Giordania: il vantaggio di essere sicura

Tra i Paesi dell’area mediorientale il regno hashemita fa il pieno di turisti e di missioni

Il castello crociato di Shawbak e il vicino palazzetto nell’area di Jaya in Giordania
Giovanni Curatola |  | Amman

La situazione politica nel Vicino e Medio Oriente (una definizione e spartizione geografica dei territori cara all’orientalistica di qualche tempo fa…) è indubbiamente complessa, ed è così da diversi decenni, tra alti e bassi, con vere e proprie guerre e crisi ricorrenti. La monarchia Hashemita giordana (lo Stato giordano, regno hashemita di Giordania, risale al 1949, dopo un protettorato britannico iniziato nel 1925), prima con la guida di re Hussein (e la validissima collaborazione del fratello, principe Hasan, uomo illuminato e da molti anni uno dei grandi leader culturali del mondo arabo), e poi col figlio re Abdallah, ha goduto e gode di un’invidiabile (e probabilmente invidiata) stabilità. Ciò nonostante una posizione geografica chiave e centrale in tutta l’area, frutto di un’accorta strategia politica. Intorno, più o meno, il consueto caos.

L’eterna e irrisolta questione
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