La nuova sede romana di Finarte

Gli ambienti di Palazzo Capranica del Grillo sono più adatti alle opere di arte moderna e contemporanea: in ogni sala una mostra complementare

Una sala della nuova sede romana di Finarte in Palazzo Capranica del Grillo
Arianna Antoniutti |  | Roma

La sede romana di Finarte si è trasferita a Palazzo Capranica del Grillo, in Via Quattro Novembre 114, lasciando il poco distante Palazzo Odescalchi. Inaugurato con le aste di Fumetti del 6 e 7 maggio, Palazzo Capranica accoglierà, il 18, 19 e 20 maggio, tre giorni di vendite all’incanto di Arte Moderna e Contemporanea.

Ce ne parla la responsabile del settore per Finarte, Georgia Bava: «Ci siamo spostati, in termini di spazio, di poco più di cento metri, ma la distanza che separa i due luoghi è assai evidente. Abbiamo lasciato un Palazzo con due saloni affrescati che risultavano, paradossalmente, penalizzanti dal punto di vista dell’esposizione dell’arte moderna e contemporanea. Qui, a Palazzo Capranica del Grillo, abbiamo non più due soli ambienti, ma diverse sale, ciascuna delle quali, nel corso delle prossime aste di maggio, sarà dedicata a un tema. L’illuminazione giocherà, sulle pareti candide, un ruolo fondamentale, al fine di valorizzare al massimo i lavori esposti. Questo è in linea con quanto già avviene nella nostra sede milanese in via Paolo Sarpi: il vecchio cinema “Aurora”, completamente recuperato e ristrutturato, è un enorme cubo bianco, dalle luci ben studiate, in cui tutte le opere riescono avere il risalto e la giusta attenzione.

I lotti delle tre tornate d’asta di Arte Moderna e Contemporanea saranno allestiti, nelle sale di Palazzo Capranica, come fossero tante esposizioni complementari: ci sarà l’arte figurativa dei grandi maestri del Novecento (con un affondo sul Futurismo rappresentato, ad esempio, da un dipinto di Balla e da un disegno di Boccioni), il gioiello d’artista e la ceramica, con una selezione di opere di pregio che è raro trovare raccolte insieme, tra cui lavori di Fausto Melotti e Lucio Fontana. Il 18 maggio inizieremo presentando la collezione di Guglielmo Battistoni, che nel 1947 aprì il suo atelier in via Condotti, nel pomeriggio sarà la volta di un’altra collezione privata, quella di Loreto Soro, collaboratore di Mario Ceroli, che per molti anni ha inoltre lavorato con Plinio De Martiis alla Tartaruga. Fra i lotti ci sono carte di Twombly assai rare. La giornata del 19 sarà riservata alle arti figurative del Novecento, mentre il 20 si terrà l’asta di Grafica e Multipli d’autore. Questo, insieme all’arte moderna e contemporanea, è un altro dei nostri settori di punta: siamo fra le pochissime case d’asta in Italia a rivolgere alla grafica internazionale e ai multipli una giornata d’asta e un catalogo appositamente dedicati
».

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