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Bianca Celeste
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Dal 29 ottobre al primo novembre torna a Paestum (Sa) l’appuntamento autunnale con la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, ideata nel 1998 e giunta alla 28ma edizione sotto la direzione e organizzazione del suo ideatore Ugo Picarelli. Sempre con lo sguardo rivolto all’inclusione, al dialogo interculturale, alla cooperazione, al coinvolgimento di nuovi interlocutori e proposte e senza mai perdere di vista il progresso della tecnologia nella narrazione digitale (quest’anno la rassegna ArcheoVirtual compie vent’anni), la manifestazione si misura su più fronti e tra i temi presi in esame vi sono l’accessibilità e lo sviluppo delle aree interne e dei piccoli comuni per un turismo al di fuori dei circuiti tradizionali. «Rendere il patrimonio culturale accessibile significa garantire a chiunque il diritto alla bellezza, ma rappresenta anche un formidabile motore di crescita sociale ed economica. In Italia il turismo accessibile genera 9,6 miliardi di euro. In Campania, oltre 400mila turisti con bisogni speciali visitano la regione ogni anno, generando 330 milioni di euro: con l'adeguamento di trasporti e siti, la stima di crescita punta a superare i 580 milioni annui», si legge in una nota stampa diffusa dalla Borsa che ha luogo nella suggestiva area archeologica dell’antica Poseidonia e negli spazi dell’ex Tabacchificio Capasso (oggi Next).
La Borsa richiama scuole di ogni ordine e grado, università, professionisti dell’archeologia e operatori del turismo con l’obiettivo di creare ponti e connessioni, mettere in atto buone pratiche per la gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico e lo sviluppo del turismo culturale nonché contribuire alla crescita economica e occupazionale di questo settore. Ai visitatori sarà consentito visitare le aree archeologiche di Paestum e Velia e il santuario di Hera Argiva aperto dallo scorso anno.
Sono molti gli appuntamenti in calendario come pure i relatori (750) che vi partecipano, le conferenze (160), gli espositori (130) e i visitatori (circa 8.500 persone ogni anno).
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Tra le istituzioni presenti anche il Ministero della Cultura con uno stand di 400 metri quadrati, un fitto programma di incontri e laboratori e il coinvolgimento degli Istituti autonomi, tra Parchi e Musei archeologici. Proprio i direttori degli Istituti museali autonomi si confronteranno con i presidenti delle Fondazioni Archeologiche (di Canosa, Mont’e Prama, RavennAntica e Vulci per citarne qualcuna) nell’incontro di sabato 31 ottobre («Modelli di governance: fondazioni archeologiche e parchi/musei autonomi a confronto», Next, Sala Velia, ore 12) nel quale sono attesi anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, Alfonsina Russo e Luigi La Rocca del MiC.
Presente come sempre il Ministero degli Esteri con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e le iniziative nel bacino del Mediterraneo e la presenza di otto Paesi alla manifestazione. Restando in ambito internazionale il premio conferito alle più rilevanti scoperte archeologiche (l’International Archaeological Discovery Award «Palmyra») è stato assegnato alla Kore di Vulci, la splendida testa di fanciulla in marmo, rinvenuta nel corso delle campagne di scavo del progetto internazionale «Vulci Cityscape», che ha così avuto la meglio sulle altre quattro finaliste in lizza per il 2025, selezionate dal mensile Archeo e dalle principali testate specializzate internazionali.
Si ricordano poi i Laboratori di archeologia sperimentale, l’angolo di ArcheoIncoming con i tour operator specialisti e la presentazione delle destinazioni turistico-archeologiche, gli ArcheoIncontri dedicati alla presentazione di progetti culturali e di sviluppo territoriale e lo spazio dedicato all’ArcheoLavoro, a cura delle Università e indispensabile come bussola post diploma e post laurea degli studenti. Per coloro che si accingono a intraprendere la professione dell’archeologo la presenza delle associazioni di categoria come ANA (Associazione Nazionale Archeologi) e CIA (Confederazione Italiana Archeologi) fornisce un supporto davvero prezioso. L’attenzione è poi rivolta anche all’evoluzione delle tecnologie e l’utilizzo dell’IA nell’ambito della ricerca archeologica e alla formazione delle competenze: machine learning, computer vision, modelli predittivi e linguistici sono alcuni degli argomenti al centro dell’incontro «L’algoritmo del passato. Intelligenza Artificiale in Archeologia. Campi di applicazione, opportunità e limiti metodologici ed etici», organizzato da ANA-Associazione Nazionale Archeologi (sabato 31 ottobre, Next, Sala Velia, ore 14.30). Infine, tra i numerosi appuntamenti vale la pena menzionare l’incontro «Il patrimonio culturale come via per la pace: l’esempio di Fabio Maniscalco», a cura della neonata Associazione in suo nome che a distanza di 18 anni dalla morte dell’archeologo (mancato molto giovane a causa dell’esposizione all’uranio impoverito durante le missioni nei Balcani, vuole dare continuità al suo lavoro di pioniere nella salvaguardia dei beni culturali nelle aree di conflitto (giovedì 29 ottobre, Next, Sala ArcheoIncoming, ore 14).
Programma completo al sito internet borsaturismoarcheologico.it.
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