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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoli«I francesi con la cultura ci mangiano»: è il primo commento ascoltato dopo aver saputo che a Roma, a Villa Medici, andrà in scena «A tavola!», un’esperienza gastronomica con il collettivo veneziano Tocia. «Cucina e Comunità al Festival di Film di Villa Medici», dal 18 al 20 settembre, con tre serate di cucina povera tra Roma e Venezia, nel segno della convivialità, con gli chef francesi in residenza a nell’Accademia di Francia a Roma, Benjamin Bret e Valentine Desmoulins. Un’iniziativa in programma prima delle proiezioni cinematografiche. Sul Belvedere, prima del film che sarà visibile sul piazzale, un menù del territorio ispirato alle cucine di strada di Roma e Venezia, per richiamare «le figure popolari del buiaccaro e del peracottaro». Dalla zuppa al dessert, i piatti più semplici e modesti diventano, «per la durata di un pasto festoso e collettivo, portavoce di un dialogo tra cucine, territori e immaginari, affrontando con gusto e creatività anche le sfide ecologiche del nostro tempo». Tre serate per riscoprire la cucina povera come spazio di incontro, condivisione e riflessione, da vivere al tramonto, sperando nell’assenza della pioggia.
Quali saranno i film proiettati a Villa Medici? Venerdì 18 settembre, ecco «Nagi Notes» di Koji Fukada (2026, Giappone, Francia, Singapore, Filippine, 110 minuti). Anteprima italiana, nella versione originale giapponese con sottotitoli italiani e inglesi. Sabato 19 settembre, «L’inconnue» di Arthur Harari (2026, Francia, Italia, 139 minuti), versione originale francese con sottotitoli italiani. Domenica 20 settembre, «The invite» di Olivia Wilde (2026, Stati Uniti, 107 minuti), nella versione originale inglese con sottotitoli italiani. «Metti, una sera a cena a Villa Medici», evocando il famosissimo film di Giuseppe Patroni Griffi con le musiche immortali di Ennio Morricone, sarà innanzitutto un richiamo per i veneziani e i francesi che vivono a Roma.
Gianfranco Ferroni
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