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Redazione
Leggi i suoi articoliCon la scomparsa di Caterina Bottari Lattes, avvenuta il 2 agosto all'età di 89 anni, il mondo della cultura italiana perde una delle sue figure più autorevoli e determinate nel campo del mecenatismo privato. Presidente della Fondazione Bottari Lattes, nata nel 2009 a Monforte d'Alba per custodire e valorizzare l'eredità culturale del marito Mario Lattes, ha costruito negli ultimi quindici anni uno dei progetti più solidi e riconosciuti nel panorama culturale italiano.
Il suo nome resta legato soprattutto alla rinascita del Premio Grinzane. Nel febbraio 2010, quando il prestigioso Premio Grinzane Cavour era stato travolto dallo scandalo giudiziario che aveva coinvolto il suo fondatore Giuliano Soria, Caterina Bottari Lattes ne raccolse l'eredità, dando vita al Premio Lattes Grinzane. Non si trattò di una semplice prosecuzione, ma di una rifondazione che restituì credibilità e autorevolezza a uno dei principali riconoscimenti letterari italiani. Attorno al premio costruì un progetto culturale più ampio, fondato sul dialogo tra letteratura, arte contemporanea, editoria e formazione. La Fondazione Bottari Lattes ha infatti promosso mostre, esposizioni fotografiche, convegni, attività editoriali e programmi rivolti alle scuole, mantenendo sempre una forte apertura internazionale.
Sotto la sua guida, Monforte d'Alba è diventata un punto di riferimento per il confronto culturale, ospitando alcuni dei maggiori protagonisti della letteratura contemporanea. Tra gli autori premiati o coinvolti nelle attività della Fondazione figurano Haruki Murakami, Margaret Atwood, Ian McEwan, Amos Oz, Jonathan Safran Foer, Martin Amis, Maaza Mengiste, oltre a Nicola Lagioia, Alessandro Baricco e Claudio Magris. Parallelamente, la Fondazione ha sviluppato un'intensa attività espositiva dedicata all'arte moderna e contemporanea, nel solco dell'opera di Mario Lattes, pittore, scrittore ed editore. Negli spazi di Monforte si sono succedute mostre dedicate, tra gli altri, a Carlo Levi, Italo Cremona, Carol Rama e Amedeo Modigliani, contribuendo a fare della sede della Fondazione un luogo di produzione culturale stabile e non un semplice spazio espositivo.
Nata a Pisa nel 1937 e cresciuta a Torino, dopo gli studi classici e universitari lavorò inizialmente alla UTET, collaborando con Alberto Basso alla realizzazione dell'Enciclopedia della musica. Successivamente entrò nella casa editrice Lattes, dove conobbe Mario Lattes, che sposò e con il quale condivise un lungo percorso umano e professionale. Dopo la morte dell'editore e artista, avvenuta nel 2001, trasformò la tutela della sua memoria in un progetto culturale destinato ad assumere una dimensione nazionale. Particolarmente significativa è stata anche l'attenzione riservata alle giovani generazioni. Attraverso iniziative come Vivolibro, le giurie studentesche del Premio Lattes Grinzane e il sostegno ai progetti universitari dedicati alla traduzione poetica, Caterina Bottari Lattes ha interpretato la cultura come strumento di formazione e di crescita civile, investendo sulla partecipazione dei più giovani. La sua eredità non consiste soltanto nelle istituzioni che ha creato o consolidato, ma nella dimostrazione che anche un'iniziativa privata può incidere in modo duraturo sul sistema culturale italiano quando è sostenuta da una visione di lungo periodo, da indipendenza e da una progettualità coerente. Il Premio Lattes Grinzane e la Fondazione Bottari Lattes rappresentano oggi una delle esperienze più solide nate negli ultimi decenni nel rapporto tra mecenatismo, territorio e cultura internazionale.
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