collezionismo, istituzioni, mercato, filantropia e comunicazione. La TIME100 Art tenta quindi di fotografare questa infrastruttura attraverso le persone che, secondo il magazine americano, stanno producendo alcune delle trasformazioni più rilevanti del momento.

Fra gli artisti indicati da Time figurano Maurizio Cattelan, Hito Steyerl, Refik Anadol, Jenny Holzer, JR, Sheila Hicks, Jeffrey Gibson e Simone Leigh. La selezione mette insieme generazioni e pratiche molto differenti. Steyerl e Anadol vengono individuati per il loro rapporto con le nuove tecnologie e per le questioni aperte dall’incontro fra produzione artistica e trasformazione digitale; Holzer e Cattelan per la capacità di utilizzare l’opera come dispositivo critico e provocatorio; JR e Hicks per la dimensione fisica e sensoriale dei rispettivi lavori; Gibson e Leigh per il modo in cui intervengono sulla costruzione e sulla trasmissione delle storie culturali. Ma l'immagine simbolicamente più forte dell'operazione è la copertina. Time ha scelto Amy Sherald, reduce da una grande retrospettiva itinerante che nell'arco di due anni ha coinvolto quattro musei. Per il settimanale si tratta anche di un ritorno storico: erano cinquant'anni che un pittore vivente non appariva da solo sulla sua copertina. L'ultimo era stato Robert Rauschenberg, protagonista del numero del 29 novembre 1976. Prima di lui quello spazio era stato occupato, in momenti differenti della storia del magazine, da figure come Pablo Picasso, Salvador Dalí, Thomas Hart Benton e Andrew Wyeth.

La fotografia di Sherald è stata affidata a Tyler Mitchell, a sua volta incluso nella TIME100 Art. Con lo stylist Law Roach, Mitchell ha costruito un'immagine che richiama per tono e colore la pittura della stessa Sherald. Il cortocircuito è particolarmente coerente con il suo metodo di lavoro: Sherald dipinge infatti a partire dalla fotografia, mentre fra lei e Mitchell esiste già un rapporto di reciproco riconoscimento. Quando nel 2022 il fotografo era entrato nella TIME100 Next, era stata proprio Sherald a firmarne il profilo. La nuova copertina permette inoltre a Time di riannodare un rapporto con l'arte che attraversa buona parte della sua storia editoriale. Nel corso del Novecento artisti come Andy Warhol, Marc Chagall, Christo e Jeanne-Claude e Robert Rauschenberg hanno realizzato copertine per il magazine. Dal 1978 Time ha inoltre iniziato a donare numerose opere della propria raccolta alla National Portrait Gallery: secondo quanto riferisce Jacobs, il museo conserva oggi più di duemila lavori originariamente pubblicati dal settimanale.

Ginevra Borromeo, 17 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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