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Marc Chagall, «L’acrobata con il violino», 1924

© Radio France - Romane Salch

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Marc Chagall, «L’acrobata con il violino», 1924

© Radio France - Romane Salch

Un’incisione di Chagall, rimasta nei depositi doganali per vent’anni, è al Museo di Belle Arti e Archeologia di Besançon

«L’acrobata con il violino» è stato donato dal servizio doganale della Franca Contea, che nel 2006 l’aveva confiscato perché destinato all’esportazione senza la documentazione necessaria ad autorizzarne l’uscita dal territorio francese

Alessia De Michelis

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A vent’anni dal sequestro alla frontiera con la Svizzera, un’incisione di Marc Chagall entra a far parte delle collezioni del Museo di Belle Arti e Archeologia di Besançon. Come riportato sul sito della stazione radio locale, «ICI Besançon», «L’acrobata con il violino» è stato donato dal servizio doganale della Franca Contea, che nel 2006 l’aveva confiscato perché destinato all’esportazione senza la documentazione necessaria ad autorizzarne l’uscita dal territorio francese.

Per due decenni la stampa è rimasta custodita nei depositi della dogana, fino alla decisione, maturata due anni fa dalla direttrice regionale Estelle Rocquelin, di destinarla al museo cittadino, arricchendone il patrimonio. L’ingresso dell’opera segna un traguardo significativo per l’istituzione, che inaugura così la sua prima presenza di lavori di Chagall nelle proprie collezioni.

L’incisione raffigura un acrobata dalla lunga barba e con un cappello, affiancato da una creatura fantastica che suona il violino. Due motivi iconografici ricorrenti nell’immaginario dell’artista, riconoscibili anche nel caratteristico linguaggio visionario che attraversa la composizione. «È facile riconoscere Chagall in questo stile onirico, così distante dalla realtà», osserva Maël Vandewalle, curatore del museo, che ha contribuito all’autenticazione dell’opera.

Nato in Russia nel 1887, Chagall si trasferì a Parigi tra il 1911 e il 1914, dove sviluppò il proprio linguaggio artistico e realizzò «L’acrobata con il violino» nel 1924. Di origine ebraica, durante la Seconda guerra mondiale fu costretto a rifugiarsi negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni naziste; al termine del conflitto tornò in Francia, ottenendone la cittadinanza. Oggi le sue opere sono conservate nelle maggiori collezioni internazionali, dal Metropolitan Museum of Art di New York al Museo Nazionale d’Arte Moderna di Parigi. L’arrivo dell’incisione a Besançon rappresenta quindi un’eccezione nata da una vicenda amministrativa divenuta, a distanza di vent’anni, un’opportunità culturale.

Alessia De Michelis, 22 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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