Tornano a casa le belle teste centuripine

Per 5 anni in prestito al Museo Regionale di Centuripe la testa di Augusto insieme ad altri ritratti

I ritratti marmorei di Augusto, Germanico e Druso Minore © Cortesia del Museo Archeologico Regionale di Centuripe
Elena Franzoia |  | Centuripe (En)

«Il miglior ritratto di età augustea conservato in Sicilia», come lo definì l’archeologo Nicola Bonacasa, è tornato a casa dopo 83 anni. Finora conservata nel Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi di Siracusa, la testa marmorea dell’imperatore Ottaviano Augusto, si pensa appartenente a una statua all’epoca del ritrovamento (1938) non emersa dagli scavi, attiene all’iconografia dell’Augusto di Prima Porta ed è accompagnata da altri importanti reperti rinvenuti nel territorio di Centuripe, tra cui opere fittili, vasi ellenistici e i ritratti, analogamente marmorei, di Germanico e Druso Minore.

La «collezione centuripina» resterà presso il locale Museo Regionale per 5 anni, testimoniando l’importanza di una città che per volere dello stesso Augusto fu nominata «imperiale» e come tale arricchita di edifici pubblici e opere d’arte. All’origine dell’operazione, resa possibile dalla collaborazione istituzionale tra Assessorato per i Beni Culturali e l’Identità Siciliana, Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci e Parco Archeologico e Paesaggistico di Siracusa, Eloro villa Tellaro e Akrai, sono il sindaco di Centuripe Salvatore La Spina e l’assessore regionale Alberto Samonà.

«Si tratta di un ritorno che non solo racconta la ricchezza archeologica siciliana, ma testimonia anche un punto di svolta nelle politiche culturali locali», afferma Samonà. «Sigla infatti la nascita di un Museo Paolo Orsi diffuso che, in sintonia ad esempio con i progetti attuati dagli Uffizi, valorizzi da un lato i contesti di provenienza delle opere, dall’altro gli stessi musei che le conservavano nei depositi, grazie a una visibilità più capillare nel territorio».

Tra gli obiettivi del governo regionale c’è infatti una promozione della Sicilia a 360 gradi che punta a valorizzare anche le poco conosciute realtà dell’interno, come dimostra la recente restituzione alla fruizione pubblica dell’area di Mokarta nella Sicilia occidentale o dei Bagni di Mezzagnone in quella orientale. Cospicui i finanziamenti. «Con l’obiettivo di restituire dignità ai 14 parchi archeologici siciliani e alla nostra rete museale, abbiamo destinato 20 milioni di euro al miglioramento degli impianti e dei servizi, alla narrazione scientifica e alla comunicazione», precisa Samonà.

«Se otterremo poi i fondi del Pnrr per la parte relativa all’innovazione tecnologica, potremo attuare il progetto "Oltre il digitale" teso a implementare la comunicazione mediatica internazionale. Stiamo inoltre finanziando decine di cantieri. Spiccano il recupero come polo espositivo e centro di restauro, fortemente voluto dal presidente regionale Nello Musumeci, dell’ex Albergo delle Povere a Palermo (9 milioni di euro), la bonifica della Zona Falcata di Messina (10 milioni) e la valorizzazione dell’area archeologica di Chiafura a Scicli (8 milioni), che con i suoi insediamenti rupestri di origine preistorica restituisce la suggestione di una Matera siciliana.

Anche grazie all’aiuto della sottosegretaria Lucia Borgonzoni, la nostra proposta per il recupero del Castello della Colombaia di Trapani è rientrata nei 14 progetti Pnrr considerati strategici dal MiC
». Di largo respiro anche la visione internazionale. «Stiamo attivando proficui rapporti di collaborazione con il Ministero della Cultura greco e in particolare con i musei ateniesi di Arti Cicladiche e dell’Acropoli, conclude Samonà, nell’ambito di un grande progetto di rilancio internazionale della Sicilia. Il filo conduttore è la cultura classica e mediterranea, intesa come vera radice della civiltà europea».

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