Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliIl 22 ottobre riapre al pubblico il Mev-Museo Ebraico di Venezia, nel cuore del Ghetto più antico del mondo. Era chiuso da sette anni. L’evento restituisce alla città un luogo significativo e rinnova il racconto di una storia profondamente veneziana, capace però di parlare a un pubblico universale. Il museo riapre dopo un importante intervento di restauro, ampliamento e riorganizzazione degli spazi, con un percorso che mette al centro il patrimonio artistico, religioso e culturale della comunità ebraica.
Fondato nel 1954 dalla Comunità ebraica di Venezia, il museo custodisce una delle più rilevanti collezioni italiane di arte e cultura ebraica. Oggetti rituali, manufatti di oreficeria, tessuti sacri, libri e manoscritti antichi testimoniano secoli di vita religiosa e sociale. Accanto alle collezioni, protagoniste del nuovo itinerario sono le sinagoghe storiche del Campo del Ghetto Novo: la Scola Tedesca, la Scola Italiana e la Canton, che tornano visitabili insieme al museo. Il percorso dialoga idealmente anche con la Scola Levantina e la Scola Spagnola, situate nel Ghetto Vecchio.
L’obiettivo del progetto è superare la frammentarietà del precedente allestimento e restituire unità a un complesso unico, facendo delle sinagoghe il fulcro di una narrazione più ampia. Non soltanto luoghi di culto, ma testimonianze vive di una comunità che ha contribuito a plasmare l’identità della città lagunare. Gli spazi religiosi sono stati restaurati con interventi conservativi su superfici, arredi e decorazioni, nel rispetto della loro funzione ancora attuale.
La superficie museale passa da circa 1.290 a oltre 1.700 metri quadrati grazie all’integrazione di nuovi ambienti di proprietà della Comunità. L'intervento comprende un ingresso rinnovato, spazi per l'accoglienza e la biglietteria, sale permanenti e temporanee, un bookshop, una biblioteca e un archivio destinati anche a studiosi e ricercatori. Sono previsti inoltre ambienti per la didattica e le attività scolastiche, con particolare attenzione all'accessibilità, migliorata attraverso nuovi collegamenti tra i diversi livelli degli edifici.
Il nuovo allestimento amplia anche il racconto della vita quotidiana nel Ghetto. Alla dimensione religiosa si affiancano la ricostruzione di una tipica abitazione ebraica, installazioni multimediali e contenuti immersivi, pensati per coinvolgere visitatori di generazioni e provenienze diverse. Un modo per avvicinarsi alla storia della comunità attraverso non solo i suoi oggetti più preziosi, ma anche le abitudini, gli spazi domestici e le tradizioni.
L’investimento complessivo stimato è di circa 5,5 milioni di euro. Il progetto espositivo è stato elaborato da Guicciardini & Magni Architetti e realizzato, per l’allestimento interno, con la collaborazione di Opera Laboratori, già impegnata nella gestione e valorizzazione dei percorsi di visita del Ghetto.
«Siamo particolarmente orgogliosi di aver potuto contribuire a un progetto così importante», sottolinea Giuseppe Costa, presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori. L’obiettivo, spiega, è rendere questo patrimonio sempre più accessibile e comprensibile, preservandone il legame con la comunità che ancora oggi lo custodisce.
La riapertura del Mev segna un nuovo capitolo nella valorizzazione del Ghetto veneziano: un luogo in cui memoria, arte, fede e vita quotidiana si intrecciano, offrendo ai visitatori strumenti per comprendere il passato e alimentare il dialogo tra culture.
L’interno della Sinagoga Spagnola nel Ghetto Vecchio di Venezia
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Il dipinto seicentesco è stato acquistato dagli Amici degli Uffizi-Friends of the Uffizi Galleries e ora consegnato al museo fiorentino. La rapidità di esecuzione, che valse all’artista napoletano il soprannome di «Luca Fa Presto», sarebbe stata determinante anche in questo caso: secondo la tradizione, egli avrebbe completato l’opera in appena due giorni
Dalla decrittazione di messaggi militari di Napoleone Bonaparte alla trascrizione di milioni di pagine antiche, in Francia l’intelligenza artificiale sta cambiando il modo di studiare il passato. Non soltanto velocizzando il lavoro, ma aprendo nuove strade alla ricerca storica
La testa marmorea di fanciulla, rara testimonianza della presenza dell’arte greca in Etruria, è stata eletta miglior scoperta archeologica del 2025 dalla giuria della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Decisivo anche il sostegno del pubblico
Le ricerche geofisiche condotte quest’anno rivelano ambienti meglio conservati del previsto e aprono nuove prospettive sulla storia della residenza romana, celebre per i suoi affreschi e mosaici. La villa resta sepolta e non è visitabile



