CONTINENTE ITALIA | Lisetta Carmi

Artisti italiani, virtuosi non virtuali: le tecniche, i temi e le quotazioni di mercato dei nomi più votati dell'inchiesta

Lisetta Carmi
Riccardo Deni |

Lisetta Carmi (Genova, 1924) è un’icona della fotografia, e non solo. Nasce in una famiglia borghese di origine ebraica, cosa che nel 1938 in terza ginnasio le costerà l’espulsione, per le infami leggi razziali, che non le impediscono comunque di sostenere gli esami presso il Conservatorio di Genova. Con l'inizio della Seconda guerra mondiale, la sua famiglia è costretta a spostarsi in Svizzera per sfuggire alle persecuzioni razziali. Lì Lisetta Carmi continua con lo studio presso il conservatorio di Zurigo.

Finita la guerra, torna a Genova per riprendere a suonare con il suo maestro, Alfredo They, e nel 1946 si laurea in pianoforte presso il conservatorio di Milano. Inizia presto a fare concerti in giro per il mondo, ma nel giugno del 1960 la vita la porta su un’altra strada. Lisetta vuole prendere parte allo sciopero di protesta indetto dalla Camera del Lavoro di Genova. Il suo maestro è fortemente in disaccordo e allora, «ricordo benissimo di avergli risposto che se le mie mani erano più importanti del resto dell'umanità avrei smesso di suonare il pianoforte».

In quel momento, Lisetta Carmi sceglie di smettere di suonare rifacendosi ai suoi ideali e al bisogno di libertà che la musica e l'attività di concertista non le danno. Inizia così la sua carriera da fotografa, producendo un vastissimo archivio di scatti fondamentali. Lisetta Carmi sarà una fotografa innanzitutto di Oriente, dove il 12 marzo del ’76 incontrerà il maestro indiano Babaji e da cui nel ‘79 fonderà a Cisternino, in Puglia, l'ashram Bhole Baba, dedicandosi quel momento alla diffusione degli insegnamenti del suo maestro. Nella e dalla sua città natale trarrà l’energia che l’humus di quel luogo sprigionava per realizzare i suoi più importanti reportage.

Nel 1962, infatti, il fratello Eugenio le presenta il direttore del Teatro Duse, Ivo Chiesa, che decide di assumerla in qualità di fotografa di scena. Fino al 1965 Lisetta continua a lavorare a teatro entrando così in contatto con vari artisti quali Luigi Squarzina, Giuliano Scabia, Emanuele Luzzati, Carlo Quartucci e Aldo Trionfo. È nello stesso anno che realizza un fondamentale reportage in Sardegna. Sempre nel 1965 si reca a Piadena, dove fa un reportage sui luoghi e i personaggi, fra cui il maestro Mario Lodi e il Duo di Piadena, protagonisti di quella sorta di laboratorio culturale. Ed il 31 dicembre, grazie all'amico Mauro Gasperini, Lisetta Carmi incontra la comunità di travestiti che occupava l'ex ghetto ebraico di Genova.

Da qui nasce un legame alimentato attivamente per sei anni, in cui la donna fotografa la realtà di quella comunità. Accostarsi ai travestiti è accostarsi alla propria esperienza: «io stessa in quel tempo ero assillata - forse a livello inconscio - da problemi di identificazione maschile e femminile… E i travestiti (o meglio il mio rapporto coi travestiti) mi hanno aiutato ad accettarmi per quello che sono: una persona che vive senza un ruolo». E ancora, «non ho mai cercato dei soggetti (…) mi sono venuti incontro, perché nel momento in cui la mia anima vibra insieme con il soggetto, con la persona che io vedo, allora io scatto. Tutto qui». Ecco cosa innanzitutto Lisetta Carmi ha dato al mondo: il vederlo, conoscerlo, senza alcun pregiudizio.

Durante la sua carriera Lisetta Carmi partecipa a numerose esposizioni sia collettive che personali; tra le ultime in ordine di tempo è utile ricordare «Il senso della vita - Ho fotografato per capire» presso il Palazzo Ducale di Genova (2015), «Protagonisti e percorsi della fotografia italiana nel Secondo Novecento», al Macof-Centro della fotografia italiana a Brescia (2016), «Lisetta Carmi, Below the mantle», Galerie Antoine Levi a Parigi (2018), «La bellezza della verità» presso il Museo di Roma in Trastevere (2018) e «Soggetto Nomade», presso il Centro internazionale di fotografia di Palermo (2019).

Lisetta Carmi, Genova, 1924
• Caccia Levi
• Atlas Gallery (Londra)

CONTINENTE ITALIA
Una mappa dell'arte italiana nel 2021

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Riccardo Deni
Altri articoli in PERSONE