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Una veduta della sede della Fondazione Giorgio Cini a Venezia, sull’isola di San Giorgio Maggiore

Foto: Fondazione Giorgio Cini

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Una veduta della sede della Fondazione Giorgio Cini a Venezia, sull’isola di San Giorgio Maggiore

Foto: Fondazione Giorgio Cini

Venezia, Fondazione Cini digitalizza l’archivio della salvaguardia: saranno accessibili 110mila documenti

Un patrimonio di fonti di vario genere sarà scannerizzato nei prossimi due anni in collaborazione con l’Unesco. Un progetto che restituisce alla comunità internazionale la memoria di quasi cinquant’anni di interventi e cooperazione per la tutela della città

Antonello Ferrarini

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A sessant’anni dall’«Acqua Granda» del 4 novembre 1966, la grande alluvione che segnò profondamente Venezia, prende il via un importante progetto per conservare e rendere accessibile la memoria degli interventi internazionali a tutela della città. L’Unesco e la Fondazione Giorgio Cini hanno annunciato l’avvio di un programma di digitalizzazione e valorizzazione dell’archivio storico dedicato alla salvaguardia del capoluogo veneto, un patrimonio composto da circa 110mila documenti, 6mila fotografie e materiali audiovisivi.

Il complesso archivistico, finora custodito presso l’Ufficio Unesco di Venezia, è stato trasferito al Centro digitale della Fondazione Giorgio Cini. Qui, nel corso dei prossimi due anni, sarà sottoposto a un lavoro sistematico di digitalizzazione, con l’obiettivo di preservare le fonti originali e ampliare la possibilità di consultazione da parte di studiosi, ricercatori, istituzioni e pubblico internazionale.

L’archivio raccoglie una documentazione di grande valore storico, scientifico e culturale. Al suo interno si trovano progetti, relazioni, fotografie e testimonianze legati alla Campagna Internazionale per Venezia, promossa dall’Unesco tra il 1966 e il 1992, e al successivo Programma congiunto Unesco-Comitati privati internazionali per la salvaguardia della città, attivo dal 1992 al 2015.

Si tratta di materiali che raccontano quasi mezzo secolo di cooperazione internazionale, di iniziative e di interventi per proteggere il patrimonio storico e artistico veneziano. Una memoria preziosa, che documenta anche i numerosi progetti di restauro realizzati nel corso degli anni e il contributo di istituzioni e organizzazioni provenienti da diversi Paesi.

Le risorse digitalizzate saranno progressivamente inserite in AtoM (Access to Memory), il sistema informatico utilizzato per la descrizione e la consultazione degli archivi. Le fotografie e i materiali audiovisivi confluiranno invece nella piattaforma degli Archivi Unesco, diventando più facilmente accessibili alla comunità scientifica internazionale.

L’iniziativa non si limita alla conservazione documentaria. La disponibilità di questo patrimonio in formato digitale potrà infatti favorire nuove forme di ricerca, divulgazione e riutilizzo creativo, aprendo la strada a progetti artistici e narrativi capaci di raccontare Venezia attraverso la storia della sua tutela.

Un’occasione per restituire alla città e al mondo la memoria di un impegno collettivo che, dall'alluvione del 1966 a oggi, ha fatto della salvaguardia di Venezia una responsabilità internazionale.

 

Antonello Ferrarini, 30 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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