I funzionari si fanno in quattro ma il sistema delle emergenze del Ministero fa acqua

Le richieste degli amministratori locali: depositi antisismici per conservare i beni nel territorio e un apposito ArtBonus

Stefano Miliani |  | Macerata

Nell’entroterra marchigiano, ferito gravemente dal recente terremoto, serpeggia una paura oltre a quella delle scosse: che l’arte di questi luoghi non rinasca, che finisca al riparo altrove e non torni. Nonostante segnali incoraggianti, come la Pinacoteca Civica «Padre Tacchi Venturi» di San Severino Marche riaperta dopo poco più di un mese di chiusura, più d’un responsabile di cose d’arte in questi borghi e monti è molto critico soprattutto verso il Mibact. 

Luca Maria Cristini, architetto, è direttore dei beni culturali della Diocesi di Camerino. A metà dicembre ci ha detto: «Il Tiepolo dalla chiesa di San Filippo a Camerino si è solo impolverato ed è in un deposito sicuro. A Castelsantangelo sul Nera invece sono caduti molti affreschi tra cui una rara raffigurazione quattrocentesca di un Cristo della Domenica circondato da strumenti del lavoro quotidiani mentre, nella chiesa di San
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