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Connie Harrison, «Silvanus (of the forest)» , 2025.

Courtesy Ronchini Gallery.

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Connie Harrison, «Silvanus (of the forest)» , 2025.

Courtesy Ronchini Gallery.

Astrazioni gestuali in fiore. I paesaggi interiori di Michele Fletcher, Connie Harrison, Shuang Jiang e Shara Mays

La galleria Ronchini presenta nel nuovo spazio di Conduit Street, a Londra, la mostra «Flourish: Gestural Abstractions in Bloom». In esposizione i lavori di Michele Fletcher, Connie Harrison, Shuang Jiang e Shara Mays, accomunate da una ricerca sull’astrazione gestuale e sulla stratificazione pittorica

La galleria Ronchini presenta nel nuovo spazio di Conduit Street, a Londra, la mostra «Flourish: Gestural Abstractions in Bloom». L’esposizione, visitabile fino al 16 gennaio 2026, riunisce quattro artiste attive tra Europa, Asia e Stati Uniti: Michele Fletcher, Connie Harrison, Shuang Jiang e Shara Mays. Pur appartenendo a generazioni e contesti geografici differenti, le artiste condividono un approccio pittorico fondato sul gesto, sulla stratificazione della superficie e su un rapporto diretto con il paesaggio naturale, assunto come riferimento formale e processuale più che come soggetto.

Michele Fletcher e Connie Harrison, entrambe con base a Londra, lavorano su una pittura che nasce dall’osservazione del mondo vegetale e si sviluppa attraverso processi di accumulo e trasformazione. Fletcher, nata nel 1963 a Leamington, in Canada, e formata alla Goldsmiths e al Chelsea College of Art and Design, costruisce superfici pittoriche guidate dal ritmo, dalla memoria visiva e dalla variazione cromatica, con un’impostazione che dialoga con la tradizione del paesaggio astratto. Harrison, nata nel 1993 nel Regno Unito e laureata al Chelsea College of Arts, utilizza fotografie di boschi e giardini come materiale di partenza, traducendole in dipinti attraverso la stratificazione di olio e cera e l’incisione della superficie, con un’attenzione specifica alla texture.

Il lavoro di Shuang Jiang, nata nel 1999 a Dalian, in Cina, e residente a Londra, si inserisce nello stesso ambito di ricerca sulla stratificazione e sul segno, introducendo una dimensione legata all’esperienza personale e ai cicli di decadenza e rinnovamento. Formata alla Xi’an Academy of Fine Arts e al Royal College of Art, Jiang combina materiali diversi e gesti energici, costruendo immagini che riflettono sull’interazione tra processi naturali e dimensione interiore.

La pratica di Shara Mays, nata nel 1972 a Princeville, negli Stati Uniti, si distingue per un’impostazione fortemente fisica, ma condivide con le altre artiste l’uso del gesto come elemento strutturale del dipinto. Attiva tra Oakland, in California, e Cartagena, in Colombia, e formata al Corcoran College of Art and Design e al San Francisco Institute of Art, Mays sviluppa composizioni in cui il movimento del corpo e la fatica del fare pittorico restano visibili sulla superficie.

Nel loro insieme, i lavori presentati in «Flourish: Gestural Abstractions in Bloom» mostrano modalità differenti ma coerenti di affrontare la pittura gestuale oggi, attraverso pratiche basate su processo, materia e trasformazione dell’immagine. La mostra accompagna l’apertura del nuovo spazio di Ronchini, al primo piano di una casa a schiera storica, e si inserisce nel programma della galleria, fondata nel 2012 a Mayfair, orientato verso ricerche internazionali e dialoghi tra generazioni.


 

Michele Fletcher, «Nightshade», 2025. Courtesy Ronchini Gallery.

Redazione, 14 dicembre 2025 | © Riproduzione riservata

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