Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Arte pubblica e inclusione sociale, estetica ed etica, si sarebbe detto un tempo, si saldano nel progetto «M4 Linea d’arte», che porterà due murales nella nuova Linea quattro della metropolitana milanese, nella frequentatissima fermata «Sforza-Policlinico», che da luogo di transito frettoloso (e spesso angoscioso, per chi si dirige ai padiglioni del Policlinico milanese) diventerà un luogo in cui godere di immagini rasserenanti, dinamiche e immersive, che rinviano al fluttuare di foglie o di petali colorati. Per la più che efficiente ma un po’ tetra Metro 4, una boccata d’aria e di arte che, auspicabilmente, si diffonderà anche in altre stazioni. Ma la grande novità dell’intervento consiste nei suoi autori, perché accanto all’artista Francesco «Moscolo» Andreotti lavorerà alle due opere un gruppo di detenuti in Articolo 21 (cioè col permesso di lavorare fuori dal carcere) del Carcere di Massima Sicurezza di Milano-Opera.
I due murales troveranno posto rispettivamente nella parete frontale di accesso ai binari e nelle pareti laterali del piano -2, nell’area d’arrivo delle scale mobili e, all’esterno, sul torrino di sbarco dell’ascensore della fermata, offrendo quest’ultimo un anche un inedito gioco percettivo che consentirà, in un punto specifico delle scale mobili, di percepire per intero la facciata della Ca’ Granda (il corpo antico, ora sede dell’Università degli Studi di Milano, dell’ospedale fondato nel secondo Quattrocento dagli Sforza, su progetto di Filarete), oggi in parte occultato dal torrino stesso. Al primo si lavorerà tra marzo e aprile, al secondo tra maggio e giugno.
L’operazione è frutto di un accordo fortemente voluto dalla Grande Brera, da Artàmica APS (ente che lavora per favorire la coesione sociale attraverso discipline artistiche e culturali, e che con la Pinacoteca di Brera ha già dato vita a al Progetto Inclusione, per promuovere attività di inclusione sociale delle persone ristrette) e Metro 4, accordo siglato dal direttore generale della Grande Brera Angelo Crespi e dai presidenti di Artàmica, Alessandro Pellarin e di Metropolitana 4, Alessandro Lamberti.
Altri articoli dell'autore
A Milano, la galleria BUILDING presenta un percorso espositivo su tre piani con circa sessanta opere inedite che riflettono sulla transitorietà e sul mutamento della vita
Il duca mecenate al centro della mostra di Palazzo Ducale: da Guido Reni a Rubens, da Fetti ad Algardi, una quarantina di opere ricostruisce la stagione di massimo fulgore della corte mantovana alla vigilia della fine della dinastia
Al Palazzo Reale la bisnipote dell’artista riunisce 170 opere che passano dal tardo Impressionismo al Fauvisme, dal Cubismo all’Orfismo, dall’Astrattismo a uno stile di segno dadaista e poi al pieno Dadaismo, per confluire nel Surrealismo ed entrare nella stagione dei «Mostri» e delle «Trasparenze», passare attraverso una figurazione volutamente cheap e tornare infine alla pittura astratta
Nell’anniversario di questo sodalizio sono riuniti opere e documenti della lunga storia che ha portato nell’istituzione milanese lavori dalla «Cena in Emmaus» di Caravaggio ai nuovi ritratti di Ettore Modigliani e Giuseppe Bossi


