Provenienze illustri e museali

Tre appuntamenti da Pandolfini tra l'8 e il 15 giugno: dipinti antichi e del XIX secolo e arte orientale

Ada Masoero |  | Firenze

Sono tre le aste proposte da Pandolfini tra l'8 e il 15 giugno in Palazzo Ramirez-Montalvo a Firenze. L'8 giugno, dalle 15,30, vanno in scena i 73 lotti del catalogo «Dipinti antichi» e, a seguire, i 66 «Dipinti e sculture del XIX secolo» del secondo catalogo. Il 15, dalle 10 del mattino, sarà la volta dei primi 133 lotti della ricca vendita di «Arte orientale» e, dalle 15, dei restanti 160 lotti.

Il primo catalogo sfoggia in copertina la «Veduta di Castel Sant'Angelo dal Tevere» (1721 ca) di Gaspar van Wittel (1652/53-1736), dipinto di alta qualità oltre che di assoluta «freschezza», poiché da quando fu acquistato non è mai uscito dalla stessa, importante collezione (stima 100-150mila euro). Di grande fascino anche la coppia formata dalla «Vista panoramica del porto de La Valletta» e dalla «Veduta del porto de La Valletta, Malta, con la Fontana di Nettuno», di un ignoto autore del XVIII secolo, proposta a 70-100mila euro.

Provenienza illustre (Pietro Accorsi e prima, come si legge sul retro, il «Conte Ascanio Chiericatti Vicenza», nella cui collezione figurava anche il pendant, perduto) per il minuscolo «Paesaggio lagunare» di Francesco Guardi (1712-93), valutato 25-35mila euro, e per i due oli su tavola di Antonio Rimpatta (attivo in Italia centrale e a Napoli all'inizio dl XVI secolo) raffiguranti «San Pietro» e «San Sebastiano» sullo sfondo di paesaggi trascoloranti (40-60mila), che nell'800 si trovavano nella collezione napoletana Pignatelli di Montecalvo, seppure con la più nobile paternità di Giovanni Bellini.

Al Maestro del Giudizio di Paride, attivo a Firenze nella prima metà del XV secolo (che trae il nome dal tondo conservato al Bargello a Firenze), è assegnata la raffinata anconetta a tempera e oro su tavola, destinata alla devozione privata, raffigurante la «Madonna in trono con Santi e Angeli» (80-120mila), opera di quest’artista noto per la produzione profana (specie deschi da parto) non meno che sacra, studiato, tra gli altri, da Roberto Longhi e Federico Zeri.

Il Seicento toscano è rappresentato dal sontuoso «Ester e Assuero» (80-120mila) del lucchese Pietro Paolini (1603-81), appartenuto per circa trent'anni al Denver Art Museum in Colorado e prima a una collezione storica lucchese, e dall'opulenta «Maddalena penitente» dl fiorentino Simone Pignoni (1611-98), uno dei soggetti più fortunati di questo artista prediletto dall'(alta) committenza privata.

Nel catalogo dell'800 e primo '900, oltre al dipinto «Rinaldo e Armida» del Piccio (Giovanni Carnovali, 1804-74) stimato 12-18mila euro, e al «Michelangelo nega il suo aiuto a fortificare Firenze» di Domenico Morelli (Napoli 1826-1901), proposto a 20-30mila euro, s'impongono gli artisti toscani del primo '900. Come Libero Andreotti (1875-1933), con il bel bronzo «La venditrice di frutta» (16-20mila) appartenuto al pittore Aldo Carpi, cognato dell'autore; Plinio Nomellini (1866-1943) con lo spettacolare dipinto «La Rificolona» (15-20mila); Lorenzo Viani (1882-1936) con il potente «Ritratto di marinaio» (su cartone, 10-15mila), e Oscar Ghiglia (1876-1945) con lo splendido olio su cartone «Stampa giapponese», dalla ricchissima bibliografia, proposto a 50-80mila euro.

Fitto di lotti dalle quotazioni più svariate (da poche centinaia di euro ai 20-30 mila del gruppo di statuette di porcellana degli «Otto immortali», periodo della Repubblica, 1912-1949), il catalogo di Arte Asiatica. Qui sfilano porcellane, sculture, dipinti, scroll, vesti, tappeti, soprattutto cinesi ma non solo, culminanti nel grande, elegante piatto della dinastia Qing, periodo Yongzeng (1722-35), e nel raro vaso Doucai e Famiglia rosa, dinastia Qing, periodo Qianlong (1736-95), entrambi proposti con stima a richiesta.

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