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Abraham Cruzvillegas, Foto di Zaire Aranguren

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Abraham Cruzvillegas, Foto di Zaire Aranguren

Yuko Mohri, Sarah Zapata, Abraham Cruzvillegas: il nuovo corso del Bass di Miami amplia i confini del museo

Il museo di Miami Beach presenta una stagione espositiva che riunisce Yuko Mohri, Amalia Pica, Sarah Zapata, Abraham Cruzvillegas, Gabriel Rico, Pedro y Juana e Pepe Mar, tra installazioni, scultura, tessile e arte sonora. Il programma accompagna una fase di trasformazione istituzionale, segnata dall'arrivo di Philippe Vergne alla direzione artistica e dal progetto di ampliamento affidato allo studio Johnston Marklee.

Francesco Piperno

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A Miami Beach, dove il calendario artistico internazionale trova ogni dicembre uno dei suoi appuntamenti principali con Art Basel, The Bass Museum of Art consolida la propria programmazione con una stagione espositiva che si estende dall'estate 2026 all'autunno 2027, riunendo artisti di diverse generazioni e provenienze geografiche. Al centro del programma figurano Yuko Mohri, Amalia Pica, Sarah Zapata, Abraham Cruzvillegas, Gabriel Rico, Pedro y Juana e Pepe Mar, con progetti che attraversano installazione ambientale, scultura, arte sonora e sperimentazione sui materiali. Una selezione che riflette il carattere internazionale della scena culturale di Miami e affronta questioni legate all'identità, alla migrazione, alla memoria e al rapporto tra individuo e spazio. La stagione accompagna inoltre una fase di trasformazione del museo, fondato nel 1964 e oggi diretto da Silvia Karman Cubiñá, con l'arrivo, nell'ottobre 2026, di Philippe Vergne nel nuovo ruolo di direttore artistico e chief curator, dopo le esperienze alla guida del Museu de Serralves di Porto, della Dia Art Foundation e del MOCA di Los Angeles.

Tra i progetti principali figura «Unviolated Imperfection» di Yuko Mohri (17 settembre 2026-30 maggio 2027), prima personale dell'artista giapponese in un museo statunitense. Articolata in tre gallerie, la mostra indaga le relazioni tra suono, materia e trasformazione attraverso installazioni cinetiche nelle quali oggetti quotidiani, elementi organici e dispositivi tecnologici generano composizioni imprevedibili. In Decomposition, per esempio, il progressivo deterioramento della frutta produce variazioni elettriche tradotte in segnali sonori e luminosi, mentre Moré Moré (Leaky), già presentata alla Biennale di Venezia del 2024, utilizza un sistema di circolazione dell'acqua e oggetti di recupero per esplorare l'improvvisazione come principio costruttivo. Un interesse per la dimensione materiale e per la trasformazione dello spazio caratterizza anche «Against a State of Malevolence» di Sarah Zapata (30 luglio 2026-28 febbraio 2027), incentrata sulla ricerca tessile dell'artista di origini peruviane, che intreccia tradizioni artigianali, identità queer e pratiche scultoree contemporanee. L'esposizione segue l'acquisizione da parte del museo dell'installazione A Famine of Hearing e presenta lavori ambientali nei quali tessuti, colore e architettura concorrono alla costruzione di spazi attraversabili.

Il rapporto tra linguaggio, partecipazione e percezione collettiva costituisce invece il nucleo di «Lecturas Posibles» di Amalia Pica (17 settembre 2026-12 febbraio 2027), ospitata nella Rotunda, lo spazio museale recentemente recuperato e aperto verso Collins Park. L'artista argentina trasforma l'ambiente in una biblioteca quasi bidimensionale, le cui superfici diventano lavagne sulle quali il pubblico può intervenire, modificando e riscrivendo le relazioni tra parole, immagini e oggetti. Alla dimensione partecipativa si collega anche «Aquí» di Pedro y Juana (28 ottobre 2026-maggio 2028), intervento site-specific dello studio fondato da Ana Paula Ruiz Galindo e Mecky Reuss, che combina carte da parati progettate appositamente, tappeti, arredi antropomorfi e installazioni luminose ispirate alla vegetazione subtropicale di Miami. Il progetto affronta il confine tra arte e design, trasformando l'architettura interna in un ambiente unitario nel quale gli oggetti acquistano una funzione insieme estetica e relazionale.

Un'altra direttrice del programma riguarda le trasformazioni dell'ambiente urbano e le esperienze di migrazione. In «Autocontusión», visitabile fino al 25 luglio 2027, il messicano Abraham Cruzvillegas riflette sui processi di costruzione e distruzione delle città, interpretati come fenomeni sociali, politici ed ecologici che incidono sulla formazione delle identità individuali e collettive. Il tema dello spostamento geografico ritorna in «El Gato Negro» di Pepe Mar (18 marzo-ottobre 2027), un'installazione concepita per la Rotunda che prende il nome da un locale notturno conosciuto dall'artista durante l'infanzia in Messico e diventa occasione per interrogare i concetti di confine, appartenenza e memoria. Completa il programma Gabriel Rico, con un intervento della serie Reducción Objetiva Orquestada, visibile fino all'agosto 2028, nel quale materiali organici e inorganici vengono associati secondo strutture ispirate alle equazioni matematiche, lasciando allo spettatore il compito di costruire possibili relazioni di significato. A dicembre 2026 è previsto inoltre il ricollocamento dell'installazione sonora «Too Much I Once Lamented» di Susan Philipsz tra i baobab di Collins Park: un lavoro basato sulla registrazione della voce dell'artista che interpreta un madrigale gallese, esplorando attraverso pause, respiri e variazioni vocali il rapporto tra suono, memoria e solitudine.

La stagione si inserisce in un più ampio ripensamento degli spazi e del ruolo istituzionale del Bass. Il museo, ospitato in un edificio Art Déco progettato da Russell Pancoast e successivamente ampliato con un intervento legato ad Arata Isozaki e David Gauld, ha affidato allo studio di architettura Johnston Marklee un nuovo progetto di espansione nell'area di Collins Park, destinato ad aumentare gli spazi espositivi e le possibilità di fruizione pubblica. La programmazione 2026-27, curata per larga parte da Jasa McKenzie, associate curator del museo, e da Silvia Karman Cubiñá, si sviluppa dunque mentre Philippe Vergne assume la responsabilità dell'indirizzo artistico futuro. In una città nella quale la crescita del mercato e la presenza delle grandi fiere hanno contribuito a ridefinire il panorama culturale, il Bass punta sulla continuità delle mostre, sulle commissioni e sulle installazioni di lunga durata per rafforzare la propria funzione museale oltre la concentrazione degli eventi di dicembre.

Francesco Piperno, 07 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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Yuko Mohri, Sarah Zapata, Abraham Cruzvillegas: il nuovo corso del Bass di Miami amplia i confini del museo | Francesco Piperno

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