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Francesco Piperno
Leggi i suoi articoliI soldati stavano cercando mine antiuomo. A una decina di centimetri sotto terra hanno trovato invece un'arma appartenente a un'altra epoca: un piccolo cannone in bronzo costruito circa sei secoli fa, sul quale sono rimasti incisi persino i nomi degli uomini responsabili della sua fabbricazione.
È accaduto sul monte Geumseong, a Naju, nella Corea del Sud sud-occidentale. Il reperto era stato individuato nel novembre 2023 durante un'operazione militare di bonifica condotta prima della realizzazione di un sentiero escursionistico. Dopo quasi tre anni di analisi scientifiche e valutazioni, il 21 settembre 2026 il National Research Institute of Cultural Heritage di Naju ne ha presentato i risultati. L'oggetto è stato identificato come un Hwangja Hwatong (黃字火筒), una delle prime tipologie coreane di arma da fuoco alimentata a polvere da sparo. La data esatta rimane aperta tra due possibilità, 1377 e 1437, ma secondo i ricercatori in entrambi i casi si tratterebbe della più antica arma da fuoco coreana a polvere da sparo conservatasi fino a oggi con informazioni identificabili sulla propria fabbricazione.
È un cannone soltanto nel senso storico del termine. Lungo 23,75 centimetri, con una canna dal diametro di 1,66 centimetri e un peso di 1.032 grammi, l'Hwangja Hwatong era abbastanza piccolo da poter essere utilizzato come arma portatile. La struttura è divisa in tre parti: la volata dalla quale veniva espulso il proiettile, la camera contenente la polvere da sparo e un alloggiamento nel quale poteva essere inserito un manico di legno. Il principio era quello delle prime armi da fuoco: l'esplosione della polvere generava la pressione necessaria a proiettare una freccia o un altro tipo di proiettile fuori dalla canna. Ma è sulla superficie del bronzo che l'arma racconta la parte più interessante della propria storia.
Sull'impugnatura sono incisi 27 caratteri distribuiti su sei colonne, ai quali se ne aggiunge un altro vicino alla volata. In tutto 28 segni che trasformano un manufatto militare in qualcosa di simile a un documento d'archivio. L'iscrizione identifica innanzitutto l'arma come Hwangja Hwatong e registra la sua fabbricazione nel dodicesimo mese di un anno Jeongsa. Indica anche il peso originario, espresso nelle unità tradizionali coreane geun e nyang. Soprattutto, però, registra due nomi. Il funzionario incaricato di sovrintendere alla produzione era An Hyu-bo, indicato con il titolo di noksa. L'artigiano che realizzò materialmente l'arma si chiamava invece Seok.
È un dettaglio raro perché consente di passare dalla storia astratta della tecnologia agli individui che quella tecnologia produssero. A distanza di circa sei secoli conosciamo così non soltanto la forma e il funzionamento dell'arma, ma almeno due delle persone coinvolte nella sua nascita: chi controllava il lavoro e chi lo eseguiva. Il termine Hwangja fornisce un'altra indicazione sull'organizzazione della produzione. Deriva da un sistema classificatorio basato sull'ordine dei caratteri del Classico dei Mille Caratteri, testo tradizionalmente utilizzato nell'Asia orientale. Il carattere inciso separatamente vicino alla volata significa invece «otto» e potrebbe avere avuto la funzione di numero di produzione o inventario.
L'arma non appare dunque come il prodotto isolato di un artigiano, ma come il risultato di una produzione organizzata e sottoposta a controllo ufficiale. Le fonti storiche, secondo i ricercatori, attestano inoltre la partecipazione di funzionari con il titolo di noksa alla fabbricazione delle armi sia negli ultimi decenni della dinastia Goryeo sia durante il successivo periodo Joseon. È proprio qui, però, che nasce il principale problema cronologico. L'iscrizione utilizza infatti il tradizionale ciclo calendariale di sessant'anni. L'anno Jeongsa può quindi corrispondere, nel periodo preso in considerazione, tanto al 1377 quanto al 1437. In assenza di confronti sufficientemente precisi, gli studiosi non possono ancora stabilire quale delle due date sia quella corretta. La differenza di sessant'anni non è secondaria. Se fosse stato realizzato nel 1377, l'Hwangja Hwatong apparterrebbe agli ultimi decenni della dinastia Goryeo, proprio nell'epoca in cui la Corea stava sviluppando sistematicamente la tecnologia della polvere da sparo. In quell'anno venne istituito l'Hwatong Dogam, organismo destinato alla produzione di polvere da sparo e armi da fuoco, nel contesto delle innovazioni associate a Choe Mu-seon.
Se invece la data corretta fosse il 1437, l'arma risalirebbe al regno di re Sejong, quando lo Stato Joseon stava perfezionando e riorganizzando il proprio armamento. Sarebbe comunque precedente alla standardizzazione di nuovi modelli avvenuta nel 1445. La stessa struttura del cannone fornisce alcuni elementi per comprenderne l'antichità. La camera destinata alla polvere presenta un interno arrotondato, caratteristico delle prime armi nelle quali carica e proiettile erano contenuti all'interno dello stesso tubo. I modelli successivamente sviluppati durante il regno di Sejong avrebbero invece adottato soluzioni più sofisticate, compreso l'impiego di elementi di legno capaci di trasferire con maggiore efficienza la pressione dell'esplosione. Anche il metallo è stato sottoposto ad analisi. L'arma è stata fusa in bronzo composto principalmente da rame, stagno e piombo, con una percentuale di stagno inferiore al 10% in peso. Secondo i ricercatori, la composizione garantiva contemporaneamente resistenza e una sufficiente duttilità, qualità necessarie a una canna sottoposta alla pressione prodotta dallo sparo.
L'esame microscopico ha inoltre individuato impurità di zolfo, silicio e argento, compatibili con le tecniche storiche di raffinazione dei metalli. Iscrizione, struttura e composizione concorrono quindi all'identificazione del reperto come un'autentica arma antica e non come una riproduzione successiva. Resta singolare il modo in cui è arrivata fino a noi. Il monte Geumseong domina l'area del fiume Yeongsan, territorio storicamente strategico della Corea sud-occidentale e utilizzato anche in epoca contemporanea a fini militari. Dal 1966 sulla sua sommità è stata infatti presente un'unità di difesa aerea. Così, nello stesso terreno, due epoche della storia militare si sono letteralmente sovrapposte. I soldati del XXI secolo cercavano ordigni contemporanei prima dell'apertura di un sentiero. A dieci centimetri dalla superficie hanno incontrato invece una tecnologia bellica nata sei secoli prima. E su quel piccolo tubo di bronzo non è sopravvissuta soltanto la storia delle prime armi da fuoco coreane. Sono sopravvissuti anche i nomi di An Hyu-bo e Seok, un funzionario e un artigiano che probabilmente non avrebbero immaginato che, seicento anni dopo, qualcuno sarebbe riuscito ancora a leggerli. L'Hwangja Hwatong sarà esposto al National Palace Museum of Korea di Seul fino al 22 novembre 2026.
Francesco Piperno
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