Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Flavia Foradini
Leggi i suoi articoliL’ispirazione per l’ambizioso progetto artistico è nata da un disegno, ora di proprietà di un collezionista americano, che l’artista tirolese Max Peintner realizzò nel 1970-71, «Die ungebrochene Anziehungskraft». Quell’immagine di un bosco dentro uno stadio, l’artista svizzero Klaus Littmann, allievo di Joseph Beuys, l’ha voluta far diventare realtà e ha trovato il necessario consenso a Klagenfurt, dove dal 9 settembre al 27 ottobre 200 alberi alti fino a 14 metri possono essere ammirati dalle tribune dello stadio del capoluogo carinziano: un’opera d’arte «della natura», che può indurre a una semplice contemplazione o riflessioni, anche grazie a mostre ed eventi collaterali.
Realizzata con la collaborazione dell’architetto Enzo Enea, la scultura boschiva «For Forest» è ancorata in un letto di terra alto fino alla prima fila delle tribune. Benché il progetto sia finanziato da sponsor austro-elvetici, in Austria un drappello di contestatori (soprattutto, ma non solo, dalle file dell’estrema destra) ha subito gridato allo scandalo: «Dovremmo innaffiare per due mesi quel bosco con i soldi dei contribuenti?».
Il progetto «For forest» di Klaus Littmann a Klagenfurt
Altri articoli dell'autore
Tra il centinaio di dipinti e le 20 stampe esposti anche la sua, forse più famosa, tela con «L’origine del mondo», che non mancherà di attrarre file di curiosi visitatori
All’Albertina, da cui mancava dal 1936, 200 opere mettono in luce la versatilità dell’artista conosciuto soprattutto per la sua vena satirica
Dal 1940 al 1945, a pochi chilometri da Mauthausen in Alta Austria, si effettuavano ricerche nel terreno sotto la guida del gruppo nazista «Kommando Spilberg», ora ricostruite da un team di studiosi
All’Albertina sono riunite una settantina di opere che coprono tutta l’attività dell’artista giapponese, creatrice del termine «Motherscape»



