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Monreale (Pa), Chiostro cattedrale, Gugliemo dona Cattedrale all’Assunta lgt

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Sulla Rocca del Castello di Lipari si aspetta il 2027, Anno Europeo dei Normanni

Nell’ex Chiesa di Santa Caterina studiosi e ricercatori sono riuniti nel convegno internazionale che dall’1 al 3 ottobre indaga le dinamiche tra potere e architettura religiosa nei secoli XII e XIII

Bianca Celeste

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Il 2027 sarà l’Anno Europeo dei Normanni. E la Regione Sicilia gioca d’anticipo con il convegno «Dominare, costruire, pregare. Potere laico e architettura religiosa nel Mediterraneo tra XII e XIII secolo», a Lipari negli spazi del Parco Archeologico delle Eolie-Museo Archeologico Bernabò Brea (ex Chiesa di Santa Caterina, Castello di Lipari) dall’1 al 3 ottobre con un ricco calendario di incontri e la partecipazione di studiosi e ricercatori da università italiane e straniere. Ma perché proprio Lipari? Perché con l’arrivo dei Normanni in Sicilia nel 1061 Ruggero I d’Altavilla decise di mandare sull’isola, a quell’epoca devastata dalla precedente conquista araba e spopolata, un manipolo di monaci benedettini con il compito di presidiarla. Sull’isola i frati avviarono la ricostruzione dell’Abbazia di San Bartolomeo, più volte distrutta e ricostruita, emblema, insieme alla Cattedrale, del nuovo potere normanno in Sicilia.

Rosario Vilardo, direttore del Museo Archeologico Bernabò Brea, nonché ideatore della rassegna «Mediterraneo Medievale. Architettura, Archeologia, Arte» di cui il convegno è il terzo incontro, spiega che: «Lipari è un osservatorio privilegiato per comprendere il rapporto tra architettura religiosa, fortificazione e potere. Abbiamo iniziato nel 2022 con il Chiostro di San Bartolomeo, un gioiello dell’architettura medievale il cui rinvenimento si deve agli scavi avviati da Luigi Bernabò Brea negli anni Settanta. Nel 2024, invece, il focus era l’architettura religiosa fortificata nel Mediterraneo. Quest’anno mettiamo in relazione altri complessi religiosi e sistemi fortificati realizzati tra XII e XIII secolo, in un’epoca segnata da Riconquista e Crociate».

Il progetto è a cura del Parco Archeologico delle Isole Eolie-Museo Archeologico Bernabò Brea in collaborazione con il Laboratoire d’archéologie médiévale et moderne en Méditerranée (LA3M) dell’Università Aix Marseille, reso possibile grazie al sostegno dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e del Dipartimento BBCC. La curatela scientifica invece è dell’architetto Fabio Linguanti (LA3M-Aix Marseille Université/UniSOB Napoli), mentre tra gli Enti patrocinatori figurano la Fondazione Amatller di Barcellona, l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Catania, l’Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela. Ed è proprio Linguanti a chiarire l’arrivo in Sicilia dei modelli architettonici normanni: «Recenti studi hanno individuato per la Cattedrale di Lipari un impianto originario a un’unica navata, di derivazione oltralpina. Evidenziando così, da parte di Ruggero I, nella fase di conquista e consolidamento del potere normanno in Sicilia, un’iniziale imposizione di modelli architettonici riconducibili all’ars edificatoria del ducato normanno. Un tentativo di proporre in Sicilia una sorta di immagine riflessa del ducato di Normandia tramite l’architettura. Il confronto scientifico internazionale a Lipari con altri complessi religiosi e coevi del Mediterraneo ci consentirà di indagare meglio questo dato: ovvero come l’architettura medievale abbia contribuito alla costruzione e alla percezione del potere».

E se la prima giornata è dedicata agli interventi che ruotano sull’utilizzo laico dell’edificio sacro con i monasteri benedettini di Lipari e Patti, la storia della Cattedrale di Matera e le fondazioni monastiche aristocratiche nell’Epiro del XIII secolo, nella seconda giornata invece il ruolo del potere laico nella fondazione, gestione, trasformazione e riuso delle architetture religiose, consentirà suggestive incursioni in città, chiese e istituzioni ecclesiali in un viaggio che toccherà Spagna, Turchia, Grecia, Venezia, Aversa, Puglia, Calabria e naturalmente la Sicilia. Concludono, sabato 3 ottobre, le relazioni sui modelli e le tecniche costruttive dell’architettura sacra con una finestra sul tema del restauro. Presenti al convegno molti atenei italiani; tra quelli stranieri l’Università delle Isole Baleari e l’Università di Girona (Spagna), l’Università di Princeton (Usa), l’Università di Waseda (Tokyo), l’Università di Zagabria (Croazia) e per la Francia l’Università Aix Marseille Laboratoire d’archéologie médiévale et moderne en Méditerranée (LA3M) e la Drac (Direction régional affaires culturelles) Normandie.

La locandina dell’evento

Bianca Celeste, 01 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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