Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Luana De Micco
Leggi i suoi articoliL’Institut national de recherches archéologiques préventives (Inrap) ha compilato il primo atlante dei siti archeologici di Francia, basato sugli «archivi del suolo» raccolti nel corso di migliaia di scavi e decine di anni di ricerche. In poco più di vent’anni, l’Inrap, fondato nel 2001, ha catalogato 50mila siti sparsi su tutto il territorio francese, dai più noti, spettacolari e visitati a quelli rinvenuti a monte di cantieri destinati a essere ricoperti, seppur inventariati.
L’Atlas archéologique de la France, scritto a più mani e curato da Dominique Garcia e Marc Bourion, rispettivamente presidente e conservatore dell’Inrap, è uscito il 23 novembre scorso in Francia, in coedizione con Tallandier (334 pp., € 36), ed è destinato a tutti, non solo agli addetti ai lavori. Un centinaio di mappe inedite raccontano 500mila anni di storia della Francia attraverso le scoperte archeologiche. L’indagine portata avanti «sulle ricchezze archeologiche della Francia, ha spiegato Garcia, non solo documenta il passato, ma interroga anche il futuro e, grazie alle mappe, consente di mettere a fuoco le problematiche contemporanee attraverso grandi fasce cronologiche».
Il volume parte dalle origini, dal Paleolitico (tra 1 milione e 6mila anni a.C.) e dai primi insediamenti di Homo sapiens in Francia (circa 40mila anni fa), per poi risalire, passando per la Gallia celtica (800-50 a.C.), la Gallia romana (50 a.C.-400 d.C.) e la Francia medievale (1100-1500), rendendo conto anche dei recenti scavi portati avanti sul cantiere di restauro della Cattedrale di Notre-Dame, che hanno permesso di rinvenire alcuni sarcofagi medievali. Le mappe collocano sul territorio i siti che hanno restituito le prime opere d’arte della storia, dalle pitture parietali delle grotte alle statuette femminili dette «Veneri», le prime sepolture, con gli spettacolari megaliti e dolmen, ma anche l’evoluzione delle pratiche agricole e artigianali e la nascita delle guerra.
«I testi a corredo delle mappe permettono di comprendere meglio i concetti di popolo, di cultura, di sedentarizzazione, spiega ancora Garcia. Ci si rende conto allora che queste nozioni sono frutto di contingenze storiche e di processi sociali e politici». Il volume si chiude sull’archeologia del mondo contemporaneo (1800 ad oggi) affrontando i temi di schiavitù, colonizzazione e guerre.
Le immagini di una «Venere», una delle prime opere d’arte della storia. © Foto Stephane Lancelot - Inrap
Altri articoli dell'autore
A Parigi un’ampia retrospettiva (180 opere) sui cinquant’anni di attività del fotografo inglese recentemente scomparso e una monografica di una delle voci più incisive della fotografia sudafricana
La prima personale a Parigi dell’artista afroamericano sarà ospitata da Gagosian in un momento storico in cui il concetto di «follia americana» torna seriamente attuale e si avvicina il 250mo anniversario dell’Independence Day
Per il gallerista di arti decorative Patrick Fourtin «oggi avere un Lalanne è come avere un Picasso»
Il fondatore di una delle realtà più note in questo settore di mercato fa un bilancio degli ultimi tre decenni, rilevando come il collezionismo sia cambiato a partire dai clienti che spesso inseguono la riconoscibilità immediata delle opere
Dopo cinquant’anni, la sede distaccata del Centre Pompidou dedica una nuova retrospettiva all’artista pioniera dell’installazione e delle «environmental sculptures»



