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Bianca Celeste
Leggi i suoi articoliUn reticolato di strade ben pianificato e organizzato con botteghe o magazzini, importanti resti di strutture intonacate e impianti per la produzione di liquidi e forni per la ceramica risalenti a 1.300 anni fa. E poi tanto vasellame in ceramica, lampade a olio ben conservate, svariate suppellettili da tavola e strumenti per la cura personale in bronzo, nonché monete, punte di piccone in ferro, chiodi e parecchio materiale frammentario d’importazione.
È quanto è emerso negli ultimi mesi nella periferia est di Tel Aviv, a Ramat Gan, nel parcheggio dello stadio invernale (Winter Stadium), nel corso degli scavi per la costruzione di un grande terminal degli autobus. A condurre le ricerche Yoav Arbel e Lior Rauchberger per conto della Israel Antiquity Authority.
Gli archeologi affermano di essere molto soddisfatti di quanto venuto alla luce: «Sebbene in passato nella zona fossero già stati rinvenuti edifici e reperti risalenti a epoche antiche, i risultati degli attuali scavi hanno superato ogni aspettativa», hanno detto, sebbene siano ancora in dubbio sull’interpretazione del complesso. Al momento sarebbero due le ipotesi al vaglio degli studiosi: una grande stazione commerciale e industriale oppure parte di un insediamento vicino non ancora individuato. Da tenere in considerazione anche la felice collocazione geografica del ritrovamento, non distante dalla strada principale che collegava Jaffa, Ramla e Gerusalemme e vicino a terreni agricoli e fonti d’acqua.
Il complesso fu costruito nel VII o VIII secolo d.C., nel periodo omayyade e abbaside, rimanendo in funzione per circa 150 anni prima di essere abbandonato per cause sconosciute. In epoca fatimide la costruzione di edifici residenziali, di strutture produttive e la realizzazione dei «tabun», forni di cottura in argilla, indicano il ripopolamento del sito che, prima della conquista crociata, verso la fine dell’XI secolo d.C., viene poi definitivamente abbandonato. E se è difficile stabilire l’identità degli abitanti, l’insieme dei reperti e dei resti offre uno spaccato delle relazioni e degli scambi commerciali di quel periodo. La Terra di Israele all’epoca era abitata da comunità variegate, musulmane, cristiane, ebraiche e samaritane.
Lo scavo adiacente al Winter Stadium condotto dall’Autorità israeliana per i beni culturali. Foto Emil Aladjem, Autorità israeliana per i beni culturali
Lo scavo ha portato alla luce una grande varietà di reperti risalenti a oltre mille anni fa. Foto Emil Aladjem, Autorità israeliana per i beni culturali
Bianca Celeste
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