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Carlo Scarpa (Venezia, 1906-Sendai, Giappone, 1978) il protagonista della mostra con cui Repetto Gallery inaugura, il 26 settembre, la stagione espositiva. Intitolata «Carlo Scarpa. Le forme della luce», e curata da Marco Arosio e Paolo Repetto, la mostra, che proseguirà fino al 26 ottobre, esplora tutti i linguaggi espressivi di questa figura geniale, al tempo stesso architetto, artista e designer, amatissimo all’estero ma, in Italia, solo dalla committenza più colta, composta da illuminati direttori di musei, rettori universitari, industriali-esteti come Adriano Olivetti e la famiglia Brion, per la quale progettò la tomba monumentale a San Vito di Altivole, presso Asolo.
Quest’ultima, uno dei suoi più alti capolavori, ma Scarpa ha anche ha lasciato il suo segno ineguagliabile, tra gli altri, al Museo di Castelvecchio di Verona, alla Gipsoteca di Possagno e a Palazzo Abatellis di Palermo, nella Fondazione Querini Stampalia e nel salone dell’Università Ca’ Foscari a Venezia, e nel piccolo ma grandioso negozio Olivetti, sempre a Venezia, in piazza San Marco, acquisito dal Fai proprio per preservarne l’architettura.
Ovunque, nei suoi progetti, domina una speciale attenzione per la luce, cui Carlo Scarpa «dà forma» e con cui disegna lo spazio, trasportando le sue limpide, essenziali, architetture in una dimensione di assoluto. Non meno preziosi sono i vetri progettati per le fornaci muranesi Cappellin (negli anni ’30) e poi Venini, e gli oggetti di design.
In mostra sfilano una ventina di vetri dagli anni ’30 ai ’50, la rarissima scultura «Crescita», la «Lampada Querini Stampalia», il «Tirante Olivetti», la «Croce» del complesso monumentale Brion e il famoso «Cavalletto», oltre a una scelta di disegni degli anni ’60 e ’70, ad alcuni mobili, piccoli oggetti e fotografie (dai ritratti di Scarpa alle immagini del complesso Brion, di Luigi Ghirri e di Guido Guidi).
In catalogo, testi di Marco Arosio, Charles Hind, Giulio Paolini e Paolo Repetto.
Carlo Scarpa «Tavolo Sarpi » Cassina, 1974
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