Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Circa 50 immagini di Michael Kenna (nato nel 1953 in Gran Bretagna, vive e lavora a Seattle) sono esposte dal 2 aprile al 20 maggio nella Galleria dell’Incisione, riunite nella mostra «Michael Kenna. Conversazioni con il paesaggio»
Le sue immagini, da sempre in bianco e nero e scattate solo in analogico su pellicola, sono il frutto di lunghe esposizioni che restituiscono le predilette atmosfere notturne o i momenti crepuscolari o aurorali.
I suoi paesaggi, sempre deserti di presenze umane (alluse semmai da segni lasciati dall’uomo), contengono elementi della civiltà industriale, come ponti, fabbriche e stazioni ferroviarie, oppure sono votati alla natura e abitati, oltre che da alberi e prati, da elementi fuggevoli come l’acqua e le nubi.
La maggior parte delle fotografie in mostra, scattate dagli anni Novanta a oggi, si riferiscono alla Cina e al Giappone (nella foto, «Torii Gate, Study 2, Shosanbetsu, Hokkaido, Japan». 2014). Inferiori per numero, ma non per qualità, sono le immagini di soggetto europeo o americano, che documentano anche la sua versatilità nell’affrontare luci, temi e atmosfere molto differenti.
Il 30 aprile il fotografo firmerà in galleria il suo ultimo volume, Forms of Japan (Prestel, 2015).
Altri articoli dell'autore
Tra Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d’Italia-Milano va in scena un dialogo tra i maestri del movimento con gli «eredi» internazionali e gli «allievi» multidisciplinari del XX e XXI secolo
Nel Castello Sforzesco piccoli gruppi potranno accedere al cantiere della Sala delle Asse, il cui restauro proseguirà fino alla primavera 2027. Nel frattempo inaugura «Intorno a Leonardo», la sala XXI del museo
Alla Galleria Mazzoleni di Milano una personale che trasforma spazio, luce e misura in strumenti di pensiero, tra illusione percettiva e mondo platonico
Pubblicata da Allemandi, la nuova edizione aggiornata è stata anche ripensata secondo gli attuali modelli museologici. E mentre si attende la mostra organizzata in collaborazione col Metropolitan Museum di New York, costruita intorno a un capolavoro di Panini, la direttrice Alessandra Quarto annuncia il riallestimento del Salone Dorato, dove sono riuniti i capolavori rinascimentali della collezione: Bellini, Mantegna, Piero della Francesca, Botticelli e la «Dama» del Pollaiolo, diventata il simbolo del museo



