Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

I Beatles a Londra nel 1965. © Maria Vittoria Backhaus

Image

I Beatles a Londra nel 1965. © Maria Vittoria Backhaus

Aprite gli archivi

Accessibili 42 archivi fotografici in tutta Italia per Rete Fotografia

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Sono 42 gli studi di fotografi e gli archivi di enti, fondazioni e musei, tutti normalmente inaccessibili, che si aprono al pubblico dal 18 al 27 ottobre per la quinta edizione di Archivi Aperti, la manifestazione promossa da Rete Fotografia (www.retefotografia.it) che si propone di valorizzare la cultura fotografica. Molti i nuovi aderenti (fra i quali la Veneranda Fabbrica del Duomo e il Museo del Novecento di Milano) all’appuntamento, che allarga i propri confini per includere Cairo Montenotte (Savona), Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni e Rozzano (Milano), Dalmine e Treviglio (Bergamo) e ancora Ferrara, Napoli, Treviso, Udine.

Apre l’evento, al Castello Sforzesco, il convegno moderato da Renata Meazza e Silvia Paoli dal titolo (come l’evento) «Memoria e Oblio. Generare, conservare, condividere la fotografia oggi». I rapidi mutamenti nel digitale comportano cambiamenti anche nel mondo delle immagini, della loro visualizzazione e del loro rapporto con le persone: esse possono infatti essere depositarie ma, al tempo stesso, anche «agenti» di memoria e di storia, ponendosi al centro di dinamiche soggettive e relazionali.

Ne scaturiscono molte domande: come il primato dell’immagine agisce oggi sulla formazione della conoscenza? Come agirà in futuro? Che cosa potrà essere trasmesso e cosa no per effetto della continua evoluzione delle tecnologie digitali? Fino a che punto il fare memoria, e il fare storia, saranno condizionati dall’aumento esponenziale delle immagini, dalle loro tipologie e trasformazioni tecnologiche, dalla loro circolazione? Domande su cui rifletteranno studiosi e artisti, fra i quali Andrea Pinotti, Sergio Giusti, Giovanni Fiorentino e Guido Guerzoni.
 

I Beatles a Londra nel 1965. © Maria Vittoria Backhaus

Ada Masoero, 18 ottobre 2019 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Il curatore Diego Sileo presenta la prima personale europea dell’artista e musicista noise che ha rappresentato l’Australia alla Biennale di Venezia del 2022

Nella romanica Pieve di San Siro a Cemmo di Capo di Ponte, i 31 dipinti recenti segnano una nuova tappa, più espressiva e turbata, nell’universo visivo dell’artista marchigiano

L'artista sudafricana, invitata da Koyo Kouoh alla 61ma Biennale di Venezia, racconta la memoria dei paesaggi di Soweto attraverso pittura, tessuti e materiali quotidiani

Tra scultura e pittura, l’artista, in mostra da lorenzelli arte, esplora lo spazio e il limite in una ricerca che trasforma la materia in pensiero

Aprite gli archivi | Ada Masoero

Aprite gli archivi | Ada Masoero