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Da Rembrandt a Richter: 500 anni di arte

Sul podio di Sotheby's Oliver Barker ha venduto 65 lotti per un totale di 164,6 milioni di euro

«Femme au chapeau rouge», del 1927, di Joan Miró, acquistato per 24,5 milioni di euro. © Sotheby's

Davanti a una platea globale Oliver Barker, Sotheby’s Chairman, Europe, e battitore della serata, ha consegnato ieri nelle mani dei nuovi proprietari 500 anni di storia dell’arte con la vendita dall’esplicativo titolo di «Rembrandt to Richter», raccogliendo con 65 lotti un totale di 164,6 milioni di euro, cifra da capogiro per uno spettacolo dai ritmi economici vorticosi, il 95% di venduto per lotto con più del 50% dei lotti che hanno sforato la stima massima. Con la velocità del vento, le potenti risorse della tecnologia hanno offerto alle case d’asta stimoli senza precedenti e le ultime aste online si sono trasformate in appassionanti show da 150mila presenze.

La battaglia tra i secoli ha visto vincere, dopo 11 minuti di rilanci, la «Femme au chapeau rouge» del 1927 di Joan Miró acquistato per 24,5 milioni di euro; appartenuto all’artista e amico Alexander Calder, il dipinto non era stato visto pubblicamente da decenni ed era alla sua prima apparizione all'asta dal 1966; ha anche stabilito il prezzo più alto per qualsiasi lavoro venduto all'asta in Europa in questa stagione.

Il 65% delle opere offerte non era mai comparso all'asta in precedenza e questo ha certamente aumentato il desiderio dei collezionisti, certi di trovare opere per i loro gusti più disparati. Gli Old Masters erano di tutti di rara qualità e con storie importanti, a cominciare dall’autoritratto di Rembrandt del 1632, venduto per 16 milioni di euro.

La quattrocentesca «Battaglia sulle rive del fiume», a memoria vivente unica opera di Paolo Uccello mai apparsa all'asta, ha visto le offerte degli specialisti di ogni categoria portare il prezzo finale a 2,7 milioni di euro. Gli originali proprietari, i Gutmann, erano stati costretti a vendere il dipinto dai nazisti nel 1942; acquistato negli anni Cinquanta da una famiglia milanese, grazie all’accordo tra gli attuali proprietari e gli eredi dei Gutmann i proventi della vendita saranno equamente redistribuiti.

Recentemente restaurato, l’incantevole «Dresda, veduta del canale dello Zwinger» di Bernardo Bellotto è stato venduto a 6 milioni di euro. Da un periodo all’altro con Alberto Giacometti: da una collezione poco nota di opere d'avanguardia la «Donna in piedi» ha raddoppiato la stima toccando gli 11,7 milioni di euro. «Nature morte» di Fernand Léger è stato aggiudicato a 13,4 milioni di euro. «Wolken - Fenster ("Nuvole - Finestra")» di Gerhard Richter ha realizzato 11,5 milioni, nuovo prezzo di riferimento per un dipinto della serie delle Nuvole dell'artista.

I rilanci rimbalzavano dall’Asia a New York a Internet per tornare a Londra, in un susseguirsi mozzafiato. Quasi fosse un concerto rock, Barker sul rostro a Londra con un piccolo gruppo di clienti in salette private, ha saputo intrattenere la platea globale grazie anche a un’attenta regia televisiva che ha trasformato gli esperti che parlavano con gli acquirenti al telefono in altrettanti attori per la performance che ha unito 47 paesi.

Se Barker indossava discretamente un orologio Rolex Daytona Paul Newman stimato 350-700mila euro, i fusi orari diversi invitavano all’eleganza contenuta il gruppo degli esperti ai telefoni, che non era da meno per presenza, vivacità e aplomb. Chiamati per nome da Barker come da tradizione, le didascalie televisive sottolineavano invece le varie cariche e i rispettivi dipartimenti: Claudia Dwek, presidente Sotheby’s Italia e chairman Contemporary Art Sotheby’s Europe, in un impeccabile Prada bianco, si è aggiudicata per i suoi clienti, tra i quali due italiani, i lavori di Kandinskij, Feininger, Picasso e Albers.

La piscina di David Hockney «Pool on a cloudy day with rain» del 1978 è stata aggiudicata a 5,4 milioni di euro, la «Danseuse dans un intérieur, carrelage vert et noir» di Matisse del 1942 per 7,1 milioni e Bansky «Mediterranean sea view» del 2017 a 2,5. L’altalenarsi delle epoche proposte insieme soddisfa i gusti, solletica il tifo per gli artisti di ere tanto lontane e ha anche un lato pedagogico: instillerà forse nei famelici collezionisti curiosità e voglia di informarsi su momenti della storia dell’arte che esulano dai propri interessi.

Certo ha ragione Oliver Barker: «Anche se è in ritardo nella stagione rispetto agli standard tradizionali, dai risultati di questa sera è chiaro che il mercato dell’arte qui a Londra e in tutto il mondo non è andato assolutamente in vacanza».

Michela Moro, edizione online, 29 luglio 2020



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