Andar per funghi con Rauschenberg e John Cage

Christie's mette all'asta 78 lotti dell'immensa collezione di Jacqueline Matisse: dalle opere del nonno a quelle dei fratelli Giacometti, fino alla valigia di Duchamp

«Baignoire Hippopotame I» (1971) di François-Xavier Lalanne Cortesia di Christie’s Images Limited 2022
Luana De Micco |

Jacqueline Matisse Monnier era la nipote di Henri Matisse. Non solo. Suo padre era Pierre Matisse, il figlio minore del grande pittore fauve, lui stesso mercante d'arte a New York, dove nel 1924 aprì una galleria per far conoscere negli Stati Uniti l'opera degli artisti europei: André Derain, Georges Rouault, Alberto Giacometti, Joan Miró o ancora Jean Dubuffet. Non solo. Sua madre era Alexina Sattler che, in seconde nozze, sposò un altro accanito giocatore di scacchi come lei, un certo Marcel Duchamp.

Mercante d'arte, agente di artisti come Brancusi e Miró, Alexina «Teeny» Sattler contribuì alla creazione della collezione permanente Duchamp del Philadelphia Museum of Art. Quando nacque nel 1931 in Francia (anche se trascorse l'infanzia a New York), Jacqueline «Jackie» era già immersa in un universo artistico e crebbe a contatto con i più grandi nomi del suo tempo, quelli che il padre esponeva nella sua galleria del Fuller Building, e gli amici del nonno, che ritrovava in Francia tutte le estati e per il quale posò spesso.

Allora, lungo tutta la sua vita, per ovvie circostanze, Jackie riunì un'importante collezione d'arte che innanzi tutto racconta la storia di una famiglia. 78 lotti di questa immensa collezione, opere di Matisse, naturalmente, ma anche dei fratelli Giacometti, della coppia François-Xavier e Claude Lalanne, di Dubuffet, Yves Klein, Niki de Saint-Phalle e Jean Tinguely, e ovviamente Marcel Duchamp, vanno all'asta da Christie's il 13 aprile (ma sono già esposti nella sede parigina della casa d'aste fino al 12). Valore totale stimato: 23 milioni di euro.

Jackie fu lei stessa artista. Sposò il banchiere Bernard Monnier e andò a vivere a Parigi, rue du Bac, dove allestì un piccolo studio sotto il tetto. Per una decina di anni vi assemblò una serie di «Boîtes en valise», le famose scatole in valigia di Marcel Duchamp, sorta di valigette da viaggio con le riproduzioni di opere dell'artista pensate come un'opera a sé. Un giorno scoprì di avere una reale passione per gli aquiloni, che divennero da allora la sua forma d'arte. Li trasformò in pitture viventi e fece del cielo la sua tela.

Quando decise di lasciare la capitale per andare a vivere in campagna, in un paesino nel bosco di Fontainebleau, fu vicina di casa della coppia Lalanne. Nel suo nuovo atelier accolse Jasper Johns, Robert Rauschenberg e il compositore John Cage con i quali andava a raccogliere i funghi dopo pranzo. Creò l'Association Marcel-Duchamp e gestì i diritti morali dell'opera del patrigno. L'associazione ha tra l'altro collaborato con il Centre Pompidou di Parigi e il museo di Filadelfia per la realizzazione del Duchamp Research Portal, che dà accesso a oltre 50mila immagini e documenti digitalizzate di Marcel Duchamp.

Jacqueline Matisse Monnier è morta il 17 maggio 2021 e oggi i suoi quattro figli mettono in vendita una parte della collezione di famiglia. Il lotto centrale è un «Piccolo busto d'uomo» (1950) di Alberto Giacometti, un bronzo patinato che era appartenuto alla collezione di Pierre Matisse e che finora era sempre stato esposto nelle case di famiglia (stima 3-5 milioni di euro). La vendita comprende in tutto 8 opere di Alberto e Diego Giacometti.

L'altro pezzo di punta è l'iconica vasca da bagno in resina blu «Hippopotame I» di Francis-Xavier Lalanne, prima versione, proposta a una stima di 800mila-1,2 milioni di euro. A titolo di paragone, una serie di tre ippopotami da bagno firmati Lalanne nel giugno 2020 sono stati aggiudicati 2,1 milioni di euro da Sotheby's.

Più di trenta opere della collezione che vanno all'asta sono del nonno Henri Matisse: tra queste, tre ritratti di Jacqueline da giovane e una tela del 1935 «Nymphe et faune rouge» (1,8-2,2 milioni), insieme al suo schizzo preparatorio (250-350 mila). In catalogo figurano anche due grandi serigrafie su lino di Matisse, entrambe del 1946, «Océanie, la Mer» et «Océanie, le Ciel» (1,2-1,8 milioni ciascuna). La celebre suite litografica «Jazz» di Matisse è stimata 250-350mila euro. Tra le altre opere proposte da Christie's, una tela del 1968 di Simon Hantaï, «Étude» (600-800mila), e «L'homme et l'oiseau» (1935) di Miró (1-1,5 milioni). Sono in vendita anche una valigia da viaggio della «Série F», rossa, assemblata da Jackie e firmata da Duchamp (120-180mila), e un collage «Rifiuti di tegna» (1970) di Daniel Spoerri (10-15mila).

© Riproduzione riservata «Petit buste d'homme» (1950) di Alberto Giacometti (stima 3-5 milioni di euro) Cortesia di Christie’s Images Limited 2022
Altri articoli di Luana De Micco